26 anni


 

 

NOTIZIE TUTTALAC

 

 

 

 

 

                                     Cittadella – Arzignano 2-2

CITTADELLA: Maniero L., Gobbato M. (dal 32' st Redolfi A.), Pavan N., Cecchetto A., D'Alessio F., Vita A., Barberis A. (dal 32' st Salvi A.), Amatucci F. (dal 10' st Perretta G.), Crialese C., Rabbi S.2, Castelli D.. A disposizione: Anastasia E., Angeli M., Bunino C., Casolari F., Diaw D., Falcinelli D., Ghezzi A., Ignatov E., Perretta G., Redolfi A., Rizza A., Salvi A., Saro G., Zilio A.

ARZIGNANO: Manfrin F., Boccia S., Milillo A. (dal 44' st Perini G.), Boffelli A., Cariolato F. (dal 1' st Rossoni S.), Bianchi N. (dal 1' st Minesso M.), Castegnaro L. (dal 31' st Moretti M.), Bernardi E., Lakti E., Mattioli A., Nanni N.. A disposizione: Bertini T., Cotoarba M., Damiani M., Jamali N., Lanzi E., Lotto R., Minesso M., Moretti M., Nwachukwu S. J., Perini G., Rossoni S., Spaggiari R.

Reti: al 13' pt Rabbi S. (Cittadella) , al 18' pt Rabbi S. (Cittadella) al 8' st Nanni N. (Arzignano) , al 31' st Bernardi E. (Arzignano) .

Ammonizioni: al 38' pt Bianchi N. (Arzignano), al 40' pt Boccia S. (Arzignano), al 28' st Milillo A. (Arzignano).

 

 

 

 

 

                                     Arezzo – Vicenza 2-5

AREZZO: Trombini L. (dal 40' st Galli A.), Renzi A., Gilli M. (dal 40' st Casarosa M.), Gigli N., Di Chiara G., Eklu S. M. (dal 13' st Ravasio M.), Guccione F., Viviani M. (dal 1' st Tavernelli C.), Varela Djamanca M., Cortesi M. (dal 30' st Arena A.), Pattarello E.. A disposizione: Arena A., Casarosa M., Chierico L., Chiosa M., Cianci P., Concetti M., Coppolaro M., De Col F., Galli A., Iaccarino G., Ionita A., Ravasio M., Righetti S., Tavernelli C., Venturi G.

L.R. VICENZA: Gagno R., Cuomo G., Leverbe M., Sandon T., Caferri L. (dal 28' st Tribuzzi A.), Zonta L. (dal 28' st Cavion M.), Carraro M., Rada A. (dal 21' st Vitale M.), Costa F., Rauti N. (dal 21' st Stuckler D.), Morra C.2. A disposizione: Alessio F., Basso M., Benassai F., Capello A., Cappelletti D., Cavion M., Golin M., Massolo S., Stuckler D.2, Tribuzzi A., Vescovi M., Vitale M.

Reti: al 27' st Gigli N. (Arezzo) , al 44' st Di Chiara G. (Arezzo) al 40' pt Morra C. (L.R. Vicenza) , al 45' pt Morra C. (L.R. Vicenza) , al 24' st Stuckler D. (L.R. Vicenza) , al 31' st Stuckler D. (L.R. Vicenza) , al 45'+2 st Casarosa M. (L.R. Vicenza) autogol.

Ammonizioni: al 45' pt Eklu S. M. (Arezzo) al 43' st Leverbe M. (L.R. Vicenza).


M.Denegri

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Il Tifo che ci Piace: debutta il Parents Manager sugli spalti

Una nuova figura educativa e una dose di dolcezza sugli spalti per promuovere rispetto e tifo positivo nel calcio giovanile 

Roma,3   maggio 2026 - Nasce una nuova figura educativa che porta una dose di dolcezza sugli spalti per promuovere rispetto e tifo positivo nel calcio giovanile 

Sugli spalti si gioca un’altra partita decisiva: la passione dei genitori non può e non deve sfociare in atteggiamenti aggressivi. Per questo l’Area CSR della Lega Nazionale Dilettanti passa all’azione.

 

L’iniziativa prevede la sperimentazione, in tre società, della figura del Parents Manager, in collaborazione con l’Associazione Scuola Genitori Sportivi, realtà nata nel 2023 su idea del giornalista Alessandro Crisafulli che forma e informa i genitori di giovani atleti per aiutarli a sostenere in modo corretto e consapevole il percorso sportivo dei propri figli. L’obiettivo è promuovere un clima positivo e responsabile sugli spalti durante le partite. Una figura di riferimento per le famiglie, chiamata a favorire comportamenti corretti e a gestire il rapporto tra genitori e società, trasformando la loro presenza in un valore per tutto l’ambiente sportivo.

 

Accanto a questo percorso, nelle partite di sabato 2 e domenica 3 maggio arriva anche la “cassetta di sicurezza” contro l’emergenza insulti a giocatori e arbitri, per spegnere gli eccessi e rimettere al centro il rispetto. Al suo interno, “Il Tifo che ci Piace”: caramelle gommose per addolcire il coinvolgimento dei genitori nelle partite dei propri figli. “Basta un poco di zucchero” e il tifo si addolcisce per far vincere il rispetto, che è il risultato fondamentale da perseguire dentro e fuori dal campo. La campagna e la successiva introduzione della figura del Parents Manager saranno sperimentate nelle società Montespaccato Calcio, A.S.D Bruno Selleri e A.S.D. Union Martignacco.

 

“Il Tifo che ci Piace - dichiara Luca De Simoni, Coordinatore Area CSR LND -  è un progetto nato con l’obiettivo di rendere gli spalti un luogo di rispetto e  di condivisione. Crediamo fermamente che lo sport debba essere, prima di tutto, un momento di gioia per i ragazzi e per le famiglie. Per dare un segnale concreto di questo nuovo approccio, faremo un’attivazione su alcuni campi che inviti a mitigare il tifo eccessivo, quello che da una parte stressa i ragazzi e dall’altra non contribuisce ad un clima sereno durante le partite. Si tratta di un invito a vivere la competizione con lo spirito giusto. In questo percorso verso un clima più sereno, viene introdotta ufficialmente la figura del Parents Manager. Si tratta di una vera novità strutturale, una figura di raccordo tra le società sportive e le famiglie. L’obiettivo è di essere supporto nel rapporto con i genitori in una collaborazione proattiva e costruttiva, evitando tensioni e promuovendo un ambiente sano per i giovani atleti".

 

“Sono molto felice che la LND abbia deciso di sposare la mia idea di formare e introdurre una nuova figura nel mondo del calcio giovanile e dilettantistico - spiega Alessandro Crisafulli - quella del Parents Manager. Si tratta di una figura che sarà preziosissima per gestire al meglio, per conto della società, i rapporti con mamme e papà. Non solo per quanto riguarda eventuali problematiche da sanare ma anche e soprattutto per proporre e coordinare attività di informazione, formazione e sensibilizzazione che permetteranno poi di includere in maniera positiva gli stessi genitori nelle attività dei Club. E’ la strada migliore per trasformare mamme e papà da mine vaganti in solidi, e consapevoli, alleati: dei propri figli e delle stesse società. Complimenti all’area Csr della LND per la sensibilità e attenzione dimostrata anche verso questo tema così fondamentale”.





Verdiana Corbianco

Headline Giornalisti

Via Antonio Giacomini, 28

50132 Firenze

Cell: 3461376351

 

 

 

 

  

 

 

 

Lo Spezia recupera un punto prezioso contro il Venezia nonostante l’inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo e rimane aggrappato alla possibilità dei playout ma anche della salvezza diretta (qui gli incastri). Al termine della gara, l’allenatore aquilotto Luca D’Angelo ha analizzato la prestazione e tracciato il quadro della situazione a una giornata dalla fine del campionato.

«Abbiamo meritato il pareggio e abbiamo avuto anche la palla per vincere – ha dichiarato D’Angelo –. Contro una squadra forte e di qualità come il Venezia, giocare un tempo in dieci è stato molto difficile, ma i ragazzi hanno dato tutto. La squadra ha reagito bene e ha prodotto occasioni importanti».

Sul piano degli episodi, il tecnico non ha nascosto il suo disappunto: «Il rigore non lo posso accettare, chi ha giocato a calcio lo sa. Quando salti le braccia si allargano automaticamente. Sul secondo gol abbiamo commesso un errore evitabile. Il primo invece è arrivato su un’azione in cui eravamo in tanti sull’uomo che ha segnato, ma non siamo riusciti a contrastarlo bene».

D’Angelo è tornato più volte sul tema che ha caratterizzato negativamente l’annata dello Spezia: «Quest’anno la fase difensiva è stata deficitaria, questa è la grande differenza rispetto all’anno scorso. L’anno scorso eravamo la miglior difesa del campionato per distacco. Quest’anno abbiamo preso troppi gol, tanti evitabili, e questo ci ha penalizzato pesantemente. Abbiamo prodotto tanto, ma abbiamo sofferto troppo dietro».

Errori e autocriticaIl tecnico si è assunto le proprie responsabilità: «Ho sbagliato sicuramente anch’io, soprattutto all’inizio del campionato. Nella valutazione emotiva della squadra ho commesso degli errori. Certe ferite rimangono aperte e nei momenti di difficoltà fai più fatica a rimetterti in carreggiata. È un discorso che affronteremo a fine campionato».

A una giornata dalla fine, lo Spezia ha ancora una chance di evitare la retrocessione diretta, ma il destino non è più solo nelle proprie mani: «Due settimane fa, dopo la vittoria col Sudtirol, abbiamo detto che il nostro obiettivo era arrivare all’ultima giornata ancora con possibilità di salvezza. Ci siamo riusciti, nonostante un calendario durissimo contro Catanzaro e Venezia. Ora dobbiamo andare a Pescara e provare a vincerla. Poi vedremo cosa succederà sugli altri campi».

D’Angelo si è detto convinto che le altre partite saranno giocate con il massimo impegno: «Aquilani e Lombardo sono persone serie. Sono sicuro che Catanzaro e Sampdoria giocheranno per cercare il massimo risultato. Saranno partite vere. Noi però dobbiamo pensare prima di tutto alla nostra: fatichiamo a vincere le nostre partite, non possiamo perdere energie concentrandoci sugli altri».

Lo Spezia tornerà in ritiro già da martedì mattina per preparare al meglio l’ultima, decisiva trasferta di Pescara. «Ci dobbiamo credere – ha concluso D’Angelo –. Dobbiamo provare a vincere a Pescara e poi sperare che i risultati degli altri campi ci aiutino. La salvezza è ancora possibile». V.Debbia

 

 

 

 

 

 

 

Il Pescara si fa sfuggire due punti pesantissimi nel recupero contro il Padova, subendo il gol del pareggio all’ultimo minuto dopo aver dominato il secondo tempo e fallito un rigore. Al termine della gara, il presidente Daniele Sebastiani ha parlato ai 

microfoni

 di Rete8 con amarezza ma senza nascondere la realtà della classifica.

«Sembrava che si fosse messo tutto a posto – ha esordito Sebastiani –. A pochi minuti dalla fine il VAR ci assegna il rigore che abbiamo cercato per tutto l’anno, poi purtroppo lo sbagliamo e alla fine prendiamo addirittura la beffa. Quest’anno non ce n’è andata bene una, dico una».

Il presidente ha spiegato la scelta di far calciare il rigore a Russo, il più giovane in campo: «Insigne aveva un problema al ginocchio ed è rimasto in campo solo perché ha voluto. Non se la sentiva di calciare. Russo si è sentito di prenderlo, ha preso la palla in mano ed è andato sul dischetto. Purtroppo è andata male».

Con una giornata ancora da giocare, il Pescara conserva una flebile speranza di salvezza (qui tutti gli incastri): «C’è un piccolissimo spiraglio, ma proprio piccolissimo. Dobbiamo vincere noi contro lo Spezia perché ci sarà una partita con lo stesso filo di speranza del nostro. Dobbiamo vincere comunque, al di là di quello che faranno gli altri. Il Bari deve vincere a Catanzaro, ma prima di tutto dobbiamo fare il nostro risultato».

Sebastiani ha sottolineato la grande rincorsa fatta dalla squadra dopo un inizio di stagione molto difficile: «Abbiamo recuperato tanto svantaggio iniziale. Nelle ultime partite però abbiamo lasciato per strada una marea di punti. Potevamo essere già salvi, invece siamo qui a giocarci tutto all’ultima giornata. Abbiamo pagato qualcosa a livello di energia mentale».

Il presidente ha ammesso i limiti emersi nella stagione: «Nelle partite precedenti abbiamo lasciato tanti punti. Questa è una squadra che ha dato tutto per recuperare lo svantaggio iniziale. Purtroppo quest’anno non ci è girata bene nessuna situazione».

Ha poi voluto ringraziare il pubblico: «Voglio ringraziare ancora una volta il nostro pubblico, il dodicesimo uomo. Non è facile venire allo stadio quando magari ci sono solo 15-20 tifosi in trasferta. In partite come questa ne sarebbero venuti duemila».

Interpellato su una possibile programmazione in vista di un eventuale ritorno in Serie C, Sebastiani ha preferito non spingersi troppo in là: «Il campionato di Serie B non è ancora finito, l’ultima partita non ha ancora decretato i verdetti. Capite bene quanto sia difficile, soprattutto per una neopromossa come noi che non ha le potenzialità di tante altre società. Dietro di noi ci sono squadre come Spezia e Reggiana con proprietà molto importanti».

Ha comunque rassicurato i tifosi sulla continuità del progetto: «La società è lì, pronta a ripartire. Sono 18 anni che c’è e ha sempre fatto il possibile. Non si tirerà indietro nemmeno questa volta. Giochiamoci questa ultima chance, poi programmeremo il futuro».

Sul fronte infortuni, Sebastiani ha fornito un aggiornamento su Di Nardo: «Ha preso una botta dietro la schiena e non ce la faceva a correre. Ha preferito uscire per provare a recuperare per la prossima settimana».

Il Pescara chiuderà il campionato venerdì sera sul campo dello Spezia in una sfida diretta che potrebbe valere una stagione intera. V.Debbia

 

 

 

 

 

 

La Reggiana esce sconfitta dal derby contro il Modena e vede la retrocessione in Serie C sempre più vicina. Al termine della gara, l’allenatore granata Pierpaolo Bisoli ha parlato in conferenza stampa con tono realista ma battagliero, difendendo l’impegno dei suoi uomini e ammettendo i limiti di una stagione nata male.

«Dispiace, è una brutta sconfitta perché quando perdi i derby fa male – ha esordito Bisoli –. La partita era sporca e brutta, ma noi abbiamo creato tanto: abbiamo sbagliato quattro gol a porta vuota, preso un palo con Portanova e avuto diverse situazioni da gol. Loro hanno fatto due tiri e due gol. Evidentemente è un’annata storta».

Il tecnico ha sottolineato gli errori difensivi che hanno caratterizzato tutta la stagione («l’ennesimo gol preso con la palla alle spalle dell’ultimo uomo»), ma ha respinto l’idea che la squadra fosse passiva:«Abbiamo sbagliato gol facilissimi, ma non per mancanza di anima. Abbiamo dato tutto il cuore fino alla fine, anche per eccesso di generosità. Non si può imputare niente ai ragazzi sul piano dell’impegno e della dignità. Oggi hanno dimostrato di avere un’anima».

Con 34 punti dopo 37 giornate, la Reggiana è virtualmente retrocessa ma l'aritmetica non è ancora arrivata. Bisoli non nasconde la difficoltà della situazione, ma non vuole mollare: «Quando sono arrivato, con sei partite da giocare, nessuno credeva che saremmo arrivati a giocarci i playout. Abbiamo fatto quattro punti in una situazione di grande difficoltà. Io avevo detto che saremmo arrivati in fondo a giocarcela e così è stato. C’è una piccola speranza, un 5%, e ce la giocheremo fino in fondo. Ci metteremo la faccia».

L’allenatore ha spiegato le combinazioni necessarie per arrivare almeno ai playout (leggi qui tutti gli incastri), ma resta lucido: «Nel calcio tutto è possibile. Oggi il Monza si è giocato la Serie A, quindi perché noi non possiamo sperare in un regalo? Andremo a giocare con la Sampdoria dignitosi, poi a fine anno tireremo le somme».

Bisoli ha difeso alcune scelte di formazione (come il centrocampo con Belardinelli) spiegando di aver cercato di tenere il ritmo con giocatori di gamba, e ha invitato a non cercare colpevoli individuali: «Non andate a cercare i colpevoli. Guardate l’insieme della squadra. Abbiamo perso tanti duelli a sinistra, questo va analizzato, ma oggi i ragazzi hanno dato l’anima».

Sul piano personale, il tecnico si assume le proprie responsabilità: «Mi prendo le mie colpe, soprattutto per la partita col Pescara che abbiamo toppato. Ho cercato di accelerare i tempi per dare una scossa, forse dovevo essere più prudente e puntare su qualche 0-0 in più, ma il tempo era poco».

Al di là del risultato

, Bisoli rivendica di aver ridato identità e voglia di lottare a una squadra che, al suo arrivo, versava in condizioni critiche: «Da quando sono arrivato credo di aver ridato dignità a questa squadra e a un popolo che ha voglia di venire allo stadio e di lottare. Abbiamo giocato sei partite sempre con l’acqua alla gola, non è facile. I risultati non ci hanno premiato, ma la squadra c’è».

La Reggiana chiuderà la stagione in casa contro la Sampdoria. Per i granata resta solo una flebile speranza di playout, da inseguire con l’orgoglio e la dignità che Bisoli ha cercato di restituire al gruppo in queste ultime settimane. V.Debbia

 

 

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