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Lo Spezia ha ufficializzato in questi primi giorni di calciomercato l’arrivo in maglia bianca di un paio di giovani calciatori. Si tratta del difensore mancino Sganzerla (classe 2002) proveniente dal Bra e il centrocampista Bright (classe 2003) proveniente dall’Alcione Milano. SI tratta di due profili giovani interessanti che hanno già militato in serie C. Il direttore sportivo Angelozzi ha pronti altri colpi in entrata, ma il vero lavoro del dirigente aquilotto lo si vedrà nelle cessioni, quelle onerose che appesantiscono le casse sociali: siamo solo all’inizio.

 

 

Cristiano Sturlese

 

 

 

 

 

  

 

 

 L'esperto tecnico Michele Marcolini, ai microfoni di TuttoC.com, ha analizzato la nuova stagione di Lega Pro. 

Tra poche settimane inizieranno i ritiri. Come sarà questa partenza?
"Come sempre, al netto delle problematiche di qualche società, sarà un campionato competitivo, equilibrato e interessante fino in fondo".

Cosa pensa dell'elezione di Malagò alla presidenza della FIGC?  
"È un dirigente con grande esperienza, che ha lavorato molto bene in passato. Penso possa essere la giusta figura forte di cui necessita il calcio italiano". 

Cosa serve al nostro calcio per cambiare?
"Ci sono tante cose da esaminare e poi da cambiare. Malagò avrà un grande lavoro da fare ma non potrà portarlo avanti tutto da solo. Tutte le parti chiamate in causa dovranno dare una mano per far sì che il nostro calcio, adesso in grande difficoltà, possa tornare ai massimi livelli. E bisognerà avere un po’ di pazienza, ottenere tutto e subito è una possibilità difficile da immaginare. Anche se ci speriamo tutti".

In Serie C, comunque, si parte con una esclusione.
"Ormai, purtroppo, è una costante. Ogni anno salta qualche società. Per non parlare delle penalizzazioni inflitte durante la stagione. In serie C è davvero dura: poche strutture di livello, sempre meno disponibilità economica per gestire la società e tutto così diventa più complicato.
Credo che il presidente Marani e il suo vice Zola stiano facendo un ottimo lavoro dando, tra l’altro, grande visibilità alla serie C.
Purtroppo però per normalizzare tutto il movimento e avere tutte le società senza problemi ci vuole del tempo. I cambiamenti non avvengono da un momento all’altro, è un processo delicato". 

Sul campo, con l'arrivo di Bari, Pescara, Reggiana e Spezia, la C sa ancor più di B... 
"Se si pensa che a queste squadre si aggiungono piazze come Brescia, Catania, Salerno, Perugia e così via, ci si rende conto di quanto la terza serie sarà competitiva e appassionante".

In chiusura una domanda sul suo futuro.
"Sono in attesa di una chiamata. Mi manca il lavoro quotidiano con i ragazzi, vederli crescere e fare gruppo. La voglia di ripartire è tanta, vedremo cosa mi riserverà il prossimo futuro"

R.Bonn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Catania - La scelta di Emilio Longo racconta molto delle intenzioni del Catania. Il contratto pluriennale non rappresenta soltanto l'ingaggio di un nuovo allenatore, ma l'inizio di un percorso che punta a dare continuità a un progetto tecnico dopo una stagione conclusa con più rimpianti che soddisfazioni.

La società ha deciso di affidarsi a un profilo che conosce bene la Serie C e le sue dinamiche, preferendo un tecnico capace di costruire un'identità di gioco piuttosto che una soluzione destinata a produrre effetti immediati. Un segnale chiaro della volontà di programmare guardando oltre il breve periodo.

Un calcio aggressivo e un'identità ben definita - Il primo elemento che Longo porta in dote è la conoscenza della categoria. Le recenti esperienze in Serie C gli hanno permesso di maturare una visione concreta del campionato, fatto di equilibrio, intensità e continui adattamenti tattici.

Dal punto di vista tecnico, le sue squadre si sono contraddistinte per un calcio propositivo. Il 4-3-3 rappresenta il sistema di riferimento, con la possibilità di passare al 4-2-3-1 o ad altre soluzioni in base alle caratteristiche della rosa e all'andamento delle partite. Più che il modulo, però, contano i principi: pressione alta, recupero del pallone in zone avanzate e rapide verticalizzazioni sono gli elementi che caratterizzano il suo modo di interpretare il gioco.

Anche il centrocampo assume un ruolo centrale nelle idee di Longo. Gli inserimenti senza palla e la partecipazione offensiva dei mediani sono aspetti ricorrenti, così come la ricerca costante dell'ampiezza attraverso gli esterni. Un'impostazione che richiede ritmo, intensità atletica e disponibilità al sacrificio da parte di tutti gli interpreti.

Un'altra qualità riconosciuta al nuovo tecnico rossazzurro è la capacità di valorizzare i giovani e creare una competizione interna basata sul merito. Nelle esperienze precedenti ha spesso costruito gruppi compatti, premiando rendimento e applicazione quotidiana più che le gerarchie consolidate.

Il progetto passa anche dal mercato e dalla società - Per quanto le idee di Longo siano chiare, la loro riuscita dipenderà inevitabilmente dal lavoro del club. Un allenatore che basa il proprio calcio su pressing, intensità e transizioni veloci ha bisogno di una rosa costruita con criteri precisi, composta da esterni dinamici, centrocampisti di corsa e attaccanti capaci di attaccare la profondità.

Anche lo staff tecnico avrà un peso importante. La preparazione atletica e il lavoro quotidiano dovranno essere perfettamente allineati con i principi dell'allenatore, affinché il modello di gioco possa essere assimilato rapidamente.

L'altro tema riguarda la gestione delle aspettative. Il Catania arriva da una stagione in cui l'eliminazione ai playoff ha alimentato delusione e voglia di riscatto, fattori che inevitabilmente aumenteranno la pressione sull'ambiente. Proprio per questo il contratto pluriennale assume un significato preciso: la società sembra aver scelto di valutare il progetto nel suo complesso e non soltanto attraverso i risultati delle prime settimane.

Le basi per costruire un ciclo sembrano esserci. Longo porta entusiasmo, idee moderne e una conoscenza approfondita della categoria. Per trasformare queste qualità in risultati serviranno però coerenza nelle scelte di mercato, una struttura tecnica solida e la pazienza necessaria per consentire al progetto di svilupparsi senza inseguire esclusivamente l'urgenza del risultato immediato.Redazione TC

 

 

 

 

 

 Cosenza - La trattativa per il passaggio di proprietà del Cosenza tra Eugenio Guarascio Vincenzo Rota si è ufficialmente arenata. Dopo settimane di incontri, documenti scambiati e tentativi di mediazione, il confronto si è chiuso con un nulla di fatto. A confermarlo è la Gazzetta del Sud, che parla di una “parola fine” arrivata nelle ultime ore, nonostante i patti di riservatezza e il lavoro congiunto dei legali delle due parti, del commercialista Luca Di Donna e dell’avvocato Giuseppe Carratelli .

Il nodo dei debiti: nove milioni di euro sul tavolo - Secondo il quotidiano locale, uno dei punti più delicati sarebbe stato rappresentato dalla situazione debitoria del club, stimata intorno ai nove milioni di euro. La cordata interessata all’acquisizione avrebbe proposto inizialmente l’accollo di una parte dei debiti, per poi estenderlo all’intero ammontare, aggiungendo anche un bonus economico per Guarascio in caso di promozione in Serie B. Una formula che, però, non avrebbe convinto il presidente rossoblù, contribuendo al naufragio della trattativa .

Una ricostruzione parallela arriva da InfoOggi, che conferma l’allontanamento dell’ipotesi di cessione e parla di un nuovo rallentamento dopo l’invio dell’ennesima PEC da parte del gruppo Rota, accompagnata da un ulteriore accordo di riservatezza. La risposta sarebbe stata negativa, segnale di una distanza ormai difficile da colmare .

Secondo quanto riportato da TenTV e ripreso da InfoOggi, l’ostacolo principale non riguarderebbe il valore economico dell’offerta, bensì la composizione della futura compagine societaria. La proprietà del Cosenza avrebbe chiesto di conoscere in anticipo tutti i soggetti destinati a entrare nel nuovo assetto societario, considerandolo un requisito indispensabile per proseguire il confronto. Il gruppo Rota, invece, avrebbe ribadito di voler rendere noti gli investitori solo dopo la conclusione della due diligence, necessaria per presentare un piano industriale completo ai partner finanziari. Una posizione che non sarebbe stata ritenuta sufficiente per andare avanti .

Un clima di incertezza che pesa sulla piazza - La trattativa Guarascio-Rota si chiude dunque senza accordo, frenata da debiti ingenti, divergenze sulla riservatezza e soprattutto dalla richiesta di conoscere in anticipo la composizione della futura società. La cessione del Cosenza appare oggi più lontana, mentre la piazza resta in attesa di segnali che possano riportare stabilità e chiarezza sul futuro del club.

V.Debbia

 



 

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