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Il Bassano Virtus conquista la seconda vittoria consecutiva, con una grande prestazione in casa del Forlì. A segno Fabbro al 35' e Grandolfo al 58'. Al termine della gara si presentano in sala stampa mister Bertotto, Francesco Grandolfo e Nicolò Bianchi.
 
Valerio Bertotto: "Nelle scorse settimane abbiamo avuto delle problematiche, abbiamo cercato di lavorare tanto sull'idea di calcio che intendevo sviluppare e abbiamo lavorato molto sulla convinzione di poter esprimere un gioco veloce, intenso, di movimento e ampiezza. Purtroppo anche in precedenza abbiamo disputato buone gare senza essere premiati dal risultato, ma la partita di Parma è stato un crocevia positivo per il nostro processo di consapevolezza e mentalizzazione. Un rammarico può comunque essere quello che il grande volume di gioco che produciamo, porti a poca concretizzazione, le partite vanno chiuse e, quando l'avversario è in difficoltà, va azzannato. Fisicamente la squadra sta molto bene, possiamo ancora recuperare qualche infortunato e adesso fino alla fine non dobbiamo più fermarci, perché dobbiamo cancellare il recente passato fatto di nebbie e queste sono le prestazioni giuste a livello mentale. Ogni partita va giocata così, mettendo in campo la voglia e la determinazione e poi viene il resto, come la grande qualità dei miei ragazzi, che può essere ulteriormente migliorata nella scelta della tempistica di giocata".
 
Nicolò Bianchi: "La cosa più difficile oggi era cercare di non sbagliare l'approccio, dopo la buona gara contro il Parma. Nel primo tempo abbiamo creato diverse occasioni e dobbiamo essere ancor più cinici e chiudere prima la gara. Nel secondo tempo ci siamo abbassati un po' troppo e dobbiamo evitare di correre dei rischi inutili. Cos'è cambiato? E' cambiato qualcosa a livello mentale, questa squadra è tornata sui propri standard, dalla scorsa settimana per il Bassano è cominciato un nuovo campionato. Ora viene il bello".
 
Francesco Grandolfo: "E' stato bello tornare al gol dopo due mesi in cui sono stato fuori per infortunio e ho sofferto tanto per non poter scendere in campo. Il calcio è bello perché ti regala delle rivincite ed è quello a cui puntiamo, dopo un lungo momento di difficoltà. Siamo stati bravi come gruppo ad unirci e compattarci tra noi e a dare il meglio. Ora dobbiamo dare continuità e giocare le prossime due gare al massimo. Gubbio? Iniziamo la settimana belli carichi e cerchiamo di rifarci della sconfitta subita nella gara di andata".


















Akragas - Nonostante una grande prova di carattere l'undici di Raffaele Di Napoli non riesce nell'impresa di strappare almeno un pareggio al forte Cosenza che, grazie ad un gol dell'ex Giovanni Cavallaro all'ottantesimo direttamente su calcio di punizione, batte l'Akragas che a causa di una serie concomitante di risultati si ritrova, adesso, in piena zona play-out.

Nel corso del match da registrare alcune occasioni importanti per i biancoazzurri con Palmiero, Salvemini e Klaric che non hanno centrato la porta, sfiorando ripetutamente il gol. 

Da oggi testa alla Juve Stabia, per un match importantissimo e decisivo che si giocherà allo stadio Esseneto. Serve l'aiuto del pubblico che sicuramente non farà mancare l'apporto ai giocatori akragantini.



















Casertana - Quattro gol in campionato. Mai così prolifico in una stagione. Ivan Rajcic piazza il record personale di reti. Dopo aver eguagliato il primato che risalita alla stagione 2003-04 con la maglia del Chieti, ora il centrocampista croato marchia a fuoco la sua carriera con il nome della Casertana.

Ottavo sigillo per Gaston Corado che insegue la doppia cifra dopo i 24 gol dello scorso anno nella terza serie argentina. Mancano due gol all’appello con due partite al termine della stagione regolare e nel mirino ci sono anche i play-off. Il Turu ci crede.

Nicola Ciotola, invece, sale a quota 5 confermandosi sugli alti livelli che stanno caratterizzando la sua seconda avventura in rossoblu.

I MARCATORI ROSSOBLU

8 gol – Corado

5 gol  – Carlini e Ciotola

4 gol –  Giannone e Rajcic

3 gol – Orlando

2 gol – Ramos e Carriero

1 gol –  Taurino, De Filippo, Rainone, De Marco e Giorno




















Andria - Sembra non finire il periodaccio della Fidelis che nella trasferta di ieri avrebbe voluto ritrovare quelle certezze che sempre l'hanno caratterizzata contro le grandi di questo campionato. Questa volta però la Juve Stabia è stata superiore, ha agito d'astuzia e di mestiere contro una Fidelis sempre più rassegnata a se stessa.

«Sapevamo di trovare una squadra in salute e con una classifica importante - ha dichiarato al termine del match il tecnico toscano Giancarlo Favarin - Abbiamo affrontato la Juve Stabia a viso aperto fino a quando abbiamo tenuto bene il campo. Poi al nostro primo errore siamo stati puniti e la partita è cambiata. Nel secondo tempo siamo stati costretti a fare dei cambi forzati cercando di rimettere in piedi la partita e al secondo errore abbiamo preso il 2-0. Siamo riusciti a riaprirla, ma contro la Juve Stabia non è facile riprenderla».

Le spiegazioni riguardanti il momento nero sono sempre le stesse, troppe distrazioni ed un calo emotivo rilevante: «In questo momento stiamo pagando forse anche troppo gli errori che commettiamo ed è chiaro che poi non avendo molte possibilità di cambiare la partita in corsa abbiamo perso un po' di fiducia. La classifica sta pesando anche dal punto di vista mentale. Dispiacerebbe non fare i play-off dopo un'annata positiva».

La partita contro la Reggina diventa dunque fondamentale, anche perché gli altri risultati sorridono alla Fidelis (Catania sconfitto a Monopoli). La squadra ha ripreso oggi pomeriggio gli allenamenti, con la speranza di arrivare al completo alla sfida di domenica.























Casertana - Sul gol è corso sotto la Tribuna ad infiammare il popolo rossoblu: “Mi piace esternare le mie emozioni e condividerle con i tifosi e creare con loro un legame”. Al suo rientro dopo tre giornate di squalifica, Ivan Rajcic ha subito lasciato il segno: “So quali sono le mie caratteristiche e so cosa posso dare. La squadra si fida di me ed io mi metto al servizio dei miei compagni. Non ho certo il passo da centometrista, ma il altre situazioni so bene che posso essere importante per la Casertana. Quello che stiamo facendo quest’anno è qualcosa davvero di importante. So bene che la piazza negli ultimi anni era stata abituata a veleggiare nelle prime posizioni, ma bisogna anche riconoscere il grande carattere la grinta che questa squadra mette sempre in campo. Ora dobbiamo pensare alla sfida con il Catanzaro. Loro sono in lotta per la salvezza, mentre a noi servono punti play-off. Questo renderà senza dubbio la gara avvincente”.



















Cosenza - De Angelis: «Oggi era una partita nella quale avremmo dovuto attendere, loro si sono chiusi sulla difensiva, credo che abbiamo fatto una partita decisamente positiva in un momento in cui loro stanno giocando decisamente bene. Sono contento per la vittoria, ma il primo tempo non mi ha soddisfatto pienamente perché abbiamo giocato troppo lentamente e spesso abbiamo portato palla per lungo tempo permettendo loro di schierarsi; nell’intervallo abbiamo capito gli errori ed abbiamo iniziato a spingere e a fare un ottimo possesso palla. Il cambio di Cavallaro è stata una scelta dettata dalle situazioni del match, Statella era ben chiuso e ci serviva Giovanni per sfondare: in altre occasioni in cui avremmo dovuto vincere non è andata così bene, invece stasera siamo riusciti a portare a casa i tre punti. Adesso pensiamo soltanto alla partita di Messina: abbiamo detto che sarebbero state quattro finali, le prime due le abbiamo vinte».

Saracco: «Magari fossero tutte così le partite, forse non siamo riusciti a chiudere bene tutti gli spazi come abbiamo provato in settimana. Io mi alleno sempre per giocare, mi faccio trovare pronto quando mi chiamano in causa, poi decide il Mister, mi sono allenato per tutta la stagione cercando di dare il massimo e di migliorare giorno dopo giorno, sono stato sereno e sono consapevole che Pietro, che è davanti a me, ha fatto due stagioni al top: cerchiamo di aiutarci e migliorarci costantemente a vicenda, ci diamo sempre una grossa mano. Non è facile mantenere alta la tensione, bisogna sempre trovare stimoli nuovi».

Cavallaro: «In quell’esultanza c’è tutta la mia professionalità, la voglia di dare una mano alla squadra e regalare i punti ai miei compagni, lavoriamo sodo tutta la settimana e spesso veniamo penalizzati da episodi non fortunati. Il gol è dedicato anche alla mia compagna ed alla figlia che avremo. I playoff si affrontano consapevoli di poter dare fastidio e di potersela giocare, con questa mentalità dovremo arrivare. Sono abituato a fare il professionista, ho sempre accettato le decisioni di qualunque allenatore, stimo tantissimo il Mister e lui lo sa, mi ha dato spesso fiducia e lui decide, quando vengo chiamato in causa dò sempre il massimo in primis per il rispetto dei miei compagni. La squadra c’era come atteggiamento, fortunatamente è arrivata anche la giocata ed i tre punti».




















Livorno – Nonostante la non esaltante stagione condotta fin qui dagli amaranto di Claudio Foscarini, il pubblico dell’Ardenza è saldamente al primo posto nella classifica dell’affluenza delle varie tifoserie del girone A di Lega Pro. Anche se specialmente nelle ultime uscite lo stadio cittadino è apparso semi-vuoto, come riporta il sito “stadiapostcard”, nessuna squadra del girone presenta numeri migliori a livello di spettatori: il Livorno infatti, guida con una media di 4229 presenze ed un picco massimo di presenti allo stadio di 5605, registrato nella gara di fine anno vinta contro l’Alessandria. A seguire ci sono proprio le prime due forze del campionato, Cremonese con 3029 e piemontesi con 3427. Decisamente più distaccate altre squadre toscane come Siena ed Arezzo, che non riescono a raggiungere le tremila unità. La speranza è che questo speciale primato, possa incidere nel ricco finale di stagione che attende gli amaranto.



















Lucchese - Fa bella mostra di sé allo Sheppard Crook. il pub a due passi da Fratton Park, lo stadio del Portsmouth, la squadra che è di recente arrivato a riconquistare  la League One, la nostra Lega Pro, ma che vanta due scuedetti e due coppe d'Inghilterra. Un club prestigioso, in una citata di crica 180mila abitanti, che ha conosciuto una crisi finanziaria gravissima negli ultimi anni, per merito di proprietà estere. 

Nelle scorse settimane un gruppo di storici tifosi rossoneri, tra cui il presidente di Lucca United Stefano Galligani, è andato a Portsmouth per assistere a una partita del club e dall'incontro con i tifosi locali è nata un'amicizia. Così è nata l'idea di donare loro una sciarpa rossonera che è stata attaccata, privilegio sinora concesso solo ai tifosi del Verona, all'interno di quello che è il covo di tanti supporter locali. Che hanno assicurato la loro presenza a Lucca nel derby con il Pisa, ormai sempre più vicino.  

Il Pompey, così è conosciuto il club, è uscito dalla secche grazie al trust dei tifosi, che hanno acquistato il club e che poco alla volta lo hanno consolidato e gli hanno consentito di vincere quest'anno il campipnato di League two, iniziando la scalata a categorie più consone per un club che fa parte della storia del calcio inglese



















Lecce - Attraverso due comunicati distinti - apparsi sulla pagina ufficiale del club - il Lecce ha comunicato l'esonero di Pasquale Padalino e dei suoi collaboratori Sergio Di Corcia e Paolo Fiore, affidando la panchina a Roberto Rizzo.


















Lecce - Messina : Le pagelle -   C’era una volta il professore Franco Scoglio, con i suoi giocatori tripallici, attributo essenziale per essere presi in considerazione dal tecnico eoliano ai tempi in cui insegnava calcio al Genoa. Cristiano Lucarelli, per vincere a Lecce, ha preteso una dotazione ulteriore dai suoi uomini e le “quattro palle” mostrate in Salento dal Messina secondo il tecnico livornese, fruttano tre punti fondamentali per poter concretizzare la salvezza senza passare dai play out. Tutti i 14 elementi impegnati al “Via del Mare” superano la sufficienza, ma una menzione particolare la meritano Da Silva ed Anastasi, i due prestiti giunti a Gennaio dai rivali rosso-azzurri, a conferma che, a volte, il calcio è davvero strano.

Ecco le nostre pagelle:

Berardi 6,5 – Ha un riflesso felino al 41’ sul tiro radente di Costa Ferreira, che è il segnale della sua capacità di risorgere dopo la prestazione pessima dell’ultimo turno. L’ennesima resurrezione della sua esperienza messinese, contrassegnata da momenti complicatissimi, ma anche da una grande forza mentale.

Grifoni 6,5 – Attento sulle incursioni salentine nel primo tempo, pronto nelle rarissime occasioni in cui viene coinvolto in fase offensiva, sempre concentrato negli attacchi poco ordinati portati dal Lecce nel finale.

Rea 7 – La sua presenza in campo si sente sia sul piano fisico che, soprattutto, come leader e punto di riferimento per i compagni. Preciso e cattivo al punto giusto nei contrasti, macchia una prestazione quasi perfetta con il cartellino giallo preso nel recupero, che lo costringerà al forfait contro il Cosenza.

Maccarrone 6,5 – Contro uno dei reparti offensivi migliori del girone, non perde mai la testa, contribuisce mettendoci il fisico e la grinta a mantenere inviolata la propria rete, premessa indispensabile per portare a casa il risultato

De Vito 6,5 – Gli avversari preferiscono attaccare sulla fascia di sua competenza, specialmente nella ripresa, ma il numero 3 biancoscudato concede poco, chiudendo gli spazi senza fronzoli e ricorrendo alle maniere spicce quando serve.

Da Silva 7,5  – Un pilastro del centrocampo, capace di tenere palla quando serve a far respirare la squadra, a creare gioco e perfino a provare l’inserimento. Due tiri non proprio irresistibili nel primo tempo e tanta legna nella ripresa.

Musacci 7 – Finalmente, gioca 97 minuti al suo livello, mantenendo la posizione di schermo davanti alla difesa, essenziale per dare equilibrio al meccanismo tattico elaborato per questa gara di puro sacrificio. Lucarelli, in sala stampa, lo cita come esempio positivo dell’atteggiamento tenuto dal gruppo dopo la debacle di domenica scorsa.

Sanseverino 6,5 – Dà l’impressione di essere più lucido rispetto alle ultime, deludenti, prestazioni, fino all’assist confezionato per il gol di Anastasi. Al 71’ , Lucarelli, lo sostituisce con Bruno (6), per alzare la linea Maginot davanti alla propria area, e l’ex crotonese non lo delude.

Ciccone 6,5 – Meno appariscente del solito, impegna comunque Agostinone, costringendolo a restare nella propria metà campo, senza poter dare sbocco alla manovra leccese. Sfiancato, è il primo a lasciare il campo tra i biancoscudati al 59’, per dare spazio a Foresta (6,5), determinante per creare densità nella zona mediana del campo e togliere ossigeno agli avversari, recuperando la solita quantità industriale di palloni.

Anastasi 7,5 – E’ lui l’ “hombre del partido”, recuperato a tempo di record per l’impegno del “Via del Mare”, che dimostra quanto sia importante per dare spessore e peso ad una squadra carente proprio di queste caratteristiche. Il gol decisivo è un concentrato di cattiveria, rapacità ed opportunismo.

Milinkovic 6,5 – I primi 45’ sono una alternanza di ottime cose, come la progressione del 38’, conclusa da un passaggio non sfruttato dai compagni, e un paio di occasioni in cui dimentica la palla in prossimità dell’area leccese. Al 66’, nel momento che sposta l’inerzia della gara, va via a due avversari, giunge quasi sul fondo, alza la testa e pesca Sanseverino al limite, creando le premesse per la vittoria. All’82’ gli subentra Capua (6), pronto a dare il proprio contributo alla causa negli ultimi 13 minuti di gioco.

Cristiano Lucarelli 7 – Lavora per tutta la settimana in modo perfetto “sul fegato e sullo stomaco” dei suoi ragazzi, come dichiara a fine gara, confezionando la gara perfetta al momento giusto. Adesso, sarà atteso alla prova forse più ardua di questa sua avventura in riva allo Stretto: chiudere la pratica, tirandosi fuori dalla palude dei play out. Il suo appello al popolo giallorosso per essere presente domenica in massa al S.Filippo merita sicuramente di essere ascoltato.

LECCE : Perrucchini 6; Lepore 5,5, Ciancio 5,5, Drudi 5,5 (dal 73’ Vitofrancesco sv), Agostinone 5; Tsonev 5, Arrigoni 5, Costa Ferreira 6 (dal 76’ Maimone sv); Pacilli 6 (dal 62’ Caturano sv), Marconi 6, Torromino 6 Allenatore: Sergio Di Corcia 5,5

Arbitro: Giampaolo Mantelli di Brescia 6



















                                                      ALBINOLEFFE-PORDENONE 1-1 (1-1 pt)

MARCATORI: 22’ pt Arma (PO), 36’ pt Cortellini (AL).

ALBINOLEFFE: 32 Nordi, 2 Mondonico (28’ st 3 Scrosta), 4 Gavazzi (C), 5 Zaffagnini, 7 Gonzi, 9 Mastroianni, 10 Cortellini, 15 Nichetti (42’ st 14 Dondoni), 16 Anastasio (32’ st 23 Guerriera), 18 Montella, 27 Di Ceglie. A disp.: 1 Cortinovis, 11 Moreo, 19 Ravasio, 24 Mandelli, 28 Perego. Allenatore: Alvini.

PORDENONE: 1 Tomei, 3 De Agostini, 4 Stefani (C), 6 Suciu, 7 Padovan (27’ st 23 Pietribiasi), 8 Burrai, 9 Arma, 11 Semenzato, 13 Marchi, 20 Buratto (13’ st 16 Cattaneo), 26 Misuraca. A disp.: 12 D’Arsiè, 10 Berrettoni, 14 Martignago, 15 Parodi, 18 Zappa, 21 Gervaudo, 26 Bulevardi. Allenatore: Tedino.

ARBITRO: Sig. Luciano di Lamezia Terme, coadiuvato dal Sig. Bologna e dal Sig. Affatato.

AMMONITI: Burrai, Padovan (PO), Cortellini (AL)

RECUPERO: 0’ pt, 4’ st.



Si prenda il miglior attacco di tutto il campionato, una delle difese meno battute, le si metta a confronto ed il risultato che ne uscirà sarà un pareggio dal peso specifico non indifferente, che permette all’AlbinoLeffe di continuare a veleggiare nella nobile zona play-off. Una splendida cornice di pubblico fa da sfondo ad uno dei tre posticipi serali del girone B di Lega Pro in cui l’AlbinoLeffe era chiamato a rispondere colpo su colpo ai risultati delle dirette avversarie durante il turno domenicale. Compito tutt’altro che semplice dato che gli orobici erano falcidiati da pesanti assenze e di fronte avevano la terza forza del campionato. Nonostante ciò, i ragazzi di Alvini, in partenza si fanno maggiormente apprezzare per intensità e cattiveria agonistica e la prima occasione porta la firma di Gonzi che al 14’ s’inventa un dribbling ad effetto, utile a saltare De Agostini, per poi concludere di mancino, ma Tomei è bravo a non farsi trovare impreparato sul proprio palo, mandando la sfera in corner.

Il risveglio del Pordenone al 22’ è letale, dato che Arma è il più lesto di tutti ad arrivare su un pallone indirizzato verso il secondo palo, deviandolo in maniera imparabile per Nordi. La risposta bluceleste non si fa attendere e arriva cinque giri di lancette più tardi con Cortellini che pennella un delizioso traversone per la testa di Mastroianni, il quale però indirizza troppo centralmente. Al 36’ arriva il meritato pareggio dell’AlbinoLeffe con Cortellini, che approfitta di una respinta difettosa di Tomei in uscita per beffarlo con uno splendido lob. Poco dopo è Anastasio a provarci con un fendente dall’out di sinistra, su cui Tomei è prodigioso a distendersi ed evitare guai peggiori.

Il primo squillo della ripresa al 16’ è di marca nero verde con Padovan che, dopo un ottimo taglio, si trova a tu per tu con Nordi, abile a rimanere in piedi fino all’ultimo e a neutralizzare la conclusione del numero sette. Al 20’ Gonzi guadagna il fondo e fa partire un traversone che supera Tomei e scheggia la traversa. Sul capovolgimento di fronte sono i ramarri a rendersi ancora pericolosi con Misuraca che, dopo essersi inserito tra le maglie avversarie con troppa facilità, scarica un destro di sola potenza addosso all’estremo difensore seriano. Grande chance al 31’ per gli ospiti con capitan Gavazzi provvidenziale a deviare un rigore in movimento di Pietribiasi. Nel finale i ramarri danno vita ad un forcing offensivo, neutralizzato però ottimamente dalla solida fase difensiva bluceleste, anche oggi parsa impeccabile. Arriva così un punto importantissimo in ottica play-off, che dà la carica necessaria per il prossimo impegno di domenica, contro la vincitrice del campionato: il Venezia di Filippo Inzaghi.
















                                                                Casertana -Matera

Riecco la Casertana. I falchetti tornano al successo battendo il Matera e consolidando le proprie ambizioni play-off. Grande reazione dei falchetti dopo la rete siglata dai lucani al 2’ di gioco. Un’onda d’urto che si è concretizzata nelle reti di Corado, Ciotola e Rajcic.

Partenza fulminea del Matera che si porta subito in vantaggio con Dammacco. L’attaccante si fa largo al centro della difesa e batte Ginestra. La Casertana deve subito riordinare le idee e rimediare allo svantaggio. I rossoblu non perdono la testa e subito si lanciano all’attacco. Al 9’ Ramos entra in area e viene atterrato. E’ rigore. Corado dal dischetto ristabilisce la parità. Ma i rossoblu non si fermano qui. Giorno parte in contropiede e scocca un bolide che si alza di pochissimo sulla traversa. Al 31’ la Casertana si procura un altro rigore. Il fallo è su Orlando ed è proprio lui ad andare sul dischetto. L’ex Messina, però, si fa parare il tiro. Ma la Casertana vuole fortemente il vantaggio ed arriva pochi istanti dopo a firma di Ivan Rajcic. L’opera è completa al 41’ quando Ciotola insacca sottomisura su sponda di De Marco. Nella ripresa i falchetti hanno il controllo del match. Nessun sussulto da parte del Matera. Al 25’ Corado potrebbe firmare la doppietta personale: l’argentino viene lanciato a rete, ma trova l’ottima risposta di Biscarini. I minuti volano via con la Casertana che amministra e porta a casa finalmente i tre punti.

CASERTANA-MATERA 3-1

CASERTANA (4-3-3): Ginestra, Finizio, Rainone, D’Alterio, Ramos, De Marco, Rajcic, Giorno (dal 26’ st Lorenzini), Orlando (32’ st De Filippo), Corado, Ciotola (21’ st Carriero). A disp.: Fontanelli, Simone, Magnino, Diallo, Petricciuolo, Colli, Moretta, Taurino, Cisotti. All.: Tedesco.

MATERA (4-4-2): Biscarini; Bertoncini Ingrosso Gigli (12’ st De Franco) Salandria; Lanini Iannini Didiba (12’ st Sartore) Armeno; Dammacco Infantino (21’ st Strambelli). A disp.: D’Egidio, Tozzo, Mattera, De Rose, Carretta, Armellino, Casoli, Negro. All.: Auteri.

ARBITRO: Viotti di Tivoli

RETI: 2’ pt Dammacco (M), 10’ pt rigore Corado (C), 32’ pt Rajcic (C), 41’ pt Ciotola (C).

NOTE: Ammoniti: Giorno, D’Alterio (C) e Didiba, Biscarini (M).



















                                                        Cosenza -Akragas

Lupi di Stefano De Angelis vogliono dare continuità alla vittoria di Catania e far innamorare il "Marulla", per farlo dovranno battere il Gigante siciliano: Cosenza - Akragas inizia alle ore 18.30, seguila con noi.

COSENZA (4-4-2): Saracco; Corsi, Tedeschi, Pinna, D'Orazio; D'Anna, Ranieri, Calamai, Statella; Letizia, Baclet. In panchina: Quintiero, Capece, Blondett, Criaco, Cavallaro, Meroni, Mendicino, Madrigali. All: De Angelis.

AKRAGAS (3-5-2): Pane; Mileto, Riggio, Cazé; Longo, Coppola, Palmiero, Rotulo, Sepe; Salvemini, Klaric. In panchina: Addario, Leveque, Russo, Tardo, Cocuzza, Sicurella, Privitera, Petrucci, Minacori. All: Di Napoli.

1' Partiti! Calcio d'inizio al Cosenza, che attaccherà verso la Curva Sud "Donato Bergamini".

3' Bolide di Calamai dai 25 metri, Pane blocca.

6' Si affaccia l'Akragas, ma Tedeschi è attento sul cross rasoterra di Salvemini.

8' Prima occasione anche per gli ospiti, ma la sforbiciata di Klaric termina alta.

14' Il Cosenza domina sulla propria fascia destra con D'Anna, che mette in mezzo un pallone pericoloso su cui non arriva in tempo Letizia.

18' L'Akragas fa male in ripartenza: ottima azione di Salvemini, Longo e Klaric, ma il tiro dell'attaccante termina alto.

20' Un errato disimpegno innesca il tiro dal limite di Salvemini, palla a fil di palo con Saracco che sembrava pronto ad intervenire.

24' Occasionissima per il Cosenza! Ranieri recupera e smista per D'Anna, che di prima innesca Letizia ma l'attaccante, solo contro Pane, non inquadra la porta.

27' Il Cosenza continua a mettere in mezzo palloni pericolosi, ma nulla di fatto. Ci prova Pinna dai 40 metri, palla a lato.

29' Altra occasione gol per il Cosenza, sempre sull'asse D'Anna - Corsi: il cross del numero due è messo in angolo.

33' Ammonito Klaric per fallo tattico su Calamai.

35' Ancora Pane impegnato: corner al limite dell'area piccola di Letizia, spizzata di Baclet e colpo di testa di D'Anna bloccato senza patemi dal portiere siciliano.

45' L'arbitro concede 2' di recupero.

45' + 1' Ammonito Corsi per fallo tattico.

45' + 2' Termina il primo tempo di Cosenza - Akragas, 0 - 0 il parziale.

SECONDO TEMPO

1' Calcio d'inizio per l'Akragas, Cosenza che attacca verso la Curva Nord "Massimiliano Catena".

2' Subito in avanti su una ripartenza l'Akragas, sul pallone in mezzo di Salvemini non arriva nessuno.

5' Punizione di D'Orazio dal vertice alto dell'area di rigore, blocca Pane.

9' Grande occasione sulla sinistra per il Cosenza sull'asse D'Orazio - Corsi, Pane salva dì'istinto.

15' Cambio per entrambi i tecnici: il Cosenza sostituisce Statella con Cavallaro, l'Akragas Rotulo con Russo.

19' Salvemini ci prova dai 30 metri, palla a lato.

20' Secondo cambio per i rossoblù, Mendicino rileva Baclet.

23' Contropiede dell'Akragas con Klaric che serve Palmiero, il destro a giro dal limite è impreciso.

25' Girata di Mendicino su cross di D'Anna, blocca Pane.

28' Corsi calcia di destro, palla alta.

33' Ammonito Cazé, punizione dal limite per il Cosenza.

35' Cavallaro! Punizione magistrale di Cavallaro che la mette sotto l'incrocio! 1 - 0 Cosenza!

36' Doppio cambio: dentro Cocuzza per Coppola nell'Akragas e Criaco per Letizia nel Cosenza.

39' Ultimo cambio per l'Akragas, con Leveque che rileva Cazé.

45' Contropiede del Cosenza, il tiro dal limite di Calamai termina fuori. 3' di recupero.

45' + 1' Giallo per Tedeschi per perdita di tempo.

45' + 3' Termina al San Vito - "Marulla", il capolavoro di Cavallaro regala i tre punti al Cosenza!






















                                                                       Reggina -Francavilla

La Virtus Francavilla Calcio esce sconfitta per 3 a 2 dalla sfida contro la Reggina valevole per la trentaseiesima giornata del campionato nazionale di Lega Pro gir. C. Gli amaranto calabresi sono andati a segno con Bianchimano, Leonetti e Bangu. Per i biancazzurri Abate sigla una doppietta. Prossimo appuntamento domenica 30 aprile 2017 h. 14.30 allo stadio Giovanni Paolo II contro l’Unicusano Fondi.
Reggina-Virtus Francavilla Calcio 3-2
Reti: 9’pt Bianchimano, 11’pt Leonetti, 36’st Bangu (RE) 35’st, 44’st Abate (VF)

Reggina: Sala, Gianola, De Francesco, Knudsen, Botta, Konsic, Porcino (39’st Cucinotti), Cane, Bianchimano (15’st Coralli), Leonetti (24’st Bangu), De Vito. A disp: Licastro, Maesano, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Romanò, Lancia, Mazzone, Tommasone. All. Zeman

Virtus Francavilla Calcio: Albertazzi, Biason (20’st Prezioso), Pino, Albertini (23’pt Alessandro), Galdean, Triarico, Gallù (32’st Ayina), Abate, Abruzzese, De Toma, Nzola. A disp: Costantini, Montagnolo, Pastore, Turi, Salatino, Finazzi, Monopoli. All. Taurino

Arbitro: Matteo Marchetti di Ostia Lido (Salvatore Sangiorgi di Catania-Vincenzo Madonia di Palermo)

Note: Ammoniti: Gianola, Kosnic (RE) Abruzzese (VF)

Recupero: 2’pt, 4’st


















                                                                      Lecce -Messina

 

Il Messina rispolvera i panni di squadra operaia, da battaglia, fa valere sul terreno del “Via del Mare” le maggiori motivazioni, riscatta la sconfitta contro il Melfi e porta a casa tre punti importantissimi, raggiungendo quota 42 in classifica, mantenendosi fuori, anche con l’ormai imminente penalizzazione, dalla zona playout.

Prima dell’inizio del match, viene premiato l’allenatore biancoscudato Cristiano Lucarelli, rimasto uno dei beniamini del pubblico salentino dai tempi in cui vestì la maglia giallorossa dal 1999 al 2011 59 volte, segnando 27 gol in A.

Di Corcia, che sostituisce Padalino squalificato sulla panchina leccese, opta per un 3-4-3 in cui Ciancio, Drudi e Agostinone si piazzano davanti a Perrucchini, Lepore affianca Tsonev, Arrigoni e Costa Ferreira sulla linea di centrocampo, con le tre punte Pacilli, Marconi e Torromino.

Lucarelli conferma le indiscrezioni della vigilia e rispolvera il 4-3-3 in cui Grifoni, Rea, Maccarrone e De Vito compongono la linea difensiva, Da Silva, Musacci e Sanseverino sono i tre centrocampisti dietro a Ciccone, Anastasi e Milinkovic messi in campo con il compito di pungere la retroguardia pugliese.

Inizio a ritmi lenti e la prima conclusione arriva al 7’ con Pacilli che prova la botta dalla media distanza dopo essersi accentrato, ma Berardi fa buona guardia e blocca in due tempi.

Ancora un tentativo dal limite di Torromino al 16’ con Berardi che controlla facilmente la sfera.

Il Messina si fa vedere al 21' sviluppando una trama di gioco interessante che passa da Sanseverino, appoggio a Milinkovic ma la traiettoria del tiro del numero 10 biancoscudato finisce ampiamente a lato della porta difesa da Perrucchini.

La partita si ravviva negli ultimi dieci minuti, a partire dal rasoterra di Da Silva che, al 35', non impensierisce il portiere avversario, mentre, tre minuti dopo, Milinkovic ruba palla sulla propria tre quarti, prova a servire Anastasi e, dopo un rimpallo, la sfera arriva a Da Silva ma il mancino del brasiliano è troppo debole.

Sale in cattedra il Lecce che, al 39’, mette i brividi a Berardi con un  bel destro dal limite di Torromino che sfila a poca distanza dal palo destro della porta peloritana, un minuto dopo c’è il tentativo di Ciccone sul cerchio del centrocampo, ma il suo pallonetto viene domato senza patemi da Perrucchini, ma al 41’, c’è la risposta salentina con Costa Ferreira che impegna severamente Berardi, bravo ad andare giù sulla sua sinistra e respingere la conclusione velenosa dell’ex messinese. Nei due minuti di recupero concessi dal signor Mantelli, ancora gli uomini di Padalino vicini al gol con il tiro di Lepore deviato in corner da Berardi e la conclusione di Ciancio che sfiora la traversa.

Primo tempo che si conclude sul nulla di fatto, risultato che rispecchia abbastanza fedelmente l’andamento della gara, con il Lecce che non spinge troppo sull’acceleratore ed il Messina più propenso a non concedere spazi ai padroni di casa piuttosto che provare a rendersi pericoloso.

La ripresa inizia con i giallorossi pugliesi ancora in avanti e molto pericolosi, dopo due minuti, con Costa Ferreira pronto a concludere di sinistro sulla sponda di Marconi, ma conquista solo un calcio d’angolo.

Rispondono i biancoscudati al 50’ con una bella progressione di Milinkovic sulla sinistra in area leccese, conclusa da un cross radente, sul quale Ciccone non arriva per un soffio alla deviazione con la porta sguarnita.

Fortunato il Messina al 52’, quando Marconi sfrutta una palla vagante in area su corner, tocca di destro, ma prende il palo e, sul rimpallo, la sfera arriva miracolosamente nelle braccia di Berardi.

Sul capovolgimento di fronte, bella trama sviluppata dai biancoscudati fino al cross di Ciccone, troppo indirizzato verso il portiere e la difesa pugliese sventa la minaccia.

Improvvisamente, lampo del Messina al 66’, con Musacci che, su palla da fermo, serve sulla sinistra Milinkovic, il franco serbo giunge quasi sul fondo e scarica indietro per Sanseverino, piattone destro teso dell’ex pisano proprio nei pressi di Anastasi, rapace ed implacabile nella scivolata e pallone che tocca la traversa e finisce oltre la linea fatale per il vantaggio biancoscudato.

Al 70’, fallaccio di Agostinone su Foresta all’altezza della linea di centrocampo, punito dall’arbitro con un cartellino giallo apparso troppo tenero per l’intervento durissimo del difensore leccese.

I padroni di casa si spingono tutti in avanti, mentre Lucarelli cerca di intasare gli spazi nella propria metà campo, inserendo Bruno al posto di Sanseverino e Capua per Milinkovic, mettendo due linee vicinissime a presidio dell’area di rigore ed il solo Anastasi in posizione avanzata.

Il fortino biancoscudato resta indenne fino al triplice fischio del signor Mantelli e tutti i componenti della squadra, dello staff tecnico e della società possono festeggiare insieme ai tifosi giunti da Messina,  sul prato del “Via del Mare”, una vittoria fondamentale per il raggiungimento della salvezza senza ricorrere alla lotteria dei play-out.


IL TABELLINO

LECCE-MESSINA 0-1

Marcatori: 66’ Anastasi

LECCE (3-4-3): Perrucchini; Ciancio, Drudi (dal 73’ Vitofrancesco), Agostinone; Lepore, ​Tsonev, Arrigoni, Costa Ferreira (dal 76’ Maimone); Pacilli (dal 62’ Caturano), Marconi, Torromino. In panchina: Bleve, Chironi, Mancosu, Monaco, Muci, Doumbia, Mengoli. Allenatore: Sergio Di Corcia

Messina (4-3-3): Berardi; Grifoni, Rea, Maccarrone, De Vito; Da Silva, Musacci, Sanseverino (dal 71’ Bruno); Ciccone (dal 59’ Foresta), Anastasi, Milinkovic (dall’82’ Capua).  In panchina: Russo, Benfatta, Bencivenga, Mancini, Ferri, Marseglia, Ventola, Ansalone, Madonia. Allenatore: Cristiano Lucarelli. 

Arbitro: Giampaolo Mantelli di Brescia

Assistenti: Daniele Marchi di Bologna e Alessio Saccenti di Modena.

Ammoniti: 20’ Maccarrone, 47’ Costa Ferreira, 70’ Agostinone, 80’ Anastasi, 91’ Rea

Corner: 9-1 per il Lecce

Recupero: primo tempo 2’, secondo tempo 5’
























                                                         Vibonese -Catanzaro

Come spesso e' accaduto durante questo campionato, la Aquile bucano clamorosamente l'appuntamento importante. I presupposti erano dei migliori, il popolo catanzarese ha risposto alla grande muovendosi in massa verso la vicina Vibo ed invadendo il Razza. La Vibonese era e rimane una compagine alla portata della squadra di Erra, che durante questo campionato si e' imposta su squadre molto piu' attrezzate, ma come appunto dicevano, ha capitolato quasi sempre davanti a compagini tecnicamente inferiori ma con motivazioni maggiori.

Nel primo tempo parte forte la Vibonese, ma passa il Catanzaro. Zanini (7') devia di testa un cross di Sarao e infligge un duro colpo ai padroni di casa. Il Catanzaro potrbbe dilagare, ma incisivita' e concretezza non sono mai state doti possedute dalla squadra del Presidente Cosentino, cosi i padroni di casa hanno modo di riorganizzarsi e di riprendere coraggio, sfiorando il gol del pareggio.

La ripresa si apre appunto con la Vibonese che con convinzione ci prova ed il Catanzaro che affannosamente respinge gli attacchi senza mai ripartire con convinzione. Il pareggio di Sowe (48') appare oltre che logico anche meritato, ma e' il gesto di Patti ad essere incomprensibile. Durante i festeggiamenti per il gol, il difensore e capitano giallorosso rifila una gomitata a Giuffrida e finisce anzitempo negli spogliatoi. Pareggio, Catanzaro in dieci e palla al centro. Inizia una nuova partita con Erra che decide di coprirsi togliendo Giovinco e facendo entrare Pasqualoni, ed Esposito viene dirttato a sinistra. Campilongo risponde dopo qualche minuto facendo entrare un'altra punta e dando chiaramente ad intendere alla squadra ed al pubblico di voler vincere la gara. Appare quindi meritato anche il secondo gol di Sowe (74') seppur forse viziato dal fuorigioco influente di un compagno. Nei rimanenti minuti il Catanzaro ed Erra provano a raddrizzare la gara, ma i tentativi non producono nulla. 

Addirittura patetico il tentativo di incidere sulla gara facendo entrare in campo Basrak a soli due minuti dalla fine.

Vince la maggior convinzione della Vibonese su un Catanzaro che trovatosi in vantaggio non ha fatto nulla per meritare di condurre fino al termine il risultato positivo. Con questa sconfitta le Aquile vengono raggiunte dalla Vibonese ed in attesa che Akragas e Monopoli giochino, a due sole giornate dalla fine del campionato rimangono a 3 punti dalla zona salvezza.

T.M.

















                                                                  MELFI - TARANTO 1-0

rete: 91' Foggia su rigore

Melfi: Gragnaniello; Laezza, Grea, Romeo; Marano, Obeng, Lodesani, Vicente; Gammone; Foggia, De Angelis

A disp.: Viola, Bruno, De Giosa, Filomeno, Libutti, Pandolfi, Ferraro, Demontis, Mangiacasale, Gava. All. Diana

Sostituzione: 82' Demontis per De Angelis

Taranto: De Toni; Balzano, Benedetti, Pambianchi, Som; Pirrone, Lo Sicco, Paolucci; Emmausso, Magnaghi, Potenza

A disp.: Contini, Sampietro, Cobelli, De Salve, Boccadamo, Russo, A. Viola, Maiorano, Guadalupi, Magri, Cecconello. All. Ciullo

Sostituzioni: 59' A. Viola per per Potenza, 77' Magri per Benedetti

Arbitro: Guccini di Albano Laziale

Assistenti: Bianchini e Biasini di Cesena

Note: Spettatori 1500 circa. Presenti una trentina di supporters ospiti. Osservato un minuto di raccoglimento in memoria del ciclista Scarponi, deceduto nella giornata di sabato Corner: 7 a 2 per il Melfi.

Ammoniti: Balzano (T), Marano (M), Lo Sicco (T)

Espulso: 53' Marano (M) per doppia ammonizione

MELFI - Proprio in zona Cesarini il Melfi si aggiudica questo vero e proprio spareggio-salvezza con il Taranto, al tremine di una partita drammatica e combattuta. Per questa sfida il tecnico tarantino Ciullo registra le pesanti assenze in retroguardia di De Giorgi (infortunato) Nigro e Di Nicola (appiedati dal Giudice Sportivo). In porta gioca De Toni al posto di Contini. Sulla sponda opposta anche mister Diana deve fare a neno di due pedine importanti come De Vena ed Esposito squalificati. Prima frazione di gara piacevole, con occasioni su entrambi i fronti. Al 19' il tarantino Potenza non riesce a concretizzare, incespicando da buona posizione su assist di Pirrone. Due minuti dopo clamorosa occasione sprecata da Benedetti, che incorna incredibilmente alto sulla traversa, a un metro dalla porta. La prima vera occasione dei lucani arriva al 34' con Gammone, il cui tiro dal limite dell' area termina fuori di pochissimo. Al 42' si rifà vivo il Taranto con Emmausso, il quale conclude in modo impreciso approfittando di una palla persa da Vicente. Il tempo si chiude con un tiro di Marano deviato da Pambianchi che per poco non beffa De Toni. La ripresa si apre con un penalty per i padroni di casa, assegnato dal direttore di gara per una trattenuta di Pambianchi ai danni di Foggia. Sul dischetto si presenta De Angelis che però spreca facendosi respingere la conclusione dall' estremo difensore tarantino. Al 53' ulteriore tegola per i lucani: Maranno incassa il secondo giallo ed è costretto ad anticipare la doccia. Nonostante l' inferiorità numerica il Melfi continua a premere. Al 65' corner di Vicente per il colpo di testa di Obeng che finisce a lato di un niente. Il fortino rossoblu sembra resistere ed anzi all' 84' per poco Emmausso non trova il gol, con un sinistro velenoso che sorvola di pochissimo la traversa della porta difesa da Gragnaniello. All' 89' Taranto ancora vicino alla rete con una bella conclusione di Magnaghi sventata da Gragnaniello. Quando ormai lo zero a zero non pareva più schiodabile, al 92' arriva il fallo di mani in area di Balzano che induce l' arbitro a concedere il secondo penalty di giornata in favore del Melfi. Questa volta dagli 11 metri Foggia non fallisce, regalando tre punti di platino alla compagine lucana. Per il Taranto l' ennesimo boccone amaro di una stagione assolutamente da dimenticare. COSIMO GALEONE























                                                     JUVE STABIA-FIDELIS ANDRIA 2-1

La Juve Stabia sconfigge l’ Andria per 2 a 1 al termine di un incontro ben giocato. Gli stabiesi conquistano così  la loro prima vittoria in casa del 2017 e consolidano il quarto posto in classifica.  Per l'Andria uno stop nella corsa alla conquista di un posto nei play off. La J.Stabia si dispone con il 4-2-3-1, l’ Andria risponde con il 3-5-2.

Nel primo tempo la J.Stabia va vicino al gol con tre nitide occasioni ad opera di Lisi (14’), Mastalli (24’) e Cutolo (33`): le loro  conclusioni vanno di un soffio fuori. Al 44’ passa  la J.Stabia con Kanoute` bravo a realizzare dopo un dribbling in area pugliese. Nella secondo tempo l’ Andria prova ad imbastire una reazione ma senza convinzione. La J.Stabia raddoppia con Ripa al 31’ con  un tocco sotto porta su cross di Lisi da sinistra . L’ Andria trova il gol  al 33’  con Volpicelli su punizione dalla lunga distanza con Russo  che sbaglia la presa sul tiro forte ma centrale.

Nel finale la J.Stabia non demorde e ci prova con Paponi e Lisi ma senza fortuna. Vittoria meritata per la compagine di Carboni.



Tabellino

JUVE STABIA (4-2-3-1): Russo 5; Cancellotti 6 Morero 6 Allievi 6,5 Liviero 6; Matute 6 Mastalli 7; Kanoute` 7 (42’ st Salvi sv) Cutolo 6,5 (26’ st Capodaglio 5,5) Lisi 6,5; Ripa 7 (37’ st Paponi sv). A disp.: Bacci, Tabaglio, Santacroce, Marotta, Manari, Giron, Izzillo, Esposito. All.: Carboni 7.

FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Cilli 5; Aya 5  Rada 5 Allegrini 5,5 (13’st Vasco 5,5); Tartaglia 5,5 Minicucci 5,5 (13’st Cianci 5,5) Onescu 5 Curcio 6 Tito 5,5 (34’ st Bottalico sv); Volpicelli 6,5 Croce 5. A disp.: Lullo, Pop, Fall, Colella, Ippedico, Cruz, Annoni. All.: Favarin 5.

ARBITRO: Schirru di Nichelino 6.

Guardalinee: Cantiani-Burgi.

MARCATORI: 44’pt Kanoute`(JS), 31’st Ripa JS), 33’st Curcio (FA).

AMMONITI: Ripa (JS), Allegrini (FA), Cancellotti (JS), Volpicelli (FA), Onescu (FA), Kanoute` (JS), Vasco (FA).

NOTE: spettatori 1.094 (abbonati 772) per un incasso totale di 7.474 euro . Angoli 7-3. Recupero 0’pt-3’st. Osservato un minuto di raccoglimento prima del match in memoria del ciclista professionista Scarponi, deceduto tragicamente sabato.

Domenico Ferraro





















                                                         ALESSANDRIA – RENATE 1-0

ALESSANDRIA (4-4-2): Vannucchi; Celjak, Sosa, Piccolo, Barlocco; Marras, Cazzola, Branca, Iocolano (30′ st Nicco); Bocalon (14′ st Evacuo), Gonzalez (40′ st Rosso). A disposizione: La Gorga, Manfrin, Mezavilla, Piana, Fischnaller, Gozzi, Nava. All. Pillon

RENATE (4-3-3): Cincilla; Anghileri, Di Gennaro, Savi (29′ st Makinen), Schettino; Dragoni (38′ st Giorgi), Pavan, Palma; Mora, Florian (18′ st Santi), Scaccabarozzi. A disposizione: Merelli, Graziano, Malgrati, Bizzotto. All. Foschi

ARBITRO: Sig. Piscopo di Imperia (Sig. Imperiale di Genova – Sig. Magri di Imperia)

RETE: 20′ st Gonzalez

NOTE: Serata fresca con cielo sereno, terreno di gioco in condizioni perfette. Allontanato mister Foschi (R) al 42′ st per proteste, ammoniti Sosa, Branca, Nicco, Fischnaller  (A), Schettino, Anghileri, Scaccabarozzi (R). Calci d’angolo: 8-3 Alessandria. Recupero: 1′ pt. + 6′ st. Spettatori: 2700 circa.

ALESSANDRIA – Cade, ma con grandissimo onore il Renate. Sul campo dell’Alessandria, un lampo di Gonzalez al 20′ della ripresa consegna ai nerazzurri la seconda sconfitta consecutiva, che non compromette però il nono posto in classifica. Con una rosa decimata dalle assenze, i ragazzi di Foschi danno tutto quello che hanno, ma non riescono a strappare un risultato positivo che avrebbe avvicinato il traguardo playoff.

Penultima trasferta di regular season per la compagine diretta da Luciano Foschi, il grande ex di questa sfida. Il tecnico delle pantere deve però fare i conti con un’infermeria affollata: out Teso, Bonetto, Lavagnoli, Napoli e Marzeglia, con Malgrati in panchina ma di fato inutilizzabile. Rosa dunque contata, ma poco importa. Rispetto al match contro la Pistoiese, due novità nell’undici iniziale, ovvero sia Savi (al posto del già citato Malgrati) e Schettino (un altro ex al pari di Vannucchi), preferito a Vannucci sull’out di sinistra. Nel pacchetto difensivo c’è anche Mora, con il conseguente avanzamento di Anghileri nel tridente offensivo completato da Florian e Scaccabarozzi. In casa grigia, fa effetto – ma già lo si sapeva – il vuoto in Curva Nord, proprio nella serata dell’esordio di Bepi Pillon alla guida dell’ex capolista del girone A. L’esperto tecnico, già affrontato un anno fa a Padova, decide di non stravolgere l’assetto tattico. Confermato il modulo 4-4-2, con le uniche novità rappresentate da Sosa (e non Gozzi) nel cuore della difesa, e da Branca, preferito a Nicco come partner di Cazzola in mediana. Davanti, manco a dirlo, la super coppia Bocalon – Gonzalez, 37 reti in campionato.

Pronti via, e dopo 43”, il Renate ha subito un’occasionissima per sbloccarla. Sul lancio di Dragoni, Barlocco perde equilibrio e Mora, che mette al centro una palla invitante per Florian, il cui sinistro di prima intenzione termina alto. La risposta dei grigi non tarda ad arrivare, con la verticalizzazione di Cazzola per Gonzalez, che si infila tra i due centrali ma scaglia un sinistro troppo debole per far male a Cincilla. Alessandria che cerca di prendere in mano l’inerzia delle operazioni, e che al 10′ sfiora l’1-0 sugli sviluppi del primo calcio d’angolo del match. Gonzalez la mette sul primo palo per la testa di Bocalon, ma Cincilla non si fa sorprendere. La spinta degli uomini di Pillon cresce, e al 14′, su una palla letta in maniera imperfetta da Savi, Marras cerca di sorprendere Cincilla con un pallonetto dai 25 metri, ma è solo corner. Sul ribaltamento di fronte, Scaccabarozzi, con una giocata delle sue, pesca in area Mora, che con il destro scalda i guantoni di Vannucchi. Quando la gara sembra acquietarsi con il passare dei minuti, nei pressi della mezzora i grigi tornano prepotentemente in avanti, e al 27ì’ sprecano una buona palla-gol con Bocalon, che calibra male il destro nel cuore dell’area di rigore. Renate che soffre, come era facilmente prevedibile. Per rivedere i brianzoli in attacco bisogna pazientare fino al 37′, quando Scaccabarozzi, dopo aver ricevuto da Anghileri, scaglia un destro dal limite che Vannucchi respinge in qualche modo, non azzardando la presa. Di fatto, è l’ultima annotazione di un primo tempo che, malgrado un predominio della seconda forza del girone A, si chiude sul punteggio di 0-0.

Si riparte con gli stessi 22 protagonisti, e con lo stesso leit motiv: Alessandria che attacca alla ricerca del gol che accorcerebbe il divario in classifica dalla capolista Cremonese, attualmente a + 3. La chance buona si palesa quasi subito, al 5′. Iocolano riceve in area e crossa sul secondo palo per Celjak, il cui colpo di testa sbatte sulla traversa. Sembrano i prodromi di un altro incessante forcing grigio, ed invece non succede nulla fino al 20′, minuto in cui l’Alessandria passa in vantaggio. L’azione nasce da una palla che Marras sradica (fallosamente…) dai piedi di Palma, sul tocco dentro dell’esterno sardo, Evacuo appoggia a Gonzalez, che apre il piattone mancino e indirizza la sfera sul palo dove nemmeno super Cincilla può arrivare. E’ una mazzata pesante per un Renate spuntato, generoso ma con poche risorse per far male ad una corazzata come quella di Pillon. Prosegue la girandola dei cambi, Makinen colleziona la sua seconda presenza in campionato (al posto di Savi), mentre è Nicco la risposta dei padroni di casa, al posto di Iocolano. Ed è proprio il centrocampista ex Perugia ad esaltare i riflessi di Cincilla con un gran destro a giro dal limite su cui il numero uno nerazzurro è stratosferico. Le pantere rimangono in partita e fanno debuttare anche Giorgi, per aggiungere peso all’attacco. La sostanza però non cambia, perchè il finale è una corrida, dove si gioca davvero pochissimo. Tanti falli, gioco spezzettato, una manna dal cielo per i grigi, che ritrovano i tre punti in una serata molto complicata…























                                                              Giana -Piacenza

Allo stadio comunale ‘Città di Gorgonzola’ si disputa la gara valida per la trentaseiesima giornata del campionato Lega Pro girone A tra Giana Erminio e Pro Piacenza. Sono quattro i precedenti, due nella stagione scorsa e due in quella attuale: nel campionato 2015/16 una vittoria 2-1 per la squadra emiliana in trasferta a Gorgonzola nel girone di andata e un pareggio 1-1 a Piacenza nel ritorno, mentre i due precedenti di questa stagione si sono disputati entrambi al Garilli, dove il 19 ottobre la Giana ha vinto 4-1 la gara valida per i trentaduesimi di Coppa Italia Lega Pro e il 7 dicembre ha pareggiato 1-1 la gara della 17a giornata di campionato.

I precedenti tra Fulvio Pea e Cesare Albè sono invece più numerosi, poiché i due allenatori si sono incontrati due volte nella stagione 2014/15, quando l’attuale tecnico del Pro Piacenza guidava il Monza: all’andata la Giana di Albè uscì sconfitta 2-0, mentre al ritorno vinse 2-1; un precedente si conta anche nel campionato 2015/16, quando Pea era l’allenatore della Cremonese e la gara di andata finì con un pareggio 1-1, mentre al ritorno il tecnico non era più sulla panchina grigiorossa.

Venendo alle formazioni, in porta Viotti. Nel reparto difensivo manca Perico per la squalifica di due giornate assegnate dopo la gara contro il Pontedera dove fu espulso, al suo posto gioca Rocchi. La difesa è completata da Bonalumi e Montesano. A centrocampo panchina per Pinardi perché diffidato e con qualche acciacco, al suo posto Biraghi e l’inserimento di Pinto. Il reparto è completato da Augello e Iovine sulle fasce. Chiarello gioca come trequartista dietro le punte Bruno e Okyere.

Il Pro Piacenza si schiera con il 4-4-2 con l’estremo difensore Fumagalli, in difesa spazio a Calandra, Belotti, Sane e Bini, a centrocampo spazio da destra a sinistra a Barba, Aspas, Pugliese e l’ex Giana Rossini. In avanti duo d’attacco composto da Musetti e Pesenti (possibile obiettivo della Giana per la prossima stagione). Un minuto di silenzio per ricordare la morte di Scarponi, ciclista deceduto stamane in un incidente stradale. Prima mezzora molto povera per i padroni di casa con neanche una conclusione nello specchio della porta e subendo per di più il gol di Pesenti al 16’ .Al 30’ tiro di Okyere, Fumagalli trattiene di rimpallo. Al 31’ primo cambio ospite. Esce Barba, entra Bazzoffia. Al 36’ buona occasione per Augello, calcia poco a sinistra della rete.

 Al 45’ doppio cambio, uno per parte. Il Pro Piacenza sostituisce per infortunio Pugliese con Girasole, mentre la Giana sostituisce Chiarello per un acciacco, entra Appiah.

Al 47’ assist di Pinto per Bruno, che con una bellissima scanellata di testa concretizza il pareggio biancoceleste. Al 50’ piccolo rasoterra di Rossini, scaraventato in corner dalla Giana. Al 55’ pericolosa punizione calciata da Bini, Viotti para miracolosamente. Al 60’ mister Albè decide il secondo cambio. Esce Rocchi, entra Ferrari. Al 69’ cannonata di Iovine dai trenta metri sbatte sulla traversa. Al 74’ ultimo cambio per la Giana. Esce Okyere entra Greselin. Al 76’ ultima sostituzione pure per il Pro Piacenza. Esce Aspas, entra Manganelli. All’ 81’ bellissima rete di Musetti, che dalla fascia destra mette nell’angolino sinistro permettendo il raddoppio del Pro. All’87’ tiro a giro di Pinto dal limite dell’area. Nel minuto successivo, Bruno arriva in ritardo sul pallone e conclude fuori. Al 90’ Fumagalli ritarda sempre il lancio e viene ammonito. Seconda sconfitta consecutiva per la Giana che ha già in cassaforte i playoff contro una squadra che ha messo l’anima per portare a casa tre punti fondamentalissimi per i playoff.

 

Giana Erminio (3-4-1-2): Viotti; Rocchi (dal 60’ Ferrari), Montesano, Bonalumi; Iovine, Biraghi, Pinto, Augello; Chiarello (dal 45’ Appiah); Okyere (dal 74’ Greselin), Bruno. A disposizione: Sanchez, Tremolada, Sosio, Marotta, Greselin, Capano, Perna. All. Albè

Pro Piacenza (4-3-3): Fumagalli; Calandra, Belotti, Sane, Bini; Rossini, Barba (dal 31’ Bazzoffia), Aspas (dal 76’ Manganelli), Pugliese (dal 45’ Girasole); Musetti, Pesenti. A disposizione: Bertozzi, Sall, Bianco, Martinez, Cardin, Gomis, Avanzini, Manganelli, Vassani, Pozzi. All. Pea

Arbitro: Aristide Capraro di Cassino (Frosinone). Assistenti: Francesco Alessandro Iovine di Cuneo e Gabriele Nuzzi di Valdarno.

Marcatori: 16’ Pesenti (PP), 47’ Bruno (GE), 81’ Musetti (PP)

Note: giornata soleggiata con 22°. Ammoniti: 42’ Augello (GE), 46' Calandra (PP), 59’ Pinto (GE), 63’ Okyere (GE), 79’ Bonalumi (GE), 82’ Iovine (GE), 86’ Belotti (PP), 90’ Fumagalli (PP). Recupero: 3’+ 4’. Angoli: 3-5





















                                                                       Pistoiese Olbia 0 -1

di Graziano Breschi

A fine partita il rientro degli arancioni negli spogliatoi è stato accompagnato dal coro che solitamente contraddistingue le prestazioni più scialbe: "... a lavorare, andate a lavorare.." e non poteva essere che così vista l'inguardabile partita che hanno disputato gli uomini in maglia orange. Svaniti in un soffio tutti i sogni, perchè a nostro avviso erano solo sogni, dei playoff, e questo nonostante la sconfitta della Lucchese a Cremona. Vincendo oggi ci sarebbe stata la possibilità di insidiare fino all'ultimo i rossoneri per il fatidico decimo posto ed invece anche quest'anno per il terzo anno consecutivo dovremo attendere l'ultima giornata per la salvezza matematica, sperando, semmai, in concomitanti inciampi delle squadre dietro.
C'era da aspettarsi finalmente una squadra più spigliata dopo la vittoria esterna col Renate ed invece si assiste per l'ennesima volta ad una prestazione fatta di incertezze e di scarsa concentrazione. Poi, come al solito, ci mette del suo anche Atzori schierando l'ennesima formazione ma sempre con i cinque difensori cinque, quasi a dimostrazione di temere l'Olbia, una compagine che non vinceva da quattordici giornate, era infatti il 22 gennaio scorso quando i sardi batterono il Pontedere 3 -2. La Pistoiese, insomma, è riuscita, e non era facile, a far fare un figurone pure a questa Olbia imbottita di giovani ragazzi. Se il primo tempo è stato assolutamente imbarazzante il secondo non ha certo  brillato e nonostante le varianti apportate da Atzori il gioco è sempre stato asfittico, tanto da infondere agli ospiti il giusto coraggio per conquistare l'intera posta. L'ingresso del "vecchio" e ancora valido Cossu ha certo portato i suoi benefici e la pressione dei sardi si è via via fatta più consistente tanto da sfiorare il gol con l'ottimo Ragatzu, con un pregevole tiro a girare. Gol che poi arriva al minuto 85 sugli sviluppi di una punizione calciata da Cossu e deviata in corner dall'estremo arancione.Sul susseguente angolo battuto da Cossu, imperioso lo stacco dell'ex Prato Ogunseye. La palla colpita con forza è solo intercettata da Albertoni e finisce la corsa in fondo al sacco. Nei minuti di recupero solo un bel tiro di Gyasi su cui Van der Want risponde da campioncino. FInisce, come dicevamo, fra i fischi e con l'Olbia meritatamente festante perchè rimane attaccata al carro della salvezza; per la Pistoiese l'ennesima delusione di un campionato ahime troppo simile a quello degli scorsi anni.

U.S. PISTOIESE 1921 (3-5-2): Albertoni; Priola, Boni, Fissore;  Guglielmotti (55’ Colombo), Hamlili, Zanon , Benedetti, Minotti (69’ Luperini);Rovini , Sparacello (55’ Gyasi). A disposizione : Feola, Sammartino, Tomaselli,  Neuton, , Pandolfi, Proia,  Varano. All.: Atzori
 
OLBIA (4-3-1-2): Van Der Want; Pinna, Cotali, Dametto, Iotti; Capello (56’ Cossu), Ragatzu (80’ Ogunseye), Piredda, Kouko, Muroni,  Feola. A disp.: Ricci, Deiana, Quaranta,  Murgia , Pisano, Senesi, Benedicic. All.: Mereu.
 
Arbitro: Ilario Guida di Salerno- Assistenti:  S.E. Buonocore di Marsala e D. Fontemurato di Roma 2
 
Marcatori: 85' Ogunseye



















                                                                          Piacenza -Livorno

 

Piacenza- Gentili lettori di Amaranta.it benvenuti alla cronaca della terzultima partita della stagione regolare del campionato di Lega Pro che vedra' gli amaranto di mister Foscarini contrapposti al Piacenza in quello stesso stadio dove dopo 55 anni il Livorno torno' a riassaporare il dolce sapore della serie A. Labronici che dovranno mettere da parte per questi novanta minuti le vicende riguardanti la cessione della Societa' che tanto stanno tenendo banco in citta' in questi giorni e pensare unicamente al campo. il Piacenza viene da cinque vittorie su sei gare tra le mura amiche mentre il Livorno dopo gliultimi passi falsi deve ottenere il massimo risultato in vista dei playoff.

Queste le formazioni oggi in campo.

Piacenza (4-3-3) Miori, Sciacca, Silva, Pergreffi, Masullo; Saber (75' Cazzamalli), Taugouredau, La Vigna (80' Matteassi); Romero, Nobile (87' Bertoli), Franco.

A disp: Lanzano, Matteassi, Cazzamalli, Pozzebon, Colombini, Segre, Bertoli, Castellana, Debeljuh, Abbate, Tulissi, Dossena. All. Franzini.

Livorno (4-3-1-2) Mazzoni, Toninelli, Borghese, Gasbarro, Lambrughi (82' Benassi); Valiani, Giandonato(73' Ferchichi), Luci; Venitucci; Maritato, Vantaggiato (78' Murilo)

A disp: Vono, Benassi, Gemmi, Galli, Ferchichi, Morelli, Dell'Agnello, Calil, Mendes. All.Foscarini.

Arbitro il signor Miele di Torino.

Ammoniti: 36'p.t.Giandonato (L); 41'p.t. Taugouredau (P); 68' Borghese (L); 90' Pergreffi (P)

Espulsi:

Reti:

PRIMO TEMPO

Prima del match si osserva un minuto di silenzio per il ciclista Scarponi deceduto in un incidente stradale durante un allenamento questa mattina

1' Partiti. Primo pallone giocato dal Piacenza che attacca da sinistra verso destra

2' Piacenza in avanti. Primo angolo per i padroni di casa Mazzoni ci mette i pugni e allontana

5' Occasione per il Livorno ma il tiro di Vantaggiato viene prontamente respinto dal portiere biancorosso

7' Luci trova benissimo Maritato in mezzo all'area ma la girata di quest'ultimo non trova fortuna e il Piacenza puo' ripartire

9' Altra occasionissima per il Livorno. Lambrughi lascia partire un tiro dalla sinistra , il pallone attraversa tutta la porta e nessuno riesce ad arrivare all'appuntamento con il pallone

13' Ci prova Giandonato ma il suo tiro finisce alto

18' Il Piacenza si fa vivo in avanti con un tiro da fuori area di Saber. Mazzoni si distende e con la mano riesce a sventare il pericolo

22' Traversa per il Livorno!!!Venitucci lascia partire un gran tiro da fuori che si infrange sulla traversa a portiere battuto

27' Ancora angolo per gli amaranto ma Lambrughi svirgola il tiro per cui tutto si risolve in un nulla di fatto

33' Provano il triangolo Venitucci e Vantaggiato ma l'ultimo passaggio viene ben letto e fermato dalla difesa biancorossa che riparte

36' Ammonizione per Giandonato

38' Valiani si mangia letteralmente la possibilita' del vantaggio. Vantaggiato gli lascia arrivare la sfera ma il tiro finisce fuori misura sopra la traversa

40' Miracolo di Miori che salva i risultato. Valiani mette in mezzo un bel pallone dalla sinistra per Venitucci il cui tiro si scontra sul buon riflesso dell'estremo difensore piacentino

41' Ammonizione per Taugouredau e punizione per gli amaranto in attacco

42' Vantaggiato sulla punizione decide di tirare in porta. il suo tiro teso è di poco alto sulla traversa. Un'altra occasione per i labronici che stanno provando a fare male in più modi ma per il momento senza troppa fortuna

45' Il direttore di gara, Miele, fischia la fine della prima frazione di gioco senza aggiungere recupero

SECONDO TEMPO

45' Inizia il secondo tempo

52' Punizione per il piacenza in fase di attacco per un fallo di Vantggiato. Tauguredau lascia partire il suo tiro e Mazzoni in volo salva deviando in angolo. bella occasione per il Piacenza

54' Occasione per il Livorno ma la porta di Miori sembra stregata.Batti e ribatti poi Giandonato prova a battere a botta sicura ma Miori riesce a salvare in angolo

55' Annullata una rete al Livorno sugli sviluppi del corner per un probabile fallo in attacco. il Livorno continua ad attaccare ma non riesce ad affondare il colpo anche per tanta sfortuna

58' Ancora un angolo per il Livorno. Giandonato mette in mezzo ma Pergreffi anticipa di un niente Maritato

61' Saber salta tre giocatori amaranto e fa partire un destro a girare che Mazzoni respinge.Bella e pericolosa azione personale del giocatore biancorosso

68' Ammonizione per Borghese e punizione dai trenta metri per il Piacenza

69' Punizione per il Piacenza.Taugouredau sul pallone ma il suo tiro si infrange contro la barriera che spedisce in calcio d'angolo

73' Cambio per il Livorno. Esce Giandonato ed entra Ferchichi

75' Cambio per il Piacenza. Esce Saber ed entra Cazzamalli

78' Ancora un cambio per gli amaranto. Esce Vantaggiato ed entra Murilo

80' Secondo cambio anche per il piacenza. Esce La Vigna ed entra Matteassi

82' Venitucci per Maritato ma Miori anticipa di un secondo l'attacante labronico e mette in angolo. Sugli sviluppi Pergreffi pero' allontana

83' Ultimo cambio per Foscarini. Esce Lambrughi ed entra Benassi

87' Cambio per il piacenza.Esce Nobile ed entra Bertoli

90' Vengono assegnati tre minuti di recupero

90' Ammonito Pergreffi per proteste

92' Colpo di testa di Murilo che si spegne tra le mani del portiere biancorosso

93' finisce qui. Piacenza e Livorno non riescono ad andare oltre allo 0-0. Adesso mancano solo 180 minuti e poi sarano playoff






















                                                           Cremonese -Lucchese

diego checchi

La Lucchese non si è fatta assolutamente intimorire dalla Cremonese, che è si una squadra forte, ma a certi tratti si è abbassata troppo e la Lucchese ha potuto esprimere veramente un buon calcio. Togliendo i primi venti minuti dove la squadra di casa è sembrata più spigliata ed in grado di far paura a chiunque con giocatori fuori categoria come l'autore del gol Maiorino, la Lucchese ha giocato alla pari. Sapete che cosa gli è mancato? Soltanto lo spirito del killer instict, perchè a creato, creato, creato ma la squadra rossonera, per l'occasione in completo nero, non è riuscita mai veramente ad impensierire il portiere Ravaglia che si può dire che ha assistito alla partita da spettatore non pagante. Quello che ci conforta di più è che la prestazione c'è stata anche sotto il profilo atletico, ansi in diversi frangenti della partita, la Lucchese ha avuto più gamba dei grigiorossi. Adesso bisognerà battere la Carrarese per toccare con mano il sogno playoff.

Questa sconfitta a livello di classifica non ha spostato più di tanto gli equilibri, ma chi pensava che la squadra di mister Lopez venisse a fare una passeggiata di salute a Cremona si è sbagliato di grosso, perchè la squadra di Tesser ha dovuto combattere fino all'ultimo per ottenere i tre punti. Il tecnico rossonero nel secondo tempo ha cambiato più volte il sistema di gioco, dapprima passando dal 3-5-2 iniziale ad un 3-4-1-2 per finire con uno spregiudicato 4-2-4. I cambi però non hanno dato quella scossa che il trainer si sarebbe aspettato perchè sia Raffini che D'Auria hanno veramente pochi minuti nelle gambe e non sono stati incisivi come avrebbero dovuto. Insomma la Cremonese ha vinto ma la Lucchese ha convinto dal punto di vista della prestazione.

Andando alla cronaca la prima occasione è stata per i padroni di casa che al 2' con Brighenti hanno sfiorato la rete. La punta grigiorossa ha calciato di poco a lato sfiorando il palo alla destra di Nobile dopo aver raccolto un cross dalla sinistra di Scappini. Al 15' azione corale della Cremonese con Maiorino che è andato alla conclusione dal limite dell'area impegnando Nobile in una non facile presa a terra. Un minuto più tardi c'è stata la replica rossonera, stavolta il tiro è stato di Tavanti e la parata sicura di Ravaglia. Al 23' mischia in area Lucchese che è stata risolta da Mingazzini e ripartenza di De Feo che ha servito Gargiulo che a sua volta ha calciato in porta con la facile parata del portiere dei padroni di casa.

La Cremonese è passata in vantaggio al 26' con uno splendido gol di Maiorino che dal limite dell'area ha trovato l'angolino basso alla sinistra dell'incolpevole Nobile. Nella ripresa la Lucchese, con l'igresso di Raffini è passata al 3-4-2-1 e dopo un leggero predominio è andata al tiro proprio con il neo entrato che con un colpo di testa ha impegnato Ravaglia. Lo stesso Raffini si è ripetuto sempre di testa due minuti più tardi. Al 25' doppio salvataggio davanti alla linea di porta da parte di Dermaku sulla doppia conclusione di Stanco. Al 33' dopo il forcing rossonero, l'occasione per chiudere la partita l'ha avuta Perrulli che si è involato tutto solo verso Nobile ma ha calciato al lato con il portiere rossonero protratto in un uscita disperata. Dopo 4' di recupero l'arbitro ha sancito la vittoria grigiorossa. 

Cremonese – Lucchese 1-0

Cremonese 4-3-1-2: 1 Ravaglia, 2 Procopio, 4 Salviato, 8 Cavion, 9 Brighenti, 10 Maiorino (9' st Ferretti), 15 Marconi, 17 Porcari, 18 Pesce (22' st Perrulli), 19 Scappini (18' st Stanco), 21 Canini. A disposizione: 12 Bellucci, 22 Galli, 6 Lucchini, 11 Stanco, 13 Stanghellini, 14 Moro, 16 Talamo, 20 Perulli, 23 Scarsella, 26 Ferretti, 28 Bastrini, 29 Redolfi. Allenatore: A.Tesser.

Lucchese 3-5-2: 22 Nobile, 2 Tavanti (40' st Bragadin), 6 Capuano, 8 Mingazzini (30' st D'auria), 10 Fanucchi, 15 Nolè, 16 Bruccini, 19 Espeche, 20 Gargiulo (1' st Raffini), 28 De Feo, 29 Dermaku. A disposizione: 1 Di Masi, 4 Brusacà, 7 Merlonghi, 9 Raffini, 11 D'Auria, 12 Ronchi, 17 Bragadin, 18 Cannoni, 27 De Martino. Allenatore: G. Lopez.

Arbitro: sig. Massimi di Termoli, assistenti sig. Scarpa e sig. Angotti.

Note: Angoli 6-5. Spettatori 4.499.

Ammoniti: 5' st Dermaku (L), 37' st Espeche (L).

Recupero st 4'.

Reti: 26' pt Maiorino (C).








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