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Brescia - Dopo la finale persa ad Ascoli, mentre la delusione per la
mancata Serie B attraversa la città e le migliaia di tifosi che avevano
riempito il Rigamonti per seguire la partita sul
maxischermo, la sindaca Laura Castelletti ha diffuso una
nota che tiene insieme rammarico e orgoglio. Un messaggio che non si limita
al risultato, ma che rivendica il percorso compiuto dall’Union
Brescia nel suo primo anno di vita. Castelletti parla di “amarezza
inevitabile” per un traguardo sfumato a un passo, ma sottolinea come la
stagione abbia riportato entusiasmo attorno al calcio cittadino,
ricompattando una comunità che dodici mesi fa vedeva un futuro incerto. La
sindaca ringrazia società, staff, giocatori e tifosi per aver accompagnato
una cavalcata capace di riaccendere l’identità sportiva bresciana, ricordando
come “il valore del percorso resti intatto anche quando il risultato non
premia gli sforzi”. Nella sua riflessione,
Castelletti rimarca il salto compiuto dal club: da un’estate segnata dalle
incognite alla possibilità concreta di giocarsi la promozione fino all’ultimo
minuto. Un’evoluzione che, secondo la prima cittadina, merita “rispetto e
riconoscenza” e che deve rappresentare la base per ripartire. Il messaggio si chiude con
uno sguardo al futuro: la capacità di rialzarsi, afferma la sindaca, è ciò
che definisce davvero una comunità sportiva. E Brescia, conclude, “ha già
dimostrato di saperlo fare e lo farà anche questa volta”. Questa la nota
integrale: "Questa sera c’è amarezza. Perché quando si arriva a
un passo da un traguardo così importante è inevitabile che prevalga la
delusione. L’Union Brescia non è riuscita a conquistare la Serie B, ma questo
risultato non cancella il valore di una stagione che ha saputo emozionare e
riportare entusiasmo attorno al calcio bresciano. Ringrazio la società, lo staff,
i giocatori e tutti i tifosi che hanno accompagnato questa avventura con
passione e affetto. In queste settimane abbiamo visto una città tornare a
stringersi attorno alla propria squadra, condividendo un sogno e sostenendola
fino all’ultimo minuto. Lo sport insegna che non sempre il risultato premia
gli sforzi compiuti, ma il valore del percorso resta intatto. E quello
dell’Union Brescia è stato un percorso che merita rispetto e riconoscenza.
Non va dimenticato che solo un anno fa il futuro stesso del calcio bresciano
appariva incerto, mentre oggi ci siamo giocati la promozione in Serie B fino
all’ultimo. Questo non attenua la delusione di stasera, dà però la misura di
quanto è stato costruito in così poco tempo. Le vittorie si celebrano, ma
sono la capacità di rialzarsi e di guardare avanti a definire davvero una
comunità sportiva. Brescia ha già dimostrato di saperlo fare e lo farà anche
questa volta". V.Debbia Nel giorno in cui l’Ascoli ritrova la Serie B, anche il sindaco Marco
Fioravanti celebra un traguardo che travalica il campo e abbraccia
l’intera città. Il suo messaggio social richiama l’orgoglio di una comunità
che ha vissuto la cavalcata bianconera come un patrimonio collettivo:
società, squadra e tifosi uniti in un risultato che segna una stagione
destinata a restare nella memoria. "Il sogno è
realtà: siamo in Serie B! Milano - Intervistato da TMW, a margine del Festival della
Serie A in corso a Parma, il responsabile del settore giovanile
dell'Inter Massimo Tarantino ha tracciato un bilancio della
stagione appena conclusa: "Il bilancio è buono, in Primavera la squadra
ha fatto un bellissimo percorso in Youth League, è arrivata in fondo in Coppa
Italia e in campionato, pur non riuscendo a ripetersi, rimane molto
soddisfacente il lavoro dello staff. Abbiamo avuto anche il piacere di
vedere qualche esordio in prima squadra. Adesso programmiamo la prossima
stagione. Il mio futuro? Io penso solo all'Inter, non ho altre
società nella testa. Finché ho la possibilità di lavorare in un club
come questo me lo godo". E' uno stimolo ulteriore
consolidare l'asse con l'Under 23? "E' una sfida
bellissima. Abbiamo vissuto la prima stagione che è stata complicata perché
ci ha messo di fronte ad una nuova esperienza e a gestire un'altra
squadra superiore alla Primavera. Devo dire che l'esperienza è stata bella e
che l'Under 23 abbia fatto il suo lavoro, permettendo ai ragazzi di fare esperienze
in un campionato professionistico e agli under 18 di essere aggregati
alla Primavera". In questi giorni si parla
molto di Cocchi legato a Palestra... "Lui è un esempio di
quanto il nostro settore giovanile stia crescendo, come lo è stato Pio
Esposito o Stankovic. Sono tutti ragazzi
che hanno fatto un percorso nel settore giovanile: qualcuno ha la
possibilità di esordire in prima squadra, altri rappresentano comunque un
valore economico per il futuro" Stankovic è pronto per la prima
squadra? "Viene da due
grandissimi campionati in cui ha maturato l'esperienza agonistica che gli
serviva. Credo che sia Ausilio, che Baccin, che Marotta, sapranno se è già
pronto per restare con noi o se fargli fare un percorso diverso. Rimane il
fatto che oggi è un giocatore forte". Si aspettava anche un Chivu così forte? "In Primavera faceva
la differenza. Già si notava la sua forza, il suo carisma e le sue
competenze. Fare lo step non è mai semplice, ma ha
avuto una capacità di adattamento velocissima". Un giudizio su Topalovic? "Ha talento e tanto
potenziale. L'anno scorso ha iniziato a conoscere le esigenze del campionato
italiano. Quest'anno ha fatto un salto di qualità in Under 23 fino ad
esordire in prima squadra dove ha subito messo a referto un assist. Ora
bisogna solo lasciarlo crescere: è uno che promette bene, ma sicuramente deve
ancora lavorare tanto". M.Pieracci Altro giro, altra corsa,
altra estate di iscrizioni e dubbi. La stretta sui controlli, e alcune proposte decisamente
sensate avanzate dalla Lega Serie C - su tutte ridefinire i
contorni di ripescaggio e riammissione - sono strumenti preziosi, in vista
della sempre complicata scadenza delle iscrizioni al campionato. Spesso e
volentieri, però, la nostra categoria preferita si scontra con difficoltà che
hanno le radici in altre situazioni. Poniamo infatti il caso
che ci sia una squadra, neopromossa dalla Serie D, che non paghi
gli stipendi ai propri calciatori da tempo. E che, per iscriversi al
campionato, proponesse agli stessi giocatori di firmare un nuovo contratto
professionistico, che in qualche modo “inglobi” i compensi non percepiti
relativamente all’anno scorso. I tesserati, peraltro, dovrebbero firmare
le liberatorie che attestino l’assenza di debiti -
potenzialmente false a questo punto, ma sono autocertificazioni: vallo a
dimostrare -, consentendo l’iscrizione al campionato, magari con la
fideiussione da 350.000 euro (con liberatorie riferibili al 30 giugno). E che
poi questa società, pur sempre ipotetica e non assolutamente riferibile ad
alcun caso concreto - del resto non siamo indovini, non possiamo sapere cosa
accadrà in futuro -, finisca per non onorare il suddetto contratto
professionistico, non paghi gli stipendi e verso novembre-dicembre diventi il
nuovo dead club walking della C, fino
alla successiva e inevitabile estromissione dal campionato, con tutti i
ragionamenti in termini di condizionamento che ne derivano. Ecco, costruito
questo scenario del tutto eventuale, completamente slegato dalla realtà
attuale e che sicuramente non si verificherà, la domanda è: che colpa
ne ha la Serie C? Nessuna. I.Cardia Ascoli - Francesco Tomei, tecnico dell'Ascoli, ha celebrato la promozione in Serie B ai
microfoni di Raisport: "I
protagonisti sono i ragazzi. Abbiamo avuto la fortuna di avere un grande
gruppo. Abbiamo fatto anche oggi una grandissima prestazione contro una
squadra molto forte, perché il Brescia lo è, senza perdere l'identità, mi
sono piaciuti per la ricerca del gioco, questo è quello che ci ha portato ad
avere questo risultato e ne siamo contenti.V.Debbia |
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