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Pesaro
Finale incredibile a Pesaro, dove la Vis
trova il vantaggio nei minuti di recupero ma viene ripresa e superata dalla
Sambenedettese subito dopo. Roberto Stellone, tecnico biancorosso, è senza parole: "Non mi è mai capitato
di perdere una partita in questo modo, né da giocatore né da allenatore. C'è
grande amarezza, nel primo tempo la partita è stata molto equilibrata anche
se loro sono andati in vantaggio su una situazione che mi è sembrata molto
dubbia, nella ripresa l'abbiamo ripresa grazie ad una bella reazione, poi ci
siamo abbassati un po' e loro ci hanno provato con tante conclusioni dal
limite. Siamo riusciti comunque a riportarci in vantaggio nei minuti finali,
forse abbiamo esultato troppo e ci siamo rilassati ed è successo qualcosa di
incredibile. Siamo molto delusi, sia perché era un derby molto sentito sia
perché i tre punti ci avrebbero permesso di scalare posizioni in
classifica" L'allenatore
critica i tifosi: "Quello
che mi lascia veramente affranto è sentire i tifosi che hanno detto la parola
venduti: in trent'anni che faccio calcio è qualcosa che non si può sentire.
Siamo andati sotto la curva, delusi per il risultato e sentirmi dire dai
nostri tifosi che ci siamo venduti la partita è qualcosa che mi dà molto
fastidio perché veniamo da due stagioni molto positive e siamo qui a lavorare
giorno e notte. Accusarci di una cosa del genere non ha davvero senso, visto
che abbiamo segnato il 2-1 nel recupero e abbiamo esultato. Forse siamo stati
dei polli, ma dire che ci siamo venduti la partita è qualcosa che non
accetto. Detto questo, faccio i complimenti ai ragazzi per la stagione, lo
scorso anno abbiamo fatto meglio ma quest'anno la squadra era cambiata molto.
Nonostante tutto ci siamo salvati con largo anticipo, ci siamo qualificati
per i playoff per la seconda volta nella storia della Vis Pesaro e ora
pensiamo ad andare avanti il più possibile negli spareggi". M.Ferri Foggia - I proprietari del Foggia, Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, hanno commentato la retrocessione in Serie D
del club rossonero in sala stampa e rilanciato il progetto iniziato pochi
mesi fa: "Per
noi è un dramma sportivo, ci abbiamo provato con passione ma la retrocessione
non ci abbatte - le parole di Casillo riportate da Antenna Sud - Ci
faremo trovare pronti se dovesse presentarsi l'ipotesi ripescaggio perché
questa piazza merita altri palcoscenici e tornerà qui, meglio di prima. Felleca in tribuna? Con lui al momento non c'è nulla, ci
è stato vicino e ci ha dato dei consigli e siamo contenti della sua presenza
in queste partite". Anche De
Vitto rilancia: "Il nostro
amore per il territorio ci ha spinto a rilevare la società, abbiamo preso
giocatori con un curriculum ma probabilmente abbiamo commesso errori, anche
se lo abbiamo fatto per il bene del Foggia. Ora programmeremo qualcosa di
buono per i tifosi. Posso assicurare che in D non faremo la comparsa,
allestiremo una squadra per vincere e ammazzare il campionato". M.Ferri Pontedera - Il presidente del Pontedera, Gustavo Nikitiuk, si è presentato ai microfoni in sala stampa per
commentare la retrocessione in Serie D dei pisani: "È deludente stare qui
in questo momento, per me è una vergogna grossa perché non vincere da venti
partite significa che c'è qualcosa di sbagliato e che non ha funzionato. In
questo momento la società non vuole trovare colpevoli, mi dispiace tanto per
la città e per i tifosi, adesso la realtà del Pontedera è la Serie D e per
noi che veniamo dall'altra parte del mondo è uno stimolo in più per lavorare
e riportare al più presto il club in C. Ci proveremo con il ripescaggio, se
sarà possibile, ma anche attraverso un progetto diverso che era difficile
fare durante questa stagione. Dobbiamo affrontare i problemi ma andiamo
avanti per la nostra strada. Mi dispiace tanto per tutte quelle persone che
vogliono bene a questa squadra". Nikitiuk guarda avanti: "Abbiamo
provato di tutto per stimolare la squadra, per dare allegria e vincere una
partita ma purtroppo l'obiettivo non è stato raggiunto. Evidentemente abbiamo
commesso degli errori e ora dobbiamo fare meglio per riportare il Pontedera
dove merita. Il messaggio che mando ai tifosi è che noi siamo qui per
lavorare e continuiamo a credere nel nostro progetto". Il club toscano proverà
tutte le strade possibili per conservare la categoria: "Il
ripescaggio? Faremo di tutto, ma non dobbiamo creare false aspettative. Il
club è stato esemplare sotto tutti i punti di vista nel corso degli anni e
questo ci dà una buona opportunità per il ripescaggio, ma certezze non ce ne
sono. Il nostro unico obiettivo è fare un progetto serio. Ci abbiamo messo
sempre la faccia e siamo stati coerenti fin dal nostro arrivo. Logicamente
era impossibile gettare le basi di un progetto iniziando a metà stagione,
quando siamo arrivati. Capisco i dubbi della tifoseria granata ma ricordo
che, quando abbiamo rilevato la società, la squadra era già in difficoltà e
noi non ci siamo tirati indietro. Abbiamo provato di tutto per risollevare la
classifica, tranne entrare in campo e giocare noi perché quello era
impossibile. Il messaggio che voglio mandare è anche alle famiglie, perché
per noi il settore giovanile è fondamentale e mi dispiace non aver visto
molti ragazzi del vivaio oggi in campo". M.Ferri È tutto da distruggere, è tutto da rifare. È tutto drammaticamente
così facile. A distruggere e criticare ci vuole un attimo: comodo, se il
proprio ruolo finisce così. Sono i giorni del caos: i Mondiali da vedere in
TV, le dimissioni di Gravina, ora il caso che investe Rocchi. L’inchiesta più
fumosa nella storia del calcio italiano rischia di dare la spallata
definitiva alla FIGC. Per ora non ce ne sono i presupposti, ma il governo -
che non vede l’ora di poter dire che ha contribuito a nominare un bel
commissario, come se cambiasse davvero qualcosa - ha già fatto capire che o
si fa così o le acque diventeranno ancora più agitate. E allora, ma sì, buttiamo
il bambino con l’acqua sporca. Tanto che ci vuole. Zenica è stato un
tracollo, rifondiamo da zero. Come? E chi lo sa, fatti vostri. E invece no,
questa è una provocazione. E invece c’è qualcosa da salvare: la riforma Zola,
le seconde squadre, il nuovo progetto tecnico avviato a livello giovanile, i
risultati delle nostre nazionali fino all’Under 19. Sarebbe un errore non
vedere anche questo, per solleticare la pancia di chi poi dopodomani si
potrebbe serenamente disinteressare di tutto questo. Non ditelo a chi vuole
picconare e basta. Lontani dal clamore dei
piani alti, ci godiamo la parte più divertente della stagione. Chapeau
Arezzo, che ha speso e costruito per vincere: alla fine ce l’ha fatta. Ora
però ci gustiamo i playoff: una lotteria per qualcuno, un torneo nel torneo
per altri. Una specie di Champions della C, se vogliamo. Una bella idea: da
un decennio a questa parte, le migliori del calcio italiano sono arrivate
dalla C. Guarda un po’ il caso. I.Cardia |
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