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Ternana - Dopo Stefano Bandecchi, il diluvio. La storia della Ternana dal luglio del 2023, quando l’attuale sindaco di Terni passò la mano a causa dell’incompatibilità con il nuovo ruolo, è stata un lento e inarrestabile declino che ha visto ben tre proprietà alternarsi alla guida del club con risultati raramente in linea con le aspettative e soprattutto una situazione finanziaria sempre più precaria che ha portato fino alle estreme conseguenze con la messa in liquidazione della società e un fallimento ormai certo con l’asta di domani per l’acquisto del ramo sportivo che andrà deserta a causa dei troppi debiti accumulati e di costi di gestione (sette milioni solo per il prossimo anno in Serie C) impossibili da sostenere in queste condizioni.

<b>Guida e i D’Alessandro dopo Bandecchi</b> - La prima proprietà fu quella di <b>Nicola Guida</b> e della sua Pharmaguida che ereditò la squadra in Serie B nel 2023 restando in sella per un solo anno concluso con la retrocessione in Serie C per mano del Bari ai play out. Dopo quella delusione arrivò un altro passaggio di mani con l’arrivo dell’imprenditore <b>Stefano D’Alessandro</b>, già socio con il fratello Maurizio dell’Ascoli. Sotto la sua gestione la squadra sfiorò il ritorno in Serie B, perdendo ai rigori il play off contro il Pescara: un traguardo che forse avrebbe salvato le casse della società e scritto un’altra storia in casa umbra. Una classica ‘sliding door’ che invece persa aprì una nuova crisi societaria ed economica con la ricerca in estate di un nuovo compratore.

<b>L’ultima gestione Rizzo</b> - Una ricerca che si concretizzò con l’approdo della famiglia Rizzo, attraverso la holding FLACLA, con la nomina di <b>Claudia Rizzo</b> come nuova presidente. Un acquisto con un occhio interessato a quel progetto Stadio-Clinica che era, ed è, un cavallo di battaglia di Bandecchi e che aveva richiamato il gruppo imprenditoriale attivo nel campo delle cliniche private. La loro gestione, se possibile, è stata peggiore di quelle precedenti, con la figura di <b>Massimo Ferrero</b> inizialmente attivissima e poi messa da parte non senza polemiche e accuse, fino all’epilogo finale con il rischio di non giocare neanche l’ultima gara della stagione regolare – con pesanti ripercussioni su tutto il torneo e la classifica – per la volontà della proprietà di dare il via alla liquidazione volontaria (poi evitata).

Ora un fallimento inevitabile, figlio di troppe scelte sbagliate e di troppi avventurosi al comando. All’orizzonte la ripartenza dall’Eccellenza (o forse dalla Serie D nella migliore delle ipotesi) con una vera e propria tabula rasa e l’obiettivo non solo di rilanciare il calcio a Terni, ma anche di farlo in maniera sostenibile per non vivere più un triennio come quello appena passato.

T.Maschio

 

 

 

 

 

 

 

 Ternana - Allenatore della Ternana in Serie B, nel 2017, Carmine Gautieri ha commentato ai microfoni di TuttoC.com la notizia del fallimento del club rossoverde: "Queste cose in Italia succedono da anni. Mi dispiace per la Ternana e per una piazza come Terni, passionale e in cui si potevano fare e creare grandissime cose, purtroppo determinate situazioni hanno portato a questo epilogo. Secondo il mio punto di vista, bisogna cambiare il sistema perché quest'anno abbiamo già assistito al fallimento del Rimini. Il calcio va riformato e, finché non ci saranno più controlli, tutto questo capiterà di nuovo". 

I casi Rimini e Ternana non sono gli unici in tempi recenti:
"Hanno detto non sarebbe più successo ma da  quattro anni ormai continuano a fallire squadre. Tutti sanno che i problemi ci sono e spesso prima di partire diciamo che l'importante è che non accada ciò che è successo l'anno precedente, però poi arrivi a fine anno e ti ritrovi a parlare delle stesse cose. Questo campionato è stato portato avanti con la crisi Ternana e quindi rischiava di essere un campionato falsato perché se fosse saltata la Ternana, un mese e mezzo fa,  sarebbe stato un campionato completamente diverso come lo è stato negli anni precedenti. Tutto questo non deve succedere, è inutile che ci nascondiamo, tutti sappiamo che il calcio va riformato e ci vuole gente professionale e competente, servono più controlli ma quando io parlo di controlli lo sto dicendo da una vita, lo dico  a tutti i livelli anche nelle scuole calcio".  

Che ricordo hai di Terni?
"Io di Terni  porto un  ricordo straordinario anche se poi è stata una parentesi negativa dal punto di vista professionale. Una piazza che comunque ha il calcio nel sangue  una piazza passionale. Terni  puntava anche a un qualcosa di importante, ci sono stati anche presidenti importanti ed è un vero  peccato. Mi porterò un qualcosa dietro di mia esperienza positiva anche se non è andata bene e adesso mi dispiace tantissimo non vedere una piazza come Terni nel calcio che conta, perché già la serie C gli andava stretta. Spero che chi arrivi possa creare un qualcosa di bello e che a Terni si facciano le cose serie, ma non solo a Terni perché non se ne può più di vedere queste situazioni nel calcio". R.Bon

 

 

 

 

 

 

Angelo Ndrecka, laterale della Ternana, su Instagram ha commentato il fallimento del club umbro:

"Chiudere in questa maniera fa molto male. 
Fa male perché pur avendo fatto di tutto non si è riusciti a salvare la storia di una città. Una città che, seppur per un solo anno, mi ha dato tantissimo dal punto di vista umano, prima che sportivo.
Non posso fare altro che ringraziare ogni singolo componente della squadra, ogni singolo componente dello staff medico, ogni singolo magazziniere, ogni singola persona che ha lavorato per questa società.
Un grande grazie va anche ai tifosi, che nonostante le mille difficoltà non ci hanno mai abbandonato, ma sempre sostenuto e aiutato nei periodi più difficili dell’anno.
Grazie dal profondo del mio cuore.
Con la speranza che in futuro questa città torni dove merita di stare, avrete per sempre un tifoso in più". S.Donzella

 

 

 

 

 

 

Il Tribunale Federale Nazionale, nell'udienza fissata oggi, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Reggina contro il Messina, nonché nei confronti di Davis Justin Leigh e dell'Acireale. La società calabrese aveva chiesto l'esclusione dal campionato del Messina - e la conseguente cancellazione di tutti i risultati maturati sul campo - contestando la validità dell'iscrizione al campionato e i tesseramenti dei giallorossi. Nel caso fosse stato accolto il ricorso, la classifica del girone I di Serie D sarebbe stata stravolta proprio in favore della Reggina. Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Savoia, Nazario Matachione, che sui canali social della società oplontina ha commentato: "In questa settimana non ho dormito. Ho studiato, approfondito ogni dettaglio e infine scelto di essere presente e discutere personalmente in udienza, da solo, per la mia città, per i nostri tifosi e per tutti coloro che hanno creduto in noi. Ho cercato di nascondere ogni preoccupazione, assumendomi sulle spalle il peso delle tensioni e delle responsabilità, perché Torre Annunziata non doveva vivere neppure un istante di inquietudine. Questa città merita di sentirsi protetta e rappresentata con coraggio.


Oggi abbiamo ottenuto una vittoria non soltanto sul campo, ma anche fuori, contro uno studio internazionale che assisteva la Reggina e contro altre società che, in linea con la stessa Reggina, tentavano di sovvertire il verdetto conquistato sul terreno di gioco, Sancataldese e Acireale. Rivolgo un pensiero sincero ai tifosi della Reggina, che non meritano un’altra delusione. Sono felice per i miei nuovi amici Justin e Morris, ai quali auguro di poter scrivere pagine importanti per il Messina calcio. Un riconoscimento speciale anche all’amico Eduardo Chiacchio per il grande lavoro svolto con competenza e determinazione. Da oggi nessuno potrà più fermarci. Né dentro né fuori dal campo. 
Avanti Torre Annunziata!
Avanti Savoia!". 

M.Ferri

 

 

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