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COMUNICATO
STAMPA Una
squadra non lascia indietro nessuno: LND lancia il corso “Training of
Trainers – Community Coach” Roma, 10 aprile 2026 - È stato
presentato questa mattina il nuovo corso “Training of Trainers - Community
Coach” della Lega Nazionale Dilettanti, un progetto che punta a cambiare il
modo di vivere lo sport partendo da un dato chiaro: oltre il 75% dei
giovani coinvolti ha migliorato la propria comprensione della discriminazione
e acquisito strumenti concreti per contrastarla. Realizzato in
collaborazione con il Consiglio d’Europa e con il patrocinio della
Federazione Italiana Giuoco Calcio e del Ministero per lo Sport e i Giovani,
il corso nasce con l’obiettivo di formare educatori sportivi capaci di
promuovere inclusione e intervenire in modo efficace nelle dinamiche di
squadra. L’iniziativa si basa sui
risultati del progetto “Sport is Respect”, sviluppato nei ritiri delle rappresentative LND
tra febbraio e maggio 2025 e rivolto alle principali categorie giovanili. I
dati raccolti evidenziano un impatto significativo non solo sul piano della
consapevolezza, ma anche su quello comportamentale. Nelle sessioni di
follow-up, ad esempio, oltre il 95% dei partecipanti ha dichiarato di aver
acquisito competenze utili per ridurre la discriminazione, mentre più della
metà ha riflettuto su comportamenti passati, riconoscendo la possibilità di
agire diversamente. Particolarmente rilevante
il lavoro svolto con le categorie più giovani: tra gli Under 15 maschili, il
100% dei partecipanti ha ritenuto utile l’attività, con il 95% che si sente
oggi più preparato ad affrontare episodi di discriminazione o bullismo. Un
dato che conferma l’efficacia di un approccio educativo basato
sull’esperienza diretta e sulla partecipazione attiva. Le attività, sviluppate
nell’ambito dell’Area Responsabilità Sociale della LND, utilizzano
metodologie di educazione non formale e role-playing
per trasformare il campo da gioco in uno spazio di apprendimento sui diritti,
sul rispetto e sull’inclusione. Il corso per “Community
Coach” rappresenta ora il naturale sviluppo di questo percorso: l’obiettivo è
formare formatori, capaci di diffondere su tutto il territorio nazionale
strumenti e competenze per rendere lo sport sempre più inclusivo, consapevole
e responsabile. Un investimento concreto che rafforza il ruolo della Lega
Nazionale Dilettanti non solo come motore sportivo, ma come attore educativo
centrale nella crescita delle nuove generazioni. Luca De Simoni, Coordinatore dell’Area Responsabilità Sociale della
LND, ha dichiarato: “Con il corso per ‘Community Coach’ la Lega
Dilettanti consolida e amplia un percorso avviato nel 2025 con il metodo
‘Sport is Respect’,
applicato al calcio giovanile. Il nostro obiettivo è promuovere i valori
intrinseci dello sport, trasformando il campo in uno spazio educativo capace
di far riflettere i ragazzi su temi fondamentali come le discriminazioni,
favorendo al tempo stesso inclusione, rispetto e sensibilità. I risultati
raccolti dimostrano che questo approccio accresce consapevolezza e
comportamenti più responsabili, dentro e fuori dal campo”. Rosario
Coco, D&I Expert, Education Through
Sport ha
spiegato: “La Lega Dilettanti sta investendo in un progetto che porta nel
calcio italiano approcci già consolidati a livello europeo. L’esperienza di
Paesi come Germania, Francia e Regno Unito dimostra che lavorare sul
calciatore in modo olistico – includendo crescita personale, dimensione relazionale
e consapevolezza – non è un elemento accessorio, ma una leva concreta di
miglioramento delle prestazioni individuali e di squadra. Questo significa
iniziare a considerare l’allenatore non solo come un tecnico, ma come un
educatore. In questa prospettiva, lo sport può dialogare in modo più
strutturato con il sistema educativo, rafforzando il proprio impatto sociale
e contribuendo alla formazione delle persone, oltre che degli atleti”. A portare la testimonianza
dal campo è stato Giuliano Giannichedda, Mister
Rappresentative Nazionali Serie D, che ha spiegato: “Ammetto che
inizialmente ero preoccupato all’idea di proporre un metodo innovativo a
ragazzi di 18 e 19 anni, ma i risultati sono stati immediati. Spesso pensiamo
di dover formare solo calciatori, ma prima ancora uomini, e l’esempio deve
partire da noi. È proprio qui che si coglie il valore del progetto della Lega
Dilettanti”. Anche Barbara Coscarella, Segretario Rappresentative Nazionali LND,
ha raccontato l’esperienza vissuta direttamente nel progetto, sottolineando
come “molti ragazzi, pur avendo già sentito parlare di discriminazione,
durante il gioco ne abbiano percepito concretamente il peso. Nei giorni
successivi, gli effetti del metodo sono stati evidenti: l’interesse si è
tradotto in domande e riflessioni, con i giovani sempre più coinvolti
nell’analisi di una problematica così diffusa”. Antonio Parrilla,
Coordinatore nazionale del progetto “Combating Hate Speech in Sport”, ha evidenziato l’urgenza del tema,
dichiarando: “Contrastare l’hate speech nello sport è oggi fondamentale. I fenomeni di
discriminazione presenti nella società si riflettono inevitabilmente anche
nello sport, amplificati dalla sua natura emozionale e dalla visibilità
mediatica. Per questo è urgente intervenire, e il corso per Community Coach
rappresenta una risposta concreta in questa direzione”. In collegamento, Gabriela
Matei, Senior Project Officer
della Sport Division del Consiglio d’Europa, ha
ribadito l’importanza della continuità del progetto: “Fin dall’inizio eravamo
consapevoli che i due anni del programma europeo non sarebbero stati
sufficienti per accompagnare un processo così profondo. Garantirne la
continuità era quindi essenziale. Oggi possiamo affermare con soddisfazione
che il percorso prosegue, producendo risultati concreti e significativi. Il
lavoro portato avanti in Italia è un esempio importante: promuove rispetto,
inclusione e diversità, in linea con i principi del Consiglio d’Europa e
delle principali convenzioni internazionali, integrando l’educazione sociale
direttamente nello sport”. Sulla stessa linea
anche Paulo Gomes, Head of the Saint-Denis Committee e Secretary del
Consiglio d’Europa, che ha sottolineato come “questo progetto rappresenti
una buona pratica a livello europeo, pienamente coerente con i principi del
Consiglio d’Europa nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Il suo
valore risiede nell’attenzione ai giovani, nel lavoro con le comunità locali
e nell’investimento nella formazione di figure chiave come allenatori e
operatori sportivi. L’Italia sta dimostrando come tradurre questi principi in
azioni concrete, generando un impatto reale e duraturo”. Infine, Mattia Peradotto, Direttore UNAR, ha evidenziato il valore
sociale dell’iniziativa, spiegando che “questo progetto va oltre la
prestazione sportiva e si inserisce in un ambito fondamentale di prevenzione.
Lo sport amplifica le vulnerabilità del nostro tempo, ma rappresenta anche
uno dei contesti più ispirazionali. La Lega Nazionale
Dilettanti sta costruendo una vera infrastruttura di prevenzione: comunità
più coese sono anche quelle che riescono a esprimere le migliori
performance”. La Juventus Next Gen si impone con il risultato di 2-1 sulla Ternana grazie
alle reti di Puczka e Guerra, raggiungendo così
quota 48 punti e staccando ufficialmente il pass per l’accesso ai playoff con tre giornate di anticipo. Al termine del match,
l’allenatore dei padroni di casa Massimo Brambilla ha
commentato in conferenza stampa il traguardo ottenuto. Le sue parole: “Raggiungere i playoff con tre giornate d’anticipo è un grande
risultato, quindi merito ai ragazzi. Bisogna far loro i complimenti per
come hanno approcciato questo campionato, per un percorso che è stato molto
più regolare rispetto a quello degli ultimi due anni. Ora mancano ancora tre partite,
poi abbiamo i playoff, abbiamo
ancora tanto da dare, tanto da giocarci, stiamo bene”. Sull’atteggiamento
della squadra tra primo e secondo tempo: “Avevamo preparato la
partita per giocarcela, per vincere come siamo partiti, poi dopo, una volta
andati in vantaggio, ci siamo abbassati un po’ troppo. Quando ti difendi in
questo modo, devi cercare di ripartire, devi cercare di allentare un po'
questa pressione anche palleggiando, uscendo con la palla, ma l'abbiamo fatto
poco. Nel secondo tempo la Ternana ci ha messo un po' alle corde e è uscita
tutta la voglia che avevamo di fare risultato, il cuore di questi ragazzi che sono andati oltre la fatica”. Brambilla si è infine
soffermato sulla prestazione dei singoli, dagli interventi decisivi di Mangiapoco ai marcatori Puczka e Guerra: “Guerra è una persona eccezionale, una persona che serve a noi
come staff perché sappiamo di avere nello spogliatoio un ragazzo di un certo
tipo che parla in un determinato modo con i ragazzi, da questo punto di vista
lui è perfetto per noi. Poi in più in questi anni ci ha dato sostanza in
campo, ci ha dato gol, ci ha dato l'esperienza che poi serve per far crescere
tutta la squadra. Puczka è cresciuto tanto dal punto di vista difensivo, perché gli abbiamo
sempre visto fare giocate negli ultimi 30-40 metri. Oggi è la riprova della
crescita, ha tenuto in una partita complicata, dove c'era da soffrire. Mangiapoco oggi è stato
decisivo anche lui nei minuti finali, per vincere queste partite
quando soffri il portiere deve darti una mano”. F.Tezza Ospitaletto - Non avevano tutti gli occhi puntati addosso. Anzi: a
dire il vero, ne avevano pochi. Forse pochissimi. Quelli ambiziosi del ds Paolo
Musso, quelli affamati
dell'allenatore Andrea Quaresmini, quelli
di una piazza che ha imparato a sognare. Ecco, in fondo, cosa ha davvero
fatto la differenza. Ci
credevano. E non è un caso che,
unendo forze e risorse, ce l'abbiano fatta prima del tempo. L'Ospitaletto giocherà
in Serie C anche l'anno prossimo: il pareggio contro la Virtus Verona ha
garantito l'aritmetica salvezza agli arancioblù. Con tre giornate
d'anticipo, sì, ma soprattutto con il budget meno abbiente dell'intero
campionato. Un limite? No, l'esatto contrario: una possibilità di sviluppo
sostenibile. Incentrato su giocatori giovani, alcuni già formati aò Corioni,
altri ancora prelevati altrove per rinfoltire il parco-giocatori del gruppo.
Che ha presto risposto presente agli input. L'Ospitaletto ha
anche raccolto scalpi prestigiosi: lo 0-0 strappato al Vicenza campionissimo
del Girone A, i pari-spettacolo contro Cittadella e Inter U23, il 3-2
rifilato al Trento che ha avvicinato l'obiettivo. E ancora: il pareggio
nel derby contro l'Union Brescia, l'1-1 contro il Lecco (per
giunta superato nel primo turno di Coppa, al Rigamonti) e la bella vittoria di Renate di
inizio anno. Proprio quella,
andando a ritroso, la partita della svolta: fu la prima conquista della
cavalcata arancioblu. Poi proseguita tra alti
pirotecnici e bassi mai troppo profondi per scalfire l'equilibrio trovato
dalla squadra. Plasmata sul 4-4-2 di Quaresmini e capace di
sciorinare un calcio molto solido, che parla tramite i seguenti numeri: 42 punti, 9 vittorie, 38 gol fatti e 40 incassati. Della seconda metà di classifica è la rosa che subisce
di meno. E se volete saperlo, è anche a -4 dalla zona playoff. Con 4 giornate
ancora da vivere sulla pelle. Ospitaletto,
una scalata da raccontare L'Ospitaletto, fino
al 2018, era in Prima
Categoria. Con l'acquisizione del
titolo sportivo dell'Orsa
Iseo, ha rifinito la scalata ai
vertici. Promozione, poi Eccellenza, Serie D e Serie C, ottenuta grazie ai
gol di Francesco Gobbi, ben 16, seguito da Claudio Messaggi,
a quota 9 centri. Entrambi si sono
confermati anche in Serie C. Il primo ha fin qui segnato 7 reti, il secondo
5. Insieme a loro, c'è un altro baluardo della realtà bresciana come Matteo Gualandris, anche lui arrivato a 5 firme. Anche se il
capocannoniere del gruppo è una new-entry: Marco Bertoli. Scuola
Atalanta passato nei dilettanti, dove ha raggiunto l'apice realizzativo in
maglia Varesina, proprio lo scorso anno: dominò la classifica
cannonieri con 25 gol. In questa stagione ha abilmente raggiunto la doppia
cifra, nonostante l'inizio lento. Il
giusto mix Oltre al monte
ingaggi più basso della Lega (664 mila euro), l'Ospitaletto eccelle in termini di
futuribilità. La sua è la seconda squadra più giovane del Girone A, dietro
alla sola Inter U23. "Abbiamo una squadra a chilometro zero", ha più volte affermato il ds Musso. E non sbaglia,
perché è davvero così. Per una questione logistica ("Abbiamo un
appuntamento dove abbiamo cinque giocatori in sede e poi gli altri son tutti
giocatori che fanno i pendolari o che comunque vivono in zona", ha detto
ai canali ufficiali del club), anagrafica e...di
passaporto. Gli arancioblù sono
italianissimi. In porta lo stacanovista è Luca Sonzogni, classe 2004 prelevato dal Mantova. Il
pizzico di esperienza che serve sempre lo mette Michael Panatti, centrocampista classe '93. Sulla falsariga il navigato Marcello Possenti,
per ritornare alla linea verde Mattia Guarneri (22enne
con 3 reti all'attivo) e Ievoli (centrocampista classe 2005 scuola Fiorentina).
Davanti, invece, ci sarebbe anche Andrea Pavanello: un
altro classe 2005 pronto a crescere. Ospitaletto, del resto, è un trampolino
per tutti. La fine del campionato si avvicina e i verdetti diventano inesorabili. Nel Girone A il
Vicenza è già promosso in Serie B, mentre la Triestina è aritmeticamente
retrocessa in Serie D. Non è finita: alla
36^ giornata la Pro Patria rischia di retrocedere, con margine d’errore
praticamente nullo. Serve solo vincere e sperare in un passo falso delle
avversarie. Calcoli alla mano, il
16° posto è ormai irraggiungibile. Tutto dipende dalla 17^ posizione, occupata
dalla Pergolettese a quota 36 punti, reduce dalla
sconfitta contro l’AlbinoLeffe. Il vero limite sono
gli 8 punti: oltre questa soglia i playout non si disputano. Attualmente il
gap supera le 9 lunghezze, un dato pesante. Con tre partite
ancora da giocare, la Pro Patria potrebbe retrocedere senza scendere in
campo: se la Pergolettese vince contro la Virtus Verona, la retrocessione è certa,
indipendentemente dal risultato dei bustocchi contro la Dolomiti Bellunesi.
In caso di pareggio della Pergolettese, sarà
obbligatorio vincere contro la Dolomiti Bellunesi per sperare di salvarsi. Non ci sono più
margini: per la Pro Patria è già tempo di ultima chiamata. Il
calendario della Pro Patria Ma quali avversarie
attendono la Pro Patria fino alla fine della stagione? Ecco il calendario
completo della squadra guidata da Bolzoni. - 35^ giornata: Pro
Patria-Triestina 1-1 - 36^ giornata:
Dolomiti Bellunesi-Pro Patria in programma lunedì 13 aprile alle ore
20.30 - 37^ giornata: Pro
Patria-Azignano in programma domenica 19 aprile
alle ore 14.30 - 38^ giornata:
Renate-Pro Patria in programma sabato 25 aprile alle ore 20.30 Le
combinazioni Retrocessione: - Pergolettese
vince contro la Virtus Verona (match sabato 11 aprile
alle ore 14.30), la Pro Patria viene retrocessa indipendentemente dal
risultato contro la Dolomiti Bellunesi - Pergolettese
pareggia contro la Virtus Verona e la Pro Patria
non vince contro la Dolomiti Bellunesi è retrocessione Fonte : La casa di C |
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