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Pesaro, A pochi giorni dall’inizio della
preparazione il mercato biamcorosso si muove di
poco, piu che altro con le uscite. Salutano
Paganini e Bove (dal rientro dal prestito) passati al Treviso e Orellana ad
un passo dal Ravenna. Pozzi il portiere dei miracoli viene ceduto al Venezia
come era stato accordato. Il mercato in uscita potrebbe riguardare anche
Vezzoni (Inter Next Gen
interessata), Zoia e Machin. Sul fronte arrivi a
parte i ritorni dai prestiti di Gambino, Giorgini, il primo nome in entrata è
quello di Dell’Acquila dal Torino (quest’anno a Ponrtedera), Voci di mercato danno qualche trattativa
provata con qualche giocatore di spessore per dare esperienza alla giovane
Vis che vedremo quest’anno. Reggiana - È il momento dei saluti per Jacopo Furlan: il portiere classe 1993 lascerà
infatti a breve il Lecco dopo due stagioni e nonostante un
accordo in essere fino al 2027. Come raccolto dalla nostra redazione l'estremo
difensore inizierà una nuova avventura nella Reggiana e con il club granata firmerà un contratto di durata
biennale. L.E. Catania - - L’arrivo
di Emilio Longo sulla panchina del Catania segna l’inizio di un nuovo ciclo tecnico. Il mister, presentato
alla stampa, ha illustrato con chiarezza la propria visione: un calcio
dominante, identitario, coraggioso, costruito su principi solidi e su una
cultura del lavoro che non ammette scorciatoie. Ringraziamenti e prime sensazioni:
«Sono qui grazie ai miei calciatori» Longo ha aperto la conferenza
con un pensiero rivolto al passato recente: «È doveroso ringraziare la
famiglia Vrenna, il presidente e il direttore
generale per il supporto nei due anni trascorsi. Ringrazio i miei calciatori:
se oggi rappresento un club così importante è grazie alla loro disponibilità
e dedizione. Il gioco che abbiamo espresso ha attirato l’attenzione di una
società come il Catania, che mi dà la possibilità di guidare questi colori
verso traguardi ambiziosi». Filosofia di gioco: «Dominare gli
avversari, palleggiare, destabilizzare. Ma senza giudicare il passato» Il nuovo tecnico ha chiarito
subito la propria identità calcistica: «Condividiamo un’idea di calcio che
punta a dominare gli avversari, palleggiare, sapere quando attaccare in
velocità e quando farlo attraverso il possesso. È ciò che avete visto negli
ultimi anni quando sono venuto qui da avversario». Nessuna contrapposizione con
il lavoro precedente: «Non giudicherò mai ciò che è stato fatto prima. Nel calcio
si può vincere in tanti modi. Ho grande stima per Mimmo Toscano e gli auguro
il meglio». La rosa: «Valuterò tutti. Nessun
pregiudizio, nessuna esclusione preventiva» Longo ha ribadito che ogni
elemento sarà valutato con attenzione: «Nei prossimi 10-15 giorni valuterò
tutti. Se dicessi oggi che servono tre o dieci giocatori, significherebbe che
ho già deciso chi non farà parte del progetto. Non sarebbe leale». Sulla transizione tattica:
«Se prima si giocava a tre e ora probabilmente a quattro, è una questione di
sovrannumero, non di giudizio. Valuterò tutto senza preclusioni». Donnarumma
e Casasola: «Nessuna preclusione. Vedremo la loro disponibilità» «Casasola due anni fa ha
giocato a quattro a Terni. Vedremo se potrà farlo anche qui. Vale lo stesso per
Donnarumma. Fra due settimane avremo un quadro più
chiaro». Preparazione e caldo: «Ci temprerà.
Pensiamo a ciò che abbiamo, non a ciò che manca» Il tema delle alte
temperature non preoccupa il mister: «Il 23 agosto farà caldo allo stesso
modo. Questi 14 giorni ci tempreranno». Poi la descrizione del
metodo: «Abbiamo strutturato il lavoro nel modo migliore: briefing mattutino,
colazione, palestra allestita dalla proprietà, primo allenamento, pranzo
insieme, recupero, secondo allenamento e cena. Non ci alleneremo al Cibalino perché non è nelle condizioni ideali. Lavoreremo
allo stadio, che è in ottima forma». E un messaggio chiaro alla
piazza: «Pensiamo a ciò che abbiamo, non a ciò che manca. Il 90% delle
squadre di Serie C farebbe la fila per allenarsi qui». Identità Catania: «Coraggio di Sant’Agata, cura dell’elefante. La storia non è una zavorra» Longo ha mostrato grande
sensibilità verso la città: «La fama di questa città c’è stata prima di Longo
e ci sarà dopo Longo. Io devo meritarla. Vorrei che la squadra avesse il
coraggio di Sant’Agata e che io avessi la cura dell’elefante, simbolo della
città». E ancora: «La storia non deve
essere una zavorra, ma un elemento che velocizza la vittoria. Non prometto il
domani: prometto ciò che faccio oggi per migliorare la squadra». Zoccolo duro e ringiovanimento:
«Giovani e vecchi? Conta la mentalità» «Mi auguro che lo zoccolo
duro sia anche più ampio dei cinque nomi citati. Il ringiovanimento non deve
essere solo anagrafico, ma mentale: ci sono giovani vecchi nella testa e
vecchi giovani nella testa». Possibili innesti dal Crotone: «Vedremo
cosa dirà il mercato» «Ho allenato calciatori
disponibilissimi, che ringrazierò sempre. Alcuni possono ambire a campionati
importanti. Vedremo cosa dirà il mercato». Identità tattica: «Umiltà in non
possesso, ambizione nel gioco. Niente scorciatoie» «Mi immagino un Catania umile
e ambizioso. L’umiltà nella fase di non possesso: recuperare subito palla,
andare a prendere gli avversari con coraggio. L’ambizione nel raggiungere il
risultato attraverso il gioco, senza scorciatoie». Sulla costruzione dal basso:
«Non sarà fine a se stessa. Se ci pressano uomo su uomo, verticalizzeremo. Se
ci aspettano, palleggeremo. Non chiedo cose difficili: esistono cose che si
sanno fare e cose che si vogliono fare». Settore giovanile: «Sarò presente agli
allenamenti. Voglio che sognino la maglia del Catania» «Sarò presente agli
allenamenti di Under 18 e Primavera. Vorrei organizzare amichevoli
settimanali utili alla crescita. Mi auguro che i ragazzi del settore
giovanile sognino di giocare nel Catania, non di andare via». Il caso Foggia: «Non ho mai dato alcuna
parola. Il Catania mi ha convinto con la modalità del colloquio» Il passaggio più atteso della
conferenza riguarda la voce circolata nei giorni precedenti su una presunta
promessa al Foggia. Longo è stato chiarissimo: «Non ho dato nessuna parola e
non ho fatto nessuna intervista in quella realtà. In quel momento ero sotto
contratto con il Crotone: per rispetto alla famiglia Vrenna
non avrei mai rilasciato dichiarazioni senza l’ufficio stampa». Poi la spiegazione del perché
ha scelto Catania: «Mi è piaciuta la modalità del colloquio: molto
anglosassone, profondo, non solo tecnico. Il convincimento è facile: ti cerca
Catania, ti cerca il meglio possibile, ti cerca una società che avrà uno dei
migliori centri sportivi d’Italia. Catania oggi è il meglio che un allenatore
possa aspettarsi, non solo in Serie C» Valeria Debbia |
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