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Salernitana - “Le vostre analisi partono dal passato, l’arco temporale dice che abbiamo vinto 2 partite nelle ultime sette. Ma sapete benissimo che stiamo avendo fuori calciatori determinanti. Ieri ho visto gare in cui al 90’ inserivano 3-4 calciatori di livello ed è cambiata la storia. Io invece credo che stasera abbiamo fatto di tutto per segnare e non ci siamo riusciti. Le prestazioni a mio avviso non sono mai mancate, soprattutto in casa. Solo a Siracusa mi sono arrabbiato. Purtroppo pesano i pochi gol: 0-0 con Cosenza e Crotone, 1-1 con Trapani e Potenza. I dati non si possono interpretare, ma dico che produciamo 7-8 occasioni a partita e non la buttiamo dentro. Loro hanno avuto una sola chance in 90 minuti, contro un avversario che ha elementi importanti per la categoria e che possono palleggiare bene contro chiunque. Il rigore sbagliato? Voglio rivedere la gara, ma non credo che abbiamo sbagliato gli atteggiamenti. Lo 0-0 condiziona i giudizi: non sono contento perché non sono arrivati i tre punti, ma loro si sono difesi e lanciavano la palla lunga pur avendo in rosa Garritano, Ricciardi, Kouan e Florenzi che sono giocatori forti davvero. Il loro palo nasce da un errore nostro e da una ripartenza, poi non ho contato parate di Donnarumma". Queste le parole in conferenza stampa del tecnico Giuseppe Raffaele.

Non manca qualche precisazione fatta con tono perentorio: "Loro hanno un’ossatura che viene dalla B e avevano un allenatore che oggi è primo in classifica. Noi vinciamo a Picerno dove soffrono tutti e nessuno dice niente, battiamo il Foggia con 13 tiri in porta, stasera creiamo 8 occasioni evidenti e non la buttiamo dentro. Noi creiamo, ma non facciamo gol. Non avere Inglese, il nostro bomber, pesa. Non è che cambio la formazione per sfizio: ho 23 giocatori nuovi, chi oggi è in testa l’anno scorso era quinto e sesto e ora primeggia perché è stato dato tempo. Qui sembra che non funziona niente, i ragazzi sentono la pressione e scendono in campo con meno scioltezza. Stiamo facendo il massimo e ciò che possiamo, ma se vogliamo vincere il campionato dobbiamo cambiare marcia. Ma a tutto c’è una spiegazione, mi sembra tutto molto evidente”.

Raffaele prosegue: “Non prendere gol rischiando pochissimo contro una squadra forte va considerato nelle analisi. Ci sono dinamiche di partita che richiedono cambiamenti, in passato ci capitava di ribaltare le partite sia restando a tre dietro sia con un sistema differente. A Siracusa abbiamo toppato sul piano dei duelli, il classico pomeriggio storto che capita. Stasera ho visto di nuovo certezze, abbiamo difensori che preferiscono giocare da quinti e ho abbassato Capomaggio per alzare Villa e Longobardi. Ci manca il gol, senza nulla togliere al Cosenza avremmo meritato la vittoria. Mercato? Servono tasselli, anche a causa di infortuni. Dopo Foggia ci siamo parlati e credo che ci sia volontà da parte di tutti di intervenire. C’erano alcune situazioni che non si sono chiuse per tanti motivi.Oggi Berra è stato sontuoso”. L.Esposito

 

 

 

 

 

 

 

La Triestina sta valutando il tesseramento di due giocatori spagnoli. Uno di questi è Albert Tolosa, centrocampista classe 2003 in forza al Sabbadel B. Nelle prossime ore attesa la decisione definitiva in merito. Ne danno notizia i colleghi di TrivenetoGoal.it. S.D.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dolomiti - Secondo quanto raccolto da TuttoC.comDaniel Frey, terzino classe 2002, è pronto a ritornare in Lega Pro. Il figlio d'arte è vicino al passaggio dalla Cremonese alla Dolomiti Bellunesi in prestito, dopo l'esperienza nelle passate stagioni con le maglie di Carrarese, Gubbio, Pro Vercelli e Pianese. R.Bon

 

 

 

 

 

La marcia inarrestabile del Vicenza non conosce ostacoli, soprattutto in casa dove è arrivata l’undicesima vittoria in altrettante partite giocate al Menti e la settima consecutiva di misura. Colpisce la concretezza estrema della squadra di Gallo, ormai un vero specialista fin troppo sottovalutato e avviato a grandi passi verso la seconda promozione di fila dopo quella quasi a fari spenti ottenuta qualche mese fa alla guida della Virtus Entella.

Va da che questa avrebbe un sapore diverso perché fin dall’estate tutti erano concordi nel ritenere i biancorossi come i favoriti indiscussi e si quanto sia difficile rispettare il pronostico, dovendo convivere con l’ingombrante peso delle aspettative. Undici punti di vantaggio a gennaio sono un margine rassicurante, la B può sfuggire solo con un clamoroso harakiri, anche se il recente rendimento del Brescia impone di non abbassare il ritmo per evitare spiacevoli sorprese. E dopo le delusioni degli ultimi anni è normale guardare alla per ora remota ipotesi playoff con giustificato terrore.

Da quattro giornate è cominciato un altro campionato per le Rondinelle e molti si pongono la domanda da un milione di dollari: con Corini in panchina da luglio al posto di Diana, adesso il distacco sarebbe stato lo stesso? Una risposta attendibile al quesito non c’è, anche perché da sempre il calcio è materia indecifrabile, la controprova non esiste e le facili conclusioni sono puntualmente smentite dai fatti. Va comunque sottolineato il grande impatto, tutt’altro che scontato, avuto dal tecnico nella terza esperienza bresciana.

Tre indizi fanno una prova: il Ravenna si è inceppato. Il titolo di campione d’inverno del girone B è già un ricordo sbiadito, cancellato dall’andamento a singhiozzi in questo inizio di 2026. Ora la vetta della classifica dista quattro lunghezze e l’Arezzo pare aver cambiato passo, in parte anche grazie agli acquisti mirati perfezionati in maniera tempestiva: Bucchi può già contare su elementi pronti e infatti non ha esitato a gettarli nella mischia, con risultati incoraggianti. Lo stesso non può dirsi per Marchionni, nonostante i progressi di Viola tra i migliori nel derby pareggiato col Forlì.

La corsa per il primato è ancora apertissima, ma il gap in termini di profondità della rosa e la solidità del progetto amaranto potrebbe pesare: un anno di anticipo nella programmazione fa tutta la differenza del mondo. Del resto non va dimenticato che il club romagnolo, per quanto molto ambizioso e ben strutturato, fino a sei mesi fa era in Serie D e probabilmente si è già spinto oltre palesando qualche limite congenito con l’esuberanza tipica di chi arriva dalla categoria inferiore.

Se negli altri due raggruppamenti i rapporti di forza cominciano a delinearsi, in quello meridionale domina l’incertezza. La giornata appena andata in archivio, nella quale si sono affrontate cinque delle prime sei, è stata la plastica dimostrazione dell’equilibrio dominante. Il Catania fa valere il fattore Massimino (10 successi e un pareggio), agganciando al comando il Benevento, stoppato dall’outsider Casertana. La Salernitana si fa stoppare dal Cosenza, sprecando un’altra occasione per accorciare.

Chi da tempo ha detto addio ai sogni di gloria è invece il Trapani, sprofondato in zona retrocessione per le vicende extra-campo e destinato a una lenta e dolorosa agonia verso gli inferi. Il vulcanico presidente Antonini rischia di passare alla storia, non per meriti sportivi ma per un triste record qualora la situazione già di per sé critica dovesse precipitare: essere escluso da due campionati nella stessa stagione.

M.Pieracci

 

 

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