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Spezia - E’ arrivata ora
l’ufficialità da parte dello Spezia: i calciatori Mazzocchi e Florenzi sono
stati acquistati dal Cosenza a titolo definitivo. Come era stato già
annunciato, la società spezzina si è assicurata le prestazioni calcistiche
dei due calciatori in forza alla società calabrese. Mazzocchi attaccante
classe 1998 e Florenzi centrocampista offensivo classe 2002. Entrambe i
calciatori sono a disposizione del soddisfatto mister Turati presso il ritiro
di Pontremoli (MS) in Lunigiana. Intanto
è stata annullata la partita amichevole di mercoledì prossimo contro la
Fezzanese, formazione del comune di Portovenere (neo promossa in serie D). Sul
fronte degli abbonamenti, cresce di giorno in giorno la prelazione dedicata
ai vecchi tesserati. E’ stata superata quota 1300. Cristiano
Sturlese Reggiana - C'è una differenza sostanziale tra una squadra che deve fare i
conti con un mercato complicato e una che, ancora prima dell'inizio della
stagione, si ritrova a ricostruire il proprio assetto dirigenziale. La Reggiana appartiene
alla seconda categoria. Ecco perché quanto accaduto negli ultimi giorni
rappresenta il fatto della settimana in Serie C. Il terremoto scoppiato in
casa granata non riguarda soltanto le dimissioni del direttore tecnico Doriano
Tosi e del direttore generale Ivano Vacondio.
Il vero nodo è che viene meno, a pochi giorni dall'inizio della preparazione
estiva, il progetto che avrebbe dovuto rilanciare il club dopo la
retrocessione. La ricostruzione dei fatti
è ormai nota. La telefonata dai toni durissimi tra Alfredo Amadei e Doriano Tosi ha fatto esplodere
tensioni che, evidentemente, covavano da tempo. Tosi ha scelto di fare un
passo indietro dopo aver dichiarato di non poter accettare le accuse
ricevute, mentre Vacondio ha deciso di lasciare per
solidarietà nei confronti del dirigente con cui avrebbe dovuto condividere il
nuovo corso. Nel giro di poche ore, Romano Amadei ha
accettato entrambe le dimissioni, ribadendo la propria fiducia nel presidente Carmelo
Salerno e nel vicepresidente Giuseppe Fico. Al di là delle diverse
versioni e delle inevitabili ricostruzioni emerse dalla stampa locale, un
dato appare oggettivo: la Reggiana aveva individuato in Tosi e Vacondio le figure chiamate a rifondare il club dopo una
stagione conclusa con una dolorosa retrocessione. Un incarico nato appena
poche settimane fa e già concluso, prima ancora che il campionato prenda il
via. È questo l'aspetto che
dovrebbe far riflettere. In Serie C si tende spesso a concentrare
l'attenzione sulle operazioni di mercato, sugli acquisti, sulle cessioni o
sui possibili colpi dell'ultima ora. Tutti elementi importanti, ma che
rischiano di passare in secondo piano quando vengono meno stabilità e
chiarezza all'interno della società. La Reggiana, almeno sulla
carta, aveva iniziato a costruire un percorso preciso. L'arrivo di Attilio
Tesser in panchina, il ritorno di Doriano Tosi, l'inserimento di
Ivano Vacondio e il lavoro condiviso con il
direttore sportivo Marco Bernardi lasciavano immaginare una
ripartenza basata sull'esperienza, con l'obiettivo di riportare
immediatamente il club nelle posizioni di vertice. Oggi quello scenario è
inevitabilmente cambiato. Il mercato continuerà,
Bernardi proseguirà il proprio lavoro e Tesser guiderà comunque la squadra.
Ma è difficile pensare che un cambiamento così profondo, arrivato in un
momento tanto delicato della stagione, possa essere considerato un semplice
incidente di percorso. Sarebbe sbagliato
stabilire, dall'esterno, chi abbia ragione. Le versioni dei protagonisti sono
diverse e il confronto interno appartiene alla vita della società. Quello che
invece appare evidente è il danno d'immagine provocato da una vicenda che ha
riportato al centro le tensioni societarie proprio mentre il club avrebbe
dovuto parlare esclusivamente di calcio. Il rischio, infatti, non è
soltanto quello di dover ripensare gli equilibri dirigenziali. Il rischio è
che una squadra chiamata a voltare pagina dopo la retrocessione debba
convivere, fin dal primo giorno di lavoro, con l'idea di un progetto già
rimesso in discussione. Ed è forse questo il
messaggio più significativo lasciato dalla settimana della Reggiana: in Serie
C si possono recuperare punti persi, correggere errori di mercato e persino
cambiare obiettivi in corsa. Molto più complicato è ricostruire la
credibilità di un progetto quando, ancora prima del fischio d'inizio del
campionato, è la sua stessa struttura ad aver subito una scossa così
profonda. V.Debbia Il Latina rende noto, con un comunicato stampa diffuso dalla società, di essersi
visto costretto ad agire direttamente per garantire l'utilizzabilità dello
stadio Francioni in vista dell'avvio della nuova stagione di Serie C, la cui
prima gara ufficiale è in programma il 16 agosto. Alla base della vicenda c'è
la procedura per l'affidamento della gestione di stadio Francioni e campo Bondioli, avviata dal Comune di Latina con un bando
tuttora in corso e per il quale il club nerazzurro ha chiesto l'annullamento
in autotutela. Nonostante ciò, secondo quanto riportato dalla società, l'Amministrazione
comunale avrebbe comunque richiesto al Latina Calcio di lasciare lo stadio e
di rimuovere i beni di propria proprietà presenti nell'impianto, senza però
indicare le modalità con cui verrebbe garantita, nel frattempo, la piena
agibilità della struttura per lo svolgimento delle gare ufficiali di Serie C
e Coppa Italia. Per evitare che l'inizio del campionato possa essere
compromesso, il club ha quindi deciso di farsi carico nuovamente delle
attività di manutenzione e gestione degli impianti, dei servizi e del terreno
di gioco. Il presidente Antonio
Terracciano ha commentato così la
decisione: "Abbiamo deciso di farci carico direttamente di
adempimenti che sarebbero in capo al Comune e non per difendere un interesse
privato o una posizione di comodo, ma abbiamo deciso di farlo semplicemente
per difendere il diritto della nostra società, dei nostri tifosi e della
città di Latina a disputare regolarmente il campionato professionistico di
Serie C e la Coppa Italia. È impensabile che una società professionistica, a
poche settimane dall'inizio della stagione, possa rischiare di non poter
giocare nel proprio stadio". Terracciano è poi tornato sugli
investimenti sostenuti dal club nel periodo transitorio: "Abbiamo
investito sul futuro del Latina Calcio con importanti sacrifici economici,
perché una società professionistica non può programmare un campionato senza
sapere dove disputerà le proprie partite ufficiali. Oggi rischiamo di pagare
le conseguenze di una situazione che nulla ha a che vedere con il valore
sportivo del club. Per queste ragioni abbiamo deciso, con i nostri avvocati,
di diffidare formalmente l'Amministrazione comunale a sospendere, con
immediatezza, la richiesta di rilascio dello stadio almeno fino a quando non
saranno definite le modalità attraverso le quali il Comune garantirà,
direttamente o tramite terzi, la piena gestione e l'utilizzabilità
dell'impianto per lo svolgimento delle gare ufficiali". Il presidente ha infine
allargato lo sguardo oltre l'aspetto sportivo: "Questa è una vicenda
che va ben oltre il calcio, perché riguarda la credibilità della città di
Latina e il futuro dello sport cittadino, che non può essere considerato un
costo, ma un investimento sul futuro della città e delle nuove generazioni.
Dietro una squadra professionistica ci sono famiglie, lavoratori, giovani,
tifosi e un territorio che merita rispetto e Latina non può permettersi di
perdere competitività sportiva per problemi burocratici e amministrativi. Per
questo vogliamo rassicurare tutti i nostri tifosi che continueremo a
difendere il diritto della nostra società, e di tutti i cittadini, di
disputare il campionato professionistico nella nostra città". Pergolettese - Si chiude un'era in casa Pergolettese. Massimiliano
Marinelli ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di
presidente del club gialloblù, ruolo che ricopriva da dieci anni nell'ambito
di un rapporto complessivo con la società durato quattordici stagioni. Nel
suo mandato, Marinelli ha guidato la Pergolettese
alla vittoria di un campionato di Serie D e a sette salvezze consecutive in
Lega Pro, costruendo un ciclo di stabilità raro per una realtà di provincia. La decisione, maturata a
seguito del cambio ai vertici societari, è arrivata con sofferenza, come
testimoniano le sue stesse parole: "Dopo molti ripensamenti e
con molta sofferenza, ho preso questa decisione di lasciare la mia carica di
Presidente dell'U.S. Pergolettese, per lasciare
spazio alla nuova società, che ringrazio per avermi chiesto con insistenza di
recedere dalla mia scelta, ma penso che sia giunto il momento per fare questo
passo. Sono stati 14 anni fantastici, di cui dieci da Presidente, in cui ho
avuto modo di conoscere e di vivere questo cammino con delle persone
stupende. In primis Cesare Fogliazza e Anna Micheli,
senza dimenticare il sempre compianto Andrea Micheli, da cui ho rilevato la
Presidenza, Marino Bussi, e tutti coloro che hanno collaborato con me: sono
stati veramente tutti bravissimi. Come tutte le avventure c'è sempre un
inizio e un termine, ora è giunto il momento di farmi da parte. Comunque sono
e lo sarò per sempre il primo tifoso della Pergolettese.
Così come chiedo a tutti coloro che amano i colori gialloblù di continuare a
sostenere la squadra con la solita passione. Auguro alla nuova società di
tenere sempre alto il nome della Pergolettese e di
raggiungere i migliori traguardi sportivi. E sempre Forza Pergo". M.Ferri |
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