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Cittadella
– Arzignano 2-2 CITTADELLA: Maniero L., Gobbato
M. (dal 32' st Redolfi A.), Pavan N., Cecchetto A.,
D'Alessio F., Vita A., Barberis A. (dal 32' st
Salvi A.), Amatucci F. (dal 10' st Perretta G.), Crialese C., Rabbi S.2, Castelli D.. A disposizione: Anastasia E., Angeli M., Bunino C., Casolari F., Diaw
D., Falcinelli D., Ghezzi A., Ignatov E., Perretta G., Redolfi A., Rizza
A., Salvi A., Saro G., Zilio A. Arezzo –
Vicenza 2-5 AREZZO: Trombini L. (dal 40' st Galli A.), Renzi A., Gilli M. (dal 40' st Casarosa M.), Gigli N., Di Chiara G., Eklu
S. M. (dal 13' st Ravasio M.), Guccione
F., Viviani M. (dal 1' st Tavernelli C.), Varela Djamanca M., Cortesi M.
(dal 30' st Arena A.), Pattarello E.. A disposizione: Arena A., Casarosa
M., Chierico L., Chiosa M., Cianci P., Concetti M., Coppolaro
M., De Col F., Galli A., Iaccarino G., Ionita A., Ravasio M., Righetti
S., Tavernelli C., Venturi G.
COMUNICATO
STAMPA Il Tifo
che ci Piace: debutta il Parents Manager sugli
spalti Una nuova
figura educativa e una dose di dolcezza sugli spalti per promuovere rispetto
e tifo positivo nel calcio giovanile Roma,3 maggio 2026 - Nasce
una nuova figura educativa che porta una dose di dolcezza sugli spalti per
promuovere rispetto e tifo positivo nel calcio giovanile Sugli
spalti si gioca un’altra partita decisiva: la passione dei genitori non può e
non deve sfociare in atteggiamenti aggressivi. Per questo l’Area CSR della
Lega Nazionale Dilettanti passa all’azione. L’iniziativa
prevede la sperimentazione, in tre società, della figura del Parents Manager, in collaborazione con l’Associazione
Scuola Genitori Sportivi, realtà nata nel 2023 su idea del giornalista Alessandro
Crisafulli che forma e informa i genitori di
giovani atleti per aiutarli a sostenere in modo corretto e consapevole il
percorso sportivo dei propri figli. L’obiettivo è promuovere un clima
positivo e responsabile sugli spalti durante le partite. Una figura di
riferimento per le famiglie, chiamata a favorire comportamenti corretti e a
gestire il rapporto tra genitori e società, trasformando la loro presenza in
un valore per tutto l’ambiente sportivo. Accanto a
questo percorso, nelle partite di sabato 2 e domenica 3 maggio arriva anche
la “cassetta di sicurezza” contro l’emergenza insulti a giocatori e arbitri,
per spegnere gli eccessi e rimettere al centro il rispetto. Al suo interno,
“Il Tifo che ci Piace”: caramelle gommose per addolcire il coinvolgimento dei
genitori nelle partite dei propri figli. “Basta un poco di zucchero” e il
tifo si addolcisce per far vincere il rispetto, che è il risultato
fondamentale da perseguire dentro e fuori dal campo. La campagna e la
successiva introduzione della figura del Parents
Manager saranno sperimentate nelle società Montespaccato
Calcio, A.S.D Bruno Selleri e A.S.D. Union Martignacco. “Il Tifo
che ci Piace - dichiara Luca De Simoni,
Coordinatore Area CSR LND - è un progetto nato con l’obiettivo di
rendere gli spalti un luogo di rispetto e di
condivisione. Crediamo fermamente che lo sport debba essere, prima di tutto,
un momento di gioia per i ragazzi e per le famiglie. Per dare un segnale
concreto di questo nuovo approccio, faremo un’attivazione su alcuni campi che
inviti a mitigare il tifo eccessivo, quello che da una parte stressa i
ragazzi e dall’altra non contribuisce ad un clima sereno durante le partite.
Si tratta di un invito a vivere la competizione con lo spirito giusto. In
questo percorso verso un clima più sereno, viene introdotta ufficialmente la
figura del Parents Manager. Si tratta di una vera
novità strutturale, una figura di raccordo tra le società sportive e le
famiglie. L’obiettivo è di essere supporto nel rapporto con i genitori in una
collaborazione proattiva e costruttiva, evitando tensioni e promuovendo un
ambiente sano per i giovani atleti". “Sono
molto felice che la LND abbia deciso di sposare la mia idea di formare e
introdurre una nuova figura nel mondo del calcio giovanile e dilettantistico
- spiega Alessandro Crisafulli - quella del Parents Manager. Si tratta di una figura che sarà
preziosissima per gestire al meglio, per conto della società, i rapporti con
mamme e papà. Non solo per quanto riguarda eventuali problematiche da sanare
ma anche e soprattutto per proporre e coordinare attività di informazione,
formazione e sensibilizzazione che permetteranno poi di includere in maniera
positiva gli stessi genitori nelle attività dei Club. E’ la strada migliore
per trasformare mamme e papà da mine vaganti in solidi, e consapevoli,
alleati: dei propri figli e delle stesse società. Complimenti all’area Csr della LND per la sensibilità e attenzione dimostrata
anche verso questo tema così fondamentale”.
Verdiana Corbianco Headline
Giornalisti Via Antonio Giacomini, 28 50132 Firenze Cell: 3461376351 Lo Spezia recupera un punto prezioso contro il
Venezia nonostante l’inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo e rimane
aggrappato alla possibilità dei playout ma anche della salvezza diretta (qui gli
incastri). Al termine della gara, l’allenatore aquilotto Luca
D’Angelo ha analizzato la prestazione e tracciato il quadro della
situazione a una giornata dalla fine del campionato. «Abbiamo meritato il
pareggio e abbiamo avuto anche la palla per vincere – ha dichiarato D’Angelo
–. Contro una squadra forte e di qualità come il Venezia, giocare un tempo in
dieci è stato molto difficile, ma i ragazzi hanno dato tutto. La squadra ha
reagito bene e ha prodotto occasioni importanti». Sul piano degli episodi,
il tecnico non ha nascosto il suo disappunto: «Il rigore non lo posso
accettare, chi ha giocato a calcio lo sa. Quando salti le braccia si
allargano automaticamente. Sul secondo gol abbiamo commesso un errore
evitabile. Il primo invece è arrivato su un’azione in cui eravamo in tanti
sull’uomo che ha segnato, ma non siamo riusciti a contrastarlo bene». D’Angelo è tornato più
volte sul tema che ha caratterizzato negativamente l’annata dello
Spezia: «Quest’anno la fase difensiva è stata deficitaria, questa è la
grande differenza rispetto all’anno scorso. L’anno scorso eravamo la miglior
difesa del campionato per distacco. Quest’anno abbiamo preso troppi gol,
tanti evitabili, e questo ci ha penalizzato pesantemente. Abbiamo prodotto
tanto, ma abbiamo sofferto troppo dietro». Errori e autocriticaIl tecnico si è assunto le proprie
responsabilità: «Ho sbagliato sicuramente anch’io, soprattutto
all’inizio del campionato. Nella valutazione emotiva della squadra ho
commesso degli errori. Certe ferite rimangono aperte e nei momenti di
difficoltà fai più fatica a rimetterti in carreggiata. È un discorso che
affronteremo a fine campionato». A una giornata dalla fine,
lo Spezia ha ancora una chance di evitare la retrocessione diretta, ma il
destino non è più solo nelle proprie mani: «Due settimane fa, dopo la
vittoria col Sudtirol, abbiamo detto che il nostro obiettivo era arrivare
all’ultima giornata ancora con possibilità di salvezza. Ci siamo riusciti,
nonostante un calendario durissimo contro Catanzaro e Venezia. Ora dobbiamo
andare a Pescara e provare a vincerla. Poi vedremo cosa succederà sugli altri
campi». D’Angelo si è detto
convinto che le altre partite saranno giocate con il massimo
impegno: «Aquilani e Lombardo sono persone serie. Sono sicuro che
Catanzaro e Sampdoria giocheranno per cercare il massimo risultato. Saranno
partite vere. Noi però dobbiamo pensare prima di tutto alla nostra:
fatichiamo a vincere le nostre partite, non possiamo perdere energie
concentrandoci sugli altri». Lo Spezia tornerà in
ritiro già da martedì mattina per preparare al meglio l’ultima, decisiva
trasferta di Pescara. «Ci dobbiamo credere – ha concluso D’Angelo –. Dobbiamo
provare a vincere a Pescara e poi sperare che i risultati degli altri campi
ci aiutino. La salvezza è ancora possibile». V.Debbia Il Pescara si
fa sfuggire due punti pesantissimi nel recupero contro il Padova, subendo il
gol del pareggio all’ultimo minuto dopo aver dominato il secondo tempo e
fallito un rigore. Al termine della gara, il presidente Daniele
Sebastiani ha parlato ai microfoni di Rete8 con amarezza ma senza nascondere la realtà della classifica. «Sembrava che si fosse
messo tutto a posto – ha esordito Sebastiani –. A pochi minuti dalla fine il
VAR ci assegna il rigore che abbiamo cercato per tutto l’anno, poi purtroppo
lo sbagliamo e alla fine prendiamo addirittura la beffa. Quest’anno non ce
n’è andata bene una, dico una». Il presidente ha spiegato
la scelta di far calciare il rigore a Russo, il più giovane in
campo: «Insigne aveva un problema al ginocchio ed è rimasto in campo solo
perché ha voluto. Non se la sentiva di calciare. Russo si è sentito di
prenderlo, ha preso la palla in mano ed è andato sul dischetto. Purtroppo è
andata male». Con una giornata ancora da giocare, il Pescara conserva una
flebile speranza di salvezza (qui
tutti gli incastri): «C’è un piccolissimo spiraglio, ma proprio piccolissimo.
Dobbiamo vincere noi contro lo Spezia perché ci sarà una partita con lo
stesso filo di speranza del nostro. Dobbiamo vincere comunque, al di là di
quello che faranno gli altri. Il Bari deve vincere a Catanzaro, ma prima di
tutto dobbiamo fare il nostro risultato». Sebastiani ha sottolineato
la grande rincorsa fatta dalla squadra dopo un inizio di stagione molto
difficile: «Abbiamo recuperato tanto svantaggio iniziale. Nelle ultime
partite però abbiamo lasciato per strada una marea di punti. Potevamo essere
già salvi, invece siamo qui a giocarci tutto all’ultima giornata. Abbiamo
pagato qualcosa a livello di energia mentale». Il presidente ha ammesso i
limiti emersi nella stagione: «Nelle partite precedenti abbiamo lasciato
tanti punti. Questa è una squadra che ha dato tutto per recuperare lo
svantaggio iniziale. Purtroppo quest’anno non ci è girata bene nessuna
situazione». Ha poi voluto ringraziare
il pubblico: «Voglio ringraziare ancora una volta il nostro pubblico, il
dodicesimo uomo. Non è facile venire allo stadio quando magari ci sono solo
15-20 tifosi in trasferta. In partite come questa ne sarebbero venuti
duemila». Interpellato su una
possibile programmazione in vista di un eventuale ritorno in Serie C,
Sebastiani ha preferito non spingersi troppo in là: «Il campionato di Serie B
non è ancora finito, l’ultima partita non ha ancora decretato i verdetti.
Capite bene quanto sia difficile, soprattutto per una neopromossa come noi
che non ha le potenzialità di tante altre società. Dietro di noi ci sono
squadre come Spezia e Reggiana con proprietà molto importanti». Ha comunque rassicurato i
tifosi sulla continuità del progetto: «La società è lì, pronta a
ripartire. Sono 18 anni che c’è e ha sempre fatto il possibile. Non si tirerà
indietro nemmeno questa volta. Giochiamoci questa ultima chance, poi
programmeremo il futuro». Sul fronte infortuni,
Sebastiani ha fornito un aggiornamento su Di Nardo: «Ha preso una botta
dietro la schiena e non ce la faceva a correre. Ha preferito uscire per
provare a recuperare per la prossima settimana». Il Pescara chiuderà il
campionato venerdì sera sul campo dello Spezia in una sfida diretta che
potrebbe valere una stagione intera. V.Debbia La Reggiana esce
sconfitta dal derby contro il Modena e vede la retrocessione in Serie C
sempre più vicina. Al termine della gara, l’allenatore granata Pierpaolo
Bisoli ha parlato in conferenza stampa con
tono realista ma battagliero, difendendo l’impegno dei suoi uomini e
ammettendo i limiti di una stagione nata male. «Dispiace, è una brutta
sconfitta perché quando perdi i derby fa male – ha esordito Bisoli –. La partita era sporca e brutta, ma noi abbiamo
creato tanto: abbiamo sbagliato quattro gol a porta vuota, preso un palo con
Portanova e avuto diverse situazioni da gol. Loro hanno fatto due tiri e due
gol. Evidentemente è un’annata storta». Il tecnico ha sottolineato
gli errori difensivi che hanno caratterizzato tutta la stagione («l’ennesimo
gol preso con la palla alle spalle dell’ultimo uomo»), ma ha respinto l’idea
che la squadra fosse passiva:«Abbiamo
sbagliato gol facilissimi, ma non per mancanza di anima. Abbiamo dato tutto
il cuore fino alla fine, anche per eccesso di generosità. Non si può imputare
niente ai ragazzi sul piano dell’impegno e della dignità. Oggi hanno
dimostrato di avere un’anima». Con 34 punti dopo 37
giornate, la Reggiana è virtualmente retrocessa ma l'aritmetica non è ancora
arrivata. Bisoli non nasconde la difficoltà della
situazione, ma non vuole mollare: «Quando sono arrivato, con sei partite da
giocare, nessuno credeva che saremmo arrivati a giocarci i playout. Abbiamo
fatto quattro punti in una situazione di grande difficoltà. Io avevo detto
che saremmo arrivati in fondo a giocarcela e così è stato. C’è una piccola
speranza, un 5%, e ce la giocheremo fino in fondo. Ci metteremo la faccia». L’allenatore ha spiegato le combinazioni necessarie per arrivare
almeno ai playout (leggi
qui tutti gli incastri), ma resta lucido: «Nel calcio tutto è possibile. Oggi il Monza
si è giocato la Serie A, quindi perché noi non possiamo sperare in un regalo?
Andremo a giocare con la Sampdoria dignitosi, poi a fine anno tireremo le
somme». Bisoli ha difeso alcune scelte
di formazione (come il centrocampo con Belardinelli) spiegando di aver
cercato di tenere il ritmo con giocatori di gamba, e ha invitato a non
cercare colpevoli individuali: «Non andate a cercare i colpevoli. Guardate
l’insieme della squadra. Abbiamo perso tanti duelli a sinistra, questo va
analizzato, ma oggi i ragazzi hanno dato l’anima». Sul piano personale, il
tecnico si assume le proprie responsabilità: «Mi prendo le mie colpe,
soprattutto per la partita col Pescara che abbiamo toppato. Ho cercato di
accelerare i tempi per dare una scossa, forse dovevo essere più prudente e
puntare su qualche 0-0 in più, ma il tempo era poco». Al di là del risultato , Bisoli rivendica di aver ridato identità e voglia di
lottare a una squadra che, al suo arrivo, versava in condizioni critiche: «Da
quando sono arrivato credo di aver ridato dignità a questa squadra e a un
popolo che ha voglia di venire allo stadio e di lottare. Abbiamo giocato sei
partite sempre con l’acqua alla gola, non è facile. I risultati non ci hanno
premiato, ma la squadra c’è». La Reggiana chiuderà la
stagione in casa contro la Sampdoria. Per i granata resta solo una flebile
speranza di playout, da inseguire con l’orgoglio e la dignità che Bisoli ha cercato di restituire al gruppo in queste
ultime settimane. V.Debbia |
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