26 anni


 

 

NOTIZIE TUTTALAC

 

 

     

 

Spezia - Con la presentazione ufficiale dei giorni scorsi, Guido Angelozzi si è ufficialmente insediato nello Spezia col ruolo di direttore sportivo, firmando un contratto triennale che lo legherà alla società aquilotta. Adesso nella settimana entrante, il primo dovere: dare un allenatore alla società ligure. Il candidato dovrebbe uscire da una corsa a tre: Gorgone, Caserta e una sorpresa. Tramontato Turati, passato al Catanzaro, i nomi dei candidati sembrano rimanere questi.

Intanto tra le tante scadenze e manovre del neo direttore sportivo, quelle delle numerose uscite di calciatori per tagliare il budget, imposto dalla proprietà americana di Tom Roberts, e presidente Charlie Stillitano.

A livello logistico, sembra ormai ufficiale la data del ritiro precampionato. La formazione aquilotta alloggerà nella vicina Lunigiana a Pontremoli (MS) per due settimane, a partire dal 10 luglio circa per fermarsi un paio di settimane, per poi continuare il periodo di precampionato a Follo, quartier generale spezzino.

 

 

Cristiano Sturlese

 

 

 

 

 

Albinoleffe - Dopo l’annuncio ufficiale del suo arrivo in blucelesteLeonardo Stanzani ha rilasciato le sue prime impressioni attraverso il comunicato dell’AlbinoLeffe. L’attaccante classe 2000 ha raccontato le sensazioni avute al primo contatto con l’ambiente e le aspettative in vista della nuova stagione.

Queste le sue parole. “Dalla prima visita dell'AlbinoLeffe Campus traggo grande entusiasmo e sensazioni molto positive: fosse possibile, ancor più in un Centro Sportivo del genere, vorrei iniziare la stagione già domani.

Obiettivi? L'AlbinoLeffe, storicamente, ha sempre allestito rose competitive: sono convinto ci sarà l'opportunità di fare bene anche in questa stagione.

Anche perché in tanti mi hanno parlato bene di questa realtà, della quale – peraltro – conosco già diversi ragazzi della rosa di Prima Squadra, come Andrea (Mandelli, ndr), con cui ho condiviso un'annata a Carpi, Gabriele (Boloca, ndre Alessandro Lombardi

V.Debbia

 

 

 

 

Bari - La Curva Nord del San Nicola porta ufficialmente il nome di Igor Protti. Nel tardo pomeriggio, durante la cerimonia di intitolazione, il sindaco Vito Leccese ha sottolineato il significato profondo del gesto dedicato a uno dei simboli più amati della storia biancorossa.

«Da oggi in poi, ancora di più, chi varcherà questa soglia raccoglierà i valori di Igor», ha dichiarato Leccese, evidenziando come il legame tra Protti e la città continui a vivere proprio nel settore che più di ogni altro ha alimentato quel rapporto speciale

V.D.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciro Ginestra, ex tecnico del Guidonia Montecelio in cerca di un nuovo progetto, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per commentare il momento attuale del calcio italiano, reduce dalla elezione in FIGC di Giovanni Malagò.

Cosa pensi delle nuove elezioni?

«Credo che Abodi sia la persona giusta per la ripartenza e la rifondazione del nostro calcio. Abbiamo attraversato anni difficili e penso che, per conoscenza e competenza, sia la figura adatta. Speriamo che tutto vada per il meglio».

Abodi potrà portare una trasformazione anche in Serie C?

«Sicuramente potrà portare una trasformazione anche in Serie C. Cosa può cambiare nel calcio? Non lo so con precisione, ma qualcosa cambierà, perché abbiamo toccato pagine brutte, come la mancata qualificazione al Mondiale. Mi auguro che ci sia davvero qualcosa di diverso. Il calcio deve essere ripensato. Serve programmazione, serve lavorare bene e serve avere idee chiare. Abbiamo commesso tanti errori in passato e oggi il margine di errore è molto basso. Bisogna ripartire in modo serio e corretto».

Il calcio e i giovani: cosa serve davvero?

«Bisogna credere nei giovani. Serve programmare bene i settori giovanili, investire, mettere istruttori preparati e lavorare con serietà. I Del Piero, i Totti, i Maldini non esistono più: per tornare a quel livello bisogna investire e, soprattutto, farli giocare. Avere il coraggio di rischiare».

Il prossimo anno si parte con due squadre scomparse: Ternana e Rimini. Che idea ti sei fatto?

«Spero che non si ripetano situazioni come quelle di Ternana e Rimini. Sono episodi spiacevoli, soprattutto a campionato in corso, perché nel calcio ci lavorano tante persone, famiglie intere. Il calcio deve essere sano, pulito e onesto fino alla fine».

Cosa serve perché il nostro calcio torni al top?

«Serve serietà. Serve lavorare bene, avere idee giuste, investire nei settori giovanili e avere coraggio. E poi bisogna lasciare lavorare chi è stato scelto: non si possono dare giudizi dopo due mesi. Il calcio italiano va rifondato e va aspettato».

Come valuti il tuo anno al Guidonia Montecelio?

«È stato un anno e mezzo di buon lavoro. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati: il primo anno abbiamo vinto e fatto la finale di Coppa Italia, il secondo abbiamo ottenuto una salvezza tranquilla con tre giornate d’anticipo. Sono molto soddisfatto».

Cosa lasci là?

«Abbiamo lasciato un’eredità importante. Siamo arrivati a sette punti dalla prima in Serie D e, insieme al mio staff, ai calciatori e alla società, abbiamo fatto un grande lavoro. Mi ritengo soddisfatto dell’anno e mezzo vissuto lì».

R.Bon

 

 

 

 

 

 

 

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Editoriale di oggi che si apre con una riflessione sulla Scafatese, piacevole realtà del calcio campano che ha stravinto a suon di record il campionato di serie D mostrando una netta superiorità rispetto a una concorrenza comunque piuttosto agguerrita. Nessuno disconoscerà mai la competenza e la forza economica di una proprietà che non ha alcuna intenzione di nascondersi e che pare non voglia accontentarsi di una tranquilla salvezza in un girone comunque di fuoco come quello meridionale, tuttavia bisogna sempre ricordarsi che una neopromossa incontra sempre difficoltà quando passa dal dilettantismo al professionismo e che ogni organico va adeguato alla categoria d’appartenenza. Ben vengano i rinnovi dei protagonisti del grande salto, ci mancherebbe, ma il direttore sportivo Pietro Fusco dovrà individuare in tempi ragionevolmente brevi sia profili d’esperienza per la Lega Pro, sia giovani di prospettiva che abbiano fame ed entusiasmo. Confermare troppi calciatori dell’ossatura di base sarebbe un rischio, in alcuni casi purtroppo sentimentalismi e riconoscenza vanno messi da parte a favore della concretezza. Restando nel raggruppamento C facciamo un grande in bocca al lupo a Pierpaolo Marino che è il nuovo direttore generale del Bari. Una piazza che oggi, con commozione, ha ricordato un idolo indiscusso come Igor Protti e che a lui vuole dedicare la curva Nord del San Nicola e l’immediato ritorno in cadetteria dopo una retrocessione cocente, inattesa ma ahinoi meritata. La famiglia De Laurentiis, consapevole di aver chiuso con buona parte dell’ambiente e a caccia di investitori economicamente solidi, si affida al primo condottiero del Napoli Soccer, quello che riuscì in due anni a riportare gli azzurri in B ponendo le basi per quel ciclo vincente sfociato nel tempo in una serie di incredibili successi. Pur fermo da un po’ di tempo, Marino resta sinonimo di competenza, ma dovrà dimostrare di essere pronto per una categoria nella quale non si affaccia da quasi 20 anni e nella quale blasone, pubblico e risorse economiche non sono sempre sufficienti. Per informazioni chiedere a Catania e Salernitana, due super piazze che sperano di riscattare le cocenti delusioni degli scorsi playoff.

 Facendo una panoramica generale, è evidente che il mercato sia ancora piuttosto fermo e che si attendano periodi migliori per mettere a segno qualche grande colpo. La riforma del calcio italiano non può non partire dalla consapevolezza che la C è un vuoto a perdere e che non ci sono più presidenti disposti a svenarsi per portare avanti una società di calcio. E così, anche per avere qualche contributo in più, in tanti daranno spazio a giovani di prospettiva che sfrutteranno la vetrina della terza serie per convincere addetti ai lavori, agenti e dirigenti a investire su di loro. Ci sono realtà, però, dove vincere è quasi un obbligo morale. Cittadella, Brescia, Spezia, Reggiana, Pescara, Catania, Salernitana, Bari, senza dimenticare che Novara, Pro Vercelli, Cosenza, Crotone, Lecco, Treviso, Livorno, Perugia e Carpi hanno trascorsi in categorie superiori e il pubblico si attende un salto di qualità rispetto a un recente passato spesso contraddistinto da retrocessioni o tornei di assestamento. Una riflessione finale sulla Reggina che, oggi, è passata ufficialmente nelle mani di Claudio Lotito. A Bari la lotta contro la multiproprietà prosegue senza sosta, al punto che anche l’amministrazione comunale si è schierata al fianco degli ultras chiedendo alla proprietà di cedere al miglior offerente. A Salerno, però, la presenza del patron della Lazio (abbinata all’ottimo lavoro del cognato Marco Mezzaroma e del direttore sportivo Angelo Fabiani) ha consentito ai granata di passare dalla D alla A in meno di dieci anni, con bilanci a posto, nuove infrastrutture, il cavalluccio marino sul petto e due coppe in bacheca. Saremo ripetitivi, ma poniamo il consueto interrogativo al neo eletto presidente della FIGC: in un calcio contraddistinto da fallimenti, penalizzazioni, classifiche stravolte, caos plusvalenze e tanti altri scandali si può mai pensare che il problema sia un imprenditore talmente facoltoso da poter gestire due società, negando finanche agli affini di portare avanti un percorso sportivo?  

L.Esposito



 

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