26 anni


 

 

NOTIZIE TUTTALAC

 

 

 

 

 

 

In settimana sono state ufficializzate le candidature di Abete e Malagò per la presidenza della FIGC. La Lega Pro, in maniera anche coerente con la propria storia recente, ma non scontata - considerando che è l’unica componente ad aver scelto questa posizione -, ha evitato di schierarsi. C’entrano ovviamente dinamiche politiche, e posizioni non così semplici da sintetizzare in una lega che mette insieme tante realtà diverse. Ho l’impressione, peraltro, che una maggioranza, magari non così ampia ma maggioranza, di presidenti simpatizzi comunque per l’ex presidente del CONI, ma questo si vedrà e resta in ogni caso un unicum nel panorama federale, come del resto la Serie C è anche sotto tanti altri aspetti.

Non schierarsi presenta ovviamente anche un rischio, calcolato: al vincente non si potrà far presente il proprio appoggio, ammesso che poi serva a qualcosa. Allo stesso tempo, l’approccio è idealmente il migliore, l’unico che abbia messo al primo posto i contenuti e non i nomi. Anche nei confronti con i due candidati, anziché chiedere mari e monti, la Lega presieduta da Matteo Marani ha fatto presente delle questioni molto concrete, e non in numero irrealizzabile. È, per vari motivi, l’unico modo serio di approcciarsi a un - piccolo o grande che sarà - ribaltone, che se non si affronta parlando di problemi concreti non ha senso immaginare: pur avendo sostenuto che Gravina dovesse dimettersi anche per questioni di forma, è evidente a tutti che non sia colpa sua se non siamo andati ai Mondiali, e soprattutto che questa sia al massimo la punta e non l’iceberg intero.

La diversità della Lega Pro, ben rappresentata dalla coerenza profonda di questa scelta, ha ragioni storiche, alcune molto attuali. Cuscinetto tra professionismo e dilettantismo - pur se formalmente fa parte del primo - è una lega che tutti sprimacciano per stare più comodi. Dall’alto e dal basso, è spesso catalogata come il problema, anche se è ovvio che non lo sia. La stessa questione della riduzione dei club professionistici, tornata d’attualità, spesso si risolve surrealmente all’idea di tagliare la C. Ignorando un fatto, e cioè che sia stata l’unica in passato a essersi autoridotta. Uno spirito di servizio mai riconosciuto, che l’accompagna tuttora, basti pensare alla rinuncia in termini di peso elettorale fatta un paio di anni fa. Schiacciata dai problemi degli altri, nel tempo ha introdotto le uniche vere novità del calcio italiano in era recente, basti pensare ai playoff. O a quello che offre adesso: riforma Zola, Var a chiamata (ok, FVS…), salary cap. Ecco, non sarebbe male se, anziché sganciare accreditamenti elettorali come se fosse necessario prendere una posizione, a volte senza neanche sapere cosa comporti, anche altre componenti si facessero portatrici di riforme e proposte concrete. E poi magari si discute di chi le deve portare avanti. 
I.Cardia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foggia - Le trattative tra Roberto Felleca e Casillo-De Vitto vanno avanti, ma a passo lento. Come riporta il Corriere dello Sport nell'edizione pugliese, il confronto viaggia con calma, e c'è tanto da decidere: un mondo di strade da percorrere, nomi su cui puntare per i ruoli di direttore sportivo e allenatore, scenari ancora da definire. Il tempo stringe, ma l'attuale silenzio da parte della società non aiuta a fare chiarezza e alimenta pure l'ipotesi di un possibile disimpegno.

Le domande sul futuro del Foggia restano aperte: da Felleca ai pool locali, ogni strada è percorribile. La sensazione, però, è che le parti ebbano sciogliere il più grave nodo cruciale durante questa interregno: quale sarà realmente il peso della componente Casillo-De Vitto nella prossima stagione? La risposta arriverà nei prossimi giorni, e sarà decisiva per il futuro dei rossoneri.L.Salvini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo Spezia si prepara a una stagione di Serie C con la consapevolezza che i numeri non tornano. La proprietà deve fare i conti con un budget che aveva sfiorato i 16 milioni di euro in passivo, una cifra fuori scala per la terza serie: sei voli charter nel corso della stagione, un record della categoria,  e una rosa che dal primo luglio avrà 27 calciatori sotto contratto, di cui almeno venti con stipendi incompatibili con la Serie C. I rientri di Verde e Antonucci pesano come macigni sul bilancio. L'obiettivo è ridurre drasticamente le spese per avvicinarsi al modello Salernitana, che un anno fa dopo la retrocessione dalla Serie B aveva ragionato su 10 milioni di budget,  di cui la metà utilizzata per gli esodi agevolati. Charlie Stillitano, atteso in città nei primi giorni della settimana con una conferenza stampa a seguire, sta studiando i numeri con attenzione dagli Stati Uniti: la proprietà ha già versato quasi 70 milioni in conto capitale, e adesso pretende un cambio di rotta.

Come ricostruisce Il Secolo XIX, l'iscrizione al campionato,  da completare entro il 16 giugno con le certificazioni degli stipendi di maggio pagati e una fidejussione da 350mila euro, non è in discussione, ma la gestione finanziaria resta il nodo principale. Lo stadio PiccoFollo e il Ferdeghini non sono asseti ma costi impegnativi. Intanto si muovono anche i pezzi dell'organigramma: Stefano Melissano, ancora sotto contratto fino al 2027, è destinato alla rescissione, mentre resta incerta la posizione dell'amministratore delegato Andrea Gazzoli. Per il ruolo di direttore sportivo emergono diverse soluzioni: LovisaDi ToroMauro Pederzoli - ex Parma e fino a pochi giorni fa in trattativa con il Brescia prima della scelta di Marroccu o la coppia Braida-Groppi, oggi al Ravenna. L.Salvini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lecco  -Alcuni violenti scontri si sono verificati a Lecco prima del calcio d'inizio della sfida tra i blucelesti e il Catania. Come riportato da La Sicilia, gli ultras lombardi avrebbero teso un agguato ai rivali, scatenando la reazione degli stessi: soltanto l'intervento degli agenti della Digos, in servizio nei pressi dello stadio, ha evitato conseguenze peggiori. L.Carini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Ravenna - Al termine della sfida dell’Arechi tra US Salernitana 1919 e Ravenna FC, l’allenatore giallorosso Andrea Mandorlini ha analizzato in sala stampa la gara d’andata dei quarti di finale playoff finita 2-0 per i padroni di casa. “Complimenti alla Salernitana che ha fatto un grandissimo primo tempo creando tante occasioni e dove abbiamo subito senza mai reagire”, ha dichiarato il tecnico del Ravenna. Mandorlini ha poi sottolineato la crescita della sua squadra nella ripresa: “Noi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo ma sulle palle inattive ci hanno fatto malissimo trovando due gol. Nel primo tempo loro avevano premuto tanto senza capitalizzare, poi quando sembrava che avessimo preso campo siamo stati puniti. È la legge del calcio”. Il tecnico guarda già alla gara di ritorno: “Mercoledì ce la giocheremo sperando di recuperare energie. L.Esposito

 

 

 

 tuttalac -  Via Ugo Foscolo 33 - 27058 Voghera - Pavia -

Copyright © 1999 Quotidiano Sportivo Tutta la C