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La Folgore Caratese del
patron Michele Criscitiello è al lavoro per presentarsi ai nastri di partenza
del prossimo campionato con una squadra strutturata, in grado di assorbire il
salto di categoria. E' notizia di oggi, il rinnovo del capitano Castellano. Adesso gli sforzi
verranno concentrati su quelli che saranno gli innesti, per rinforzare la
rosa di mister Belmonte. Secondo le informazioni
raccolte dalla nostra redazione, sul taccuino ci sono i nomi degli attaccanti Nepi (Perugia)
e Ravasio (Arezzo). Dal club
amaranto potrebbero arrivare anche il difensore Coccia e il
centrocampista Damiani. Per la mediana piace pure Corbari del Catania. R.Bonn Picerno - Il rinnovo
di Sergio Maselli col Picerno non è stato soltanto un atto formale, ma la conferma di
quanto il centrocampista sia diventato un punto fermo del progetto rossoblù.
A ribadirlo è stato anche il direttore generale Vincenzo Greco, che ha voluto sottolineare il peso specifico del classe
2001 all’interno del gruppo. Nel tracciare il profilo del
giocatore, Greco ha evidenziato soprattutto gli aspetti umani e professionali
che hanno convinto il club a prolungare l’accordo fino al 2028: “Sergio è un calciatore nel quale
crediamo molto. Anche nei momenti più complicati quest’anno ha dimostrato
serietà, dedizione e senso di appartenenza. Questo rinnovo è la naturale
conseguenza della fiducia che riponiamo nelle sue qualità e della volontà
condivisa di continuare insieme il nostro percorso”. Parole che raccontano un
rapporto costruito nel tempo, fatto di fiducia reciproca e di crescita
costante. Maselli, arrivato come giovane di prospettiva, si è trasformato in
un elemento affidabile, capace di garantire equilibrio, intensità e
continuità di rendimento. Il Picerno, che negli ultimi
anni ha puntato molto sulla valorizzazione dei profili emergenti, vede in lui
uno dei simboli della propria identità tecnica: un giocatore che interpreta
il progetto con convinzione e che rappresenta una base solida su cui costruire
la prossima stagione. V.Debbia Casertana - Alessandro Degli
Esposti, direttore sportivo
della Casertana, è intervenuto quest'oggi nella conferenza stampa di
fine stagione: "Oggi
è un atto dovuto da parte mia come rappresentante della società. Volevo
tirare una linea su questa stagione sportiva, fare un bilancio e mettermi a
disposizione per tutte le vostre domande e curiosità, sia su quello che è
stato sia su quello che ci aspetterà nella prossima stagione. Abbiamo
aspettato la fine dei playoff per avere un quadro completo e delineato di
tutto il percorso, in modo da iniziare a ragionare sul futuro già dai primi
giorni della prossima settimana. Sono a vostra completa disposizione". "Tra fine giugno e i primi di luglio il
lavoro era enorme. Non avevamo certezze su cosa saremmo riusciti a costruire
perché ereditavo tantissimi contratti dell’anno precedente. Prima di inserire
nuovi giocatori abbiamo dovuto fare molte uscite, e questo ci ha fatto
perdere tempo nella costruzione della squadra. In pochi credevano che saremmo
riusciti a mettere in piedi una macchina del genere. Io non ho mai dubitato,
ma ho lavorato in silenzio. Sapevo della bontà del progetto e avevo una
grandissima motivazione: dimostrare a me stesso e al Presidente di meritare
la seconda opportunità che mi aveva dato. Sentivo un enorme senso di
responsabilità verso di lui e verso la tifoseria. Abbiamo superato
grandissime difficoltà: la squadra è stata costruita nell’ultima settimana di
mercato, molti giocatori non avevano fatto il ritiro con noi e tra dicembre e
gennaio abbiamo avuto un’infermeria piena. A un certo punto contavamo i
giocatori per fare gli undici. Superato quel periodo, a primavera è cambiato
tutto. L’appetito vien mangiando e abbiamo capito di avere una squadra in grado
di fare qualsiasi cosa. Il campo lo ha dimostrato chiaramente, soprattutto
nei playoff. Contro la Salernitana, nonostante il doppio svantaggio e dopo
aver giocato malissimo i primi 60 minuti, siamo stati capaci di ribaltare la
partita in 110 minuti, segnando due gol in inferiorità numerica e andando a
comandare a Salerno. Su quel maledetto palo sono caduti i nostri sogni.
Analizzando il percorso con lucidità, questa squadra nel girone di ritorno è
stata tecnicamente alla pari con le big del girone, nonostante loro avessero
investito molto di più e avessero una storia più importante. Il calcio è
bello proprio per questo: conta quello che si vede sul campo. Siamo usciti
con l’amaro in bocca, e questo significa che abbiamo costruito qualcosa di
importante" "Cosa aspettarsi
per il futuro? Vivere bene in questa città mi aiuta tantissimo nel lavoro. Mi
sento apprezzato prima da un punto di vista umano e poi sportivo, e questo mi
mette nelle condizioni migliori. Dobbiamo ampliare e rafforzare una squadra
che ci ha dato certezze. Dobbiamo rappresentare una provincia e un popolo, e
non disperdere l’entusiasmo con cui abbiamo chiuso la stagione. Questa è la
priorità. Questa settimana la società è impegnata con l’iscrizione al
campionato. Dalla prossima settimana inizieremo a ragionare con il Presidente
sulle priorità della nuova squadra. Abbiamo già delle basi solide: Rocchi,
Pezzella, Bentivegna e Butic
sono legati con contratti triennali. Abbiamo anche Proia,
Kontek, Liotti, Vano e altri che rappresentano
fondamenta importanti, sia tecniche sia economiche. Sono un patrimonio per il
club. La mia priorità assoluta sono i giocatori in scadenza (5-6 elementi).
Da febbraio-marzo abbiamo già fatto proposte di rinnovo a tutti, con un
riconoscimento economico importante per quello che hanno fatto. Ho grande
riconoscenza e stima verso di loro. Ho detto chiaramente ai ragazzi che se
arriveranno opportunità in categorie superiori non metterò nessun ostacolo:
l’ambizione è figlia del lavoro. Mi dispiacerebbe però perderli a parità di
condizioni. Se riusciremo a mantenere il nucleo e lavorare in continuità, questa squadra può darci ancora grandi
soddisfazioni", "Coppitelli?
Non penso sia la scelta migliore per nessuno dei due continuare insieme.
Vogliamo costruire qualcosa di importante e secondo me abbiamo bisogno di un
allenatore con caratteristiche differenti, pur riconoscendo il buon lavoro
fatto da Federico e dal suo staff. Nello stesso tempo, credo che lui, per età
e capacità, possa meritare un percorso ambizioso in categorie superiori. Con
Federico la Casertana ha vinto una scommessa. Era giovane, con un ottimo
curriculum nel settore giovanile ma esperienze in prima squadra non
all’altezza delle sue qualità. Siamo stati bravi a valorizzarlo e lui ci ha
ripagato. La stagione è stata buona, ma la differenza tra buono e
straordinario è sottile. Abbiamo toppato in momenti chiave, soprattutto a
Latina (partita che poteva valere il secondo posto) e contro il Giugliano.
Quelle due gare hanno compromesso il nostro percorso playoff. Se dovessi dare
una colpa, la do prima di tutto a me stesso. Abbiamo perso 11 punti contro le
tre retrocesse: quando inizi a guardare con rammarico anche questi dettagli,
significa che siamo cresciuti e pretendiamo di più. L’asticella il prossimo
anno si alzerà naturalmente. Questo è un ambiente che vive di trasporto,
passione e orgoglio. Chi viene a Caserta deve sapere che deve fare qualcosa
di ambizioso. Per colmare il gap con club che hanno risorse molto superiori
possiamo contare solo su motivazione, dedizione, lavoro e forza di volontà". "Quale allenatore
corrisponde all’identikit ideale per questa squadra? Non è detto che il
mercato sia la soluzione di tutti i problemi. Per crescere serve anche
continuità di quello che di buono abbiamo costruito, senza disperdere
l’entusiasmo e la passione di questo ambiente. Abbiamo fatto un ottimo
percorso con un allenatore esordiente. Per il prossimo passo cercheremo una
figura con un grado di esperienza leggermente superiore, capace di fare un
calcio diverso, mi auguro migliore. Ho già comunicato la decisione a Federico
qualche giorno fa. Da lunedì prossimo inizieremo a ragionare con il
Presidente sul profilo del nuovo allenatore. Serviranno capacità e
motivazioni massime. Mangia è un allenatore importante, ma rispetto alle
scelte fatte negli ultimi anni penso che non serva che lo presenti io, è un
allenatore affermato ed è una scelta diversa da quelle fatte precedentemente.
Adesso vediamo con calma, abbiamo una decina di giorni di tempo per valutare.
È una scelta importante, chi è arrivato fino alla fine dei playoff avevano
guide tecniche importanti per la categoria". "Butic?
Io dico che è meglio una moglie bella ed invidiata di una moglie brutta che
non guarda nessuno. Noi non possiamo pensare di non avere giocatori forti che
non guarda nessuno. Ma sono stato chiaro con tutti: per noi sono patrimonio
tecnico ed economico. Butic è l'attaccante più forte
della categoria, sa legare ilgiocoe attacca la profondità. Faccio fatica
a pensare ad una Casertana senza Butic". V.Debbia |
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