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Ospitaletto
- Dopo la firma sul rinnovo, Mattia Guarneri ha affidato ai canali ufficiali dell'Ospitaletto
Franciacorta le sue prime dichiarazioni: "Sono
felicissimo di aver rinnovato con l'Ospitaletto Franciacorta. In primo luogo,
voglio ringraziare la società tutta, il Direttore Sportivo Paolo Musso,
mister Andrea Quaresmini e lo staff tecnico che
hanno reso possibile il prolungamento della mia esperienza qui. L'Ospitaletto
Franciacorta è una famiglia, è un ambiente in cui ci si trova bene e in cui
c'è l'ambizione di crescere. Dopo la bella stagione appena conclusa, in cui
tutti i giovani
hanno
trovato le migliori condizioni per esprimersi e si è raggiunta la
salvezza in Serie C, l'obiettivo comune resta la prosecuzione dei
miglioramenti personali e di squadra. Non vedo l'ora di rimettermi al lavoro
e colgo l'occasione per dare l'appuntamento ai tifosi: ci vediamo presto allo
stadio Gino Corioni". Un anno fa,
di questi tempi, prendeva il via questa rubrica dedicata ai numeri
della Serie C e alla loro interpretazione pratica con un editoriale sui
destini delle squadre promosse e retrocesse dalla terza serie. Allora eravamo
reduci da una stagione estremamente positiva per i quattro moschettieri
saliti in B – tutti salvi, con Cesena e Juve Stabia capaci di raggiungere i
playoff – e ai limiti del disastroso per quelle scese nell’inferno della
Serie D. Un anno dopo, cosa è cambiato? B come bene ma non
benissimo Stavolta niente gruppo
compatto e solo una squadra qualificata per i playoff, peraltro dall’ultima
posizione in griglia. La nota lieta è l’Avellino, che ha chiuso all’ottavo
posto anche grazie alla cura Ballardini ed è poi incappato nella furia del
Catanzaro nel primo turno degli spareggi promozione. Per gli irpini la
stagione del ritorno tra i cadetti è stata comunque positiva, dopo un avvio
zoppicante costato il posto a Biancolino, ma ora la
piazza si attende un ulteriore passo in avanti nelle ambizioni. Salve senza i
playout sia il Padova (che alla fine ha chiuso al decimo posto) che la Virtus Entella
(quattordicesima), ma entrambe hanno dovuto soffrire fino alla fine per
evitare situazioni rischiose. Chi, invece, non ce l’ha fatta è il Pescara,
affidato prima a Vivarini e poi a Gorgone. Gli
abruzzesi hanno scontato una prima parte di stagione da horror e non è
bastata una seconda metà da media playoff per evitare l’immediata
retrocessione. Pesa come un macigno, però, il rigore lasciato calciare al
baby Russo nel finale della sfida decisiva contro il Padova e che, di fatto,
ha spento le possibilità di rimonta con novanta minuti d’anticipo. Da notare
che anche le quattro neopromosse della stagione precedente (Mantova,
Carrarese, Juve Stabia e Cesena) hanno confermato la categoria: quasi la metà
delle partecipanti alla Serie B 2026/27 viene dalla C dell’ultimo biennio. D come difficoltà Lo scorso anno la Serie D si
rivelò fatale per ben tre squadre appena retrocesse (Fiorenzuola, Fermana,
Brindisi: tra queste solamente i pugliesi hanno immediatamente riconquistato
la categoria), col solo Guidonia Montecelio a riprendersi immediatamente il
professionismo e la neonata Alessandria capace di vincere subito il
campionato di Promozione. Quest’anno il doppio salto all’indietro lo ha fatto
soltanto il Messina, retrocesso sul campo per la prima volta nella sua storia
in Eccellenza ma con l’attenuante della pesante penalizzazione in classifica
che ne ha compromesso le speranze salvezza fin dal principio. Doppia
retrocessione anche per la Pro Patria, ma i bustocchi avevano ottenuto la
riammissione in C la scorsa estate, salvo poi ritrovarsi al punto di partenza
dodici mesi più tardi, al termine di una stagione ancora più disastrosa della
precedente. E le altre? Bene Legnago Salus e Union
Clodiense, rispettivamente seconda e terza nel girone C e protagoniste di una
finale playoff che ha sorriso ai veronesi solo in virtù del miglior
piazzamento in classifica. Maluccio Caldiero e Milan Futuro nel girone B, con
i veneti che hanno chiuso undicesimi dopo aver rischiato di farsi risucchiare
nella zona playout e i rossoneri solo quarti, mai in corsa per il primato.
Fuori dai playoff il Sestri Levante, sesto nel girone A. Chiudono il discorso
Taranto e Turris, lo scorso anno escluse a poche
giornate dal termine. A Torre del Greco il calcio si è fermato e ripartirà
questa estate, grazie all’acquisizione del titolo del Nola, con l’ambizioso
presidente Giuseppe Langella intenzionato a costruire una corazzata per
riportare i corallini in Serie C. A Taranto, invece, le uniche notizie
positive arrivano da quello stadio Iacovone, pomo
della discordia tra l’ex proprietario Massimo Giove e l’amministrazione
comunale. I lavori procedono a passo spedito e consegneranno un vero e
proprio gioiello alla città, ma sul campo la squadra (che ha giocato le gare
interne a Massafra) si è arresa al Bisceglie in campionato, per poi cedere al
Gladiator nella finale playoff di Eccellenza, al termine di una gara
contrassegnata dalle indegne scene di caccia all’uomo scatenate da alcuni
tifosi rossoblù al fischio finale. Il rischio per Taranto, indipendentemente
dalla categoria, è di ritrovarsi nella prossima stagione con uno degli stadi
più belli d’Italia ma chiuso dall’eventuale stangata del giudice sportivo. M.Ferri Grosseto - Sospiro di sollievo per il Grosseto, dopo le
preoccupazioni e i dubbi di queste ultime ore. Secondo quanto raccolto dalla
nostra redazione il club maremmano ha regolarizzato la sua posizione,
completando in serata l'iter per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie
C. R.B. Cosenza - Alle prese con la grana
stadio, in seguito alla decisione dell'amministrazione comunale di
non concedere il San Vito-Gigi Marulla, il Cosenza si
trova costretto a indidivuare in tempi stretti
(domani il termine ultimo) una nuova casa per ospitare le gare interne da
indicare nella domanda di iscrizione al prossimo campionato. Secondo le
informazioni raccolte dalla nostra redazione, il club silano avrebbe chiesto
di poter giocare al Tonino D'Angelo di Altamura. Respinta
invece la richiesta formulata al Catanzaro, per la disponibilità del
Ceravolo. N.D.Ferraioli |
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