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COMUNICATO STAMPA

 

SERIE C, SUPERATI PER LA PRIMA VOLTA TRE MILIONI DI SPETTATORI NEGLI STADI
Prosegue la crescita: +8% sulla scorsa regular season, +40% in tre anni

 

Firenze, 30 aprile. La regular season della Serie C Sky Wifi ha fatto segnare un nuovo boom di spettatori: per la prima volta è stata superata la soglia dei 3 milioni di presenze negli stadi di Serie C. Rispetto a due stagioni fa, un milione di persone in più segue la Serie C dal vivo sul 2023 (+40%), 200mila unità (+8%) rispetto al campionato 2024-25.

 

I dati – in costante crescita nell’ultimo triennio – testimoniano l’evoluzione della Serie C, sempre più visibile e appetibile, con il miglioramento della proposta televisiva che è stata capace di attrarre ulteriori spettatori (50 milioni reach totale su Sky e NOW, quasi 18milioni i contatti nelle gare Rai).

 

Numeri molto positivi anche in ambito digital: registrate oltre 275milioni di visualizzazioni sui canali Instagram, Facebook e TikTok di Serie C, il triplo rispetto alla scorsa stagione. L’ incremento della fanbase è stato di 75mila utenti nell’ultimo anno. Oltre 12 milioni le views dei contenuti su YouTube. Ottimo esordio per il nuovo sito seriec.com: 80mila visualizzazioni nel primo giorno.

 

 

 

 

 

 

Foggia - Il giorno dopo la retrocessione in Serie D, in casa Foggia è tempo di analisi e riflessioni. A parlare è Gianni Pirazzini, storica bandiera rossonera, che ha commentato il momento del club in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport Puglia, soffermandosi sulle cause del tracollo e sulle prospettive future della società."La retrocessione del Foggia in D è una ferita profonda, non solo calcistica ma anche emotiva", ha spiegato Pirazzini, sottolineando il peso che una discesa nei dilettanti rappresenta per una piazza storica e passionale come quella pugliese.

Secondo l’ex capitano, le radici della crisi vanno ricercate molto prima del verdetto finale maturato sul campo: "Retrocedere non nasce adesso. Questa retrocessione nasce già da luglio scorso, quando si è cominciato il ritiro precampionato a Trinitapoli. Al mare, e non in collina. Non sto dicendo che altrove ci fossero soluzioni migliori, ma certi dettagli raccontano molto".Come evidenziato dal Corriere dello Sport Puglia, Pirazzini ha posto l’attenzione soprattutto sulla mancanza di una struttura solida e di una visione tecnica chiara, elementi che a suo giudizio hanno inciso in modo determinante sul rendimento stagionale. "Nel calcio moderno non basta investire. In Serie D servono programmazione, competenza e persone che conoscano la categoria. È l’unica via vincente". L’ex bandiera rossonera ha poi rimarcato come la caduta del Foggia non sia soltanto un problema sportivo, ma anche sociale: "Sprofondare fuori dai professionisti è un problema anche sociale. Foggia vive di calcio, e quando una realtà del genere perde il professionismo ne risente tutto l’ambiente".

Infine un messaggio rivolto al futuro, con l’auspicio di una ripartenza immediata e organizzata: "Serve ripartire bene, con serietà e idee precise. Una piazza come Foggia non può restare a lungo in questa categoria".

 L.Salvini

 

 

 

 

 

 

 

 

Monopoli - Come evidenziato dal Corriere dello Sport Puglia, Pirazzini ha posto l’attenzione soprattutto sulla mancanza di una struttura solida e di una visione tecnica chiara, elementi che a suo giudizio hanno inciso in modo determinante sul rendimento stagionale. "Nel calcio moderno non basta investire. In Serie D servono programmazione, competenza e persone che conoscano la categoria. È l’unica via vincente". L’ex bandiera rossonera ha poi rimarcato come la caduta del Foggia non sia soltanto un problema sportivo, ma anche sociale: "Sprofondare fuori dai professionisti è un problema anche sociale. Foggia vive di calcio, e quando una realtà del genere perde il professionismo ne risente tutto l’ambiente".

Infine un messaggio rivolto al futuro, con l’auspicio di una ripartenza immediata e organizzata: "Serve ripartire bene, con serietà e idee precise. Una piazza come Foggia non può restare a lungo in questa categoria".

Sul campionato:"Quando si cambia è normale avere qualche timore e preoccupazione. Abbiamo modificato quattro titolari, con l'obiettivo di ridurre il monte ingaggi e costruire una squadra più giovane, e direi che ci siamo riusciti. Le perplessità iniziali erano comprensibili, ma va dato grande merito all'allenatore e ai ragazzi, che nel girone di ritorno hanno dimostrato un forte attaccamento alla maglia. I risultati lo confermano: nonostante le cessioni, nella seconda parte di stagione siamo riusciti a fare anche qualcosa in più rispetto all'andata".

Sulla sinergia con il mister Colombo: "Credo che i ragazzi abbiano recepito al meglio le indicazioni del mister. Le scelte che facciamo sono sempre condivise con l'allenatore: in questo lavoro la sinergia è fondamentale e, avendo vissuto anche il ruolo di tecnico, so quanto sia determinante per ottenere risultati. Il Monopoli ha disputato due grandi campionati. È vero che negli occhi di tutti resta il terzo posto della scorsa stagione, ma questo è stato probabilmente il torneo più difficile degli ultimi anni, con le squadre favorite che hanno rispettato i pronostici. Confrontarsi con realtà come Catania, Crotone, Benevento o Salernitana, che hanno risorse importanti, non è semplice: noi dobbiamo sopperire con organizzazione e competenze. Quando riusciamo ad andare oltre le aspettative, significa che il lavoro è stato fatto bene". L.Salvini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arezzo - Il presidente dell’ArezzoGuglielmo Manzo, è intervenuto nel podcast Inside Up di Atlantide ADV all’indomani della promozione in Serie B, conquistata a distanza di 19 anni dall’ultima apparizione tra i cadetti. Un traguardo importante, che per il numero uno amaranto rappresenta però solo l’inizio di un nuovo percorso.

"La cosa più bella è essere riusciti a muovere una città intera. Vedere tanti bambini, tante famiglie, non solo allo stadio ma anche in giro a festeggiare. Questo era il primo obiettivo che ci eravamo posti. Oggi è una bella soddisfazione vedere la gente intorno all’Arezzo".

Manzo ha poi ripercorso il cammino degli ultimi anni, sottolineando la promessa mantenuta dopo il suo arrivo al club: "L’emozione vera che vivo è quella della serenità, quella di aver promesso un qualcosa sei anni fa che finalmente sono riuscito a mantenere. Non era scontato, in tre anni dalla D alla B. Credo sia un percorso difficilissimo da fare".

Il presidente ha ammesso di aver vissuto con grande tensione il finale di stagione, pur cercando di trasmettere calma all’ambiente: "Dentro bruciavo, come tutti quanti. La parola d’ordine primaria è stare tranquilli e sereni e andare avanti. Adesso ci stiamo rendendo conto, dai messaggi che arrivano, che l’abbiamo fatta grossa stavolta".

Tra i momenti più delicati, Manzo ha ricordato il confronto con la squadra dopo alcuni risultati negativi: "Dopo Ascoli e San Benedetto ho riunito i ragazzi e ho detto: abbiamo finito i giochi, basta. Vogliamo essere ricordati come quelli che hanno perso un campionato con dieci punti di vantaggio o come quelli che portano l’Arezzo in Serie B dopo vent’anni?".

Il numero uno amaranto guarda però già oltre la promozione: "In qualche intervista avevo detto sempre: la B deve essere di passaggio. Se oggi faccio passare il messaggio che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, dico una bugia. Cerchiamo di rimanerci per cominciare a costruire il sogno. La B è importante, ma il sogno che ho dentro è un altro: voglio vedere finalmente questo club tra i primi venti d’Italia".

Come modello di riferimento, Manzo ha indicato l’Atalanta: "Stavamo nella stessa categoria. In questi vent’anni loro hanno vinto una coppa europea, hanno fatto la Champions. Hanno programmato, si sono costruiti lo stadio. Bisogna sempre avere degli esempi per poi superarli".

Infine il capitolo stadio, con un annuncio significativo sul futuro del club: "Domani alle 9 ci sarà l’atto ufficiale per l’acquisizione dello stadio. I lavori partiranno subito: prima fase con spostamento del campo e demolizione della curva nord e della tribuna maratona. L’investimento complessivo è di 48 milioni di euro".

Manzo ha concluso con un pensiero personale sul rapporto con la città: "Ho ricevuto molto di più rispetto a quello che fino ad oggi ho dato. Arezzo è una città storica, fatta di gente che vuole le cose fatte bene. Io sono diverso da quello di sei anni fa: questo cambiamento non è stato solo calcistico, è stato anche come uomo".

L.Salvini

 

 

 

 

 

 

 

Con la trentottesima giornata del Girone A in archivio, TuttoC.com vi mostra la Top 11 del turno appena terminato, ultimo della regular season.

PORTIERE

Filippo Doldi (Pergolettese): tornato titolare per l’ultima dell’anno, para un rigore sotto la curva, per poi chiudere la sfida da imbattuto.

DIFENSORI

Luca Ferri (Giana Erminio): una rete bellissima che manda i lombardi dritti dritti ai playoff. Una fucilata di controbalzo per sbloccare il match, senza dimenticare gli zero gol al passivo.

Salvatore Boccia (Arzignano Valchiampo): i suoi cross sono decisivi per piegare la resistenza della Pro Vercelli e qualificare, così, i veneti agli spareggi promozione. Due assist per continuare a sognare.

Daniel Ciappellano (Alcione Milano): un’inzuccata di capitale importanza, perché sblocca la sfida con l’Albinoleffe, indirizzando i suoi verso i playoff. In difesa, inoltre, aiuta i compagni a non subire reti.

CENTROCAMPISTI

Armand Rada (LR Vicenza): si sta conquistando un posto in B, in quest’ultimo periodo, a suon di gol e prestazioni. A Trieste arriva una doppietta di grinta e carattere, stesse caratteristiche essenziali per fare la voce grossa in mezzo al campo.

Luca Roversi (Pergolettese): prima ne fa segnare uno, poi ne sigla uno direttamente lui. Prima rete e primo assist stagionali sui titoli di coda.

Andrea Delcarro (Renate): stagione strepitosa, con 6 reti e 8 assist in regular season. L’ultima perla contro la Pro Patria, una rasoiata in diagonale da fuori direttamente all’angolino.

ATTACCANTI

Claudio Morra (LR Vicenza): una gran tripletta nella goleada triestina. Già questo basterebbe per essere il migliore della settimana. Se poi ci aggiungi che una delle reti è segnata in rovesciata e che sigla anche due assist, capisci che è difficile trovare una prestazione migliore da parte di chiunque nel corso di tutta la stagione.

Valerio Crespi (Union Brescia): settima rete in 14 partite, praticamente una ogni due gare giocate. Questa è la terza nelle ultime 5 gare, che consentono ai lombardi di ottenere il secondo posto, vitale in chiave playoff. La traversa gli nega la doppietta, siglerebbe anche un grande assist che però non va a buon fine.

Gennaro Anatriello (Lumezzane): un gol e un assist nel poker alla Virtus Verona. Per i valgobbini la speranza che possa continuare il suo bell’aprile anche nei playoff.

Kevin Bright (Alcione Milano): una cavalcata micidiale, partita dalla propria trequarti, arrivando fino al gol che chiude il derby e regala agli arancioni i playoff. Chapeau.

ALLENATORE

Fabio Gallo (Vicenza): i berici chiudono in trionfo con ben sei reti in casa della Triestina. Molto bene anche Cremonesi da vice a mister al comando della Pergolettese che schianta a sorpresa il Lecco e il duo Cusatis-Di Donato che volano ai playoff.

S.Donzella

 

 

 

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