
|
NOTIZIE
TUTTALAC |
|
Lo Spezia ha ufficializzato in
questi primi giorni di calciomercato l’arrivo in maglia bianca di un paio di
giovani calciatori. Si tratta del difensore mancino Sganzerla
(classe 2002) proveniente dal Bra e il centrocampista Bright
(classe 2003) proveniente dall’Alcione Milano. SI tratta di due profili
giovani interessanti che hanno già militato in serie C. Il direttore sportivo
Angelozzi ha pronti altri colpi in entrata, ma il
vero lavoro del dirigente aquilotto lo si vedrà nelle cessioni, quelle
onerose che appesantiscono le casse sociali: siamo solo all’inizio. Cristiano
Sturlese L'esperto tecnico Michele Marcolini, ai microfoni
di TuttoC.com, ha analizzato la nuova stagione di Lega Pro. Tra poche settimane
inizieranno i ritiri. Come sarà questa partenza? Cosa pensa dell'elezione
di Malagò alla presidenza della FIGC? Cosa serve al nostro
calcio per cambiare? In Serie C, comunque, si
parte con una esclusione. Sul campo, con l'arrivo di
Bari, Pescara, Reggiana e Spezia, la C sa ancor più di B... In chiusura una domanda
sul suo futuro. R.Bonn Catania - La scelta di Emilio Longo racconta molto
delle intenzioni del Catania. Il contratto pluriennale non
rappresenta soltanto l'ingaggio di un nuovo allenatore, ma l'inizio di un
percorso che punta a dare continuità a un progetto tecnico dopo una stagione
conclusa con più rimpianti che soddisfazioni. La società ha deciso di
affidarsi a un profilo che conosce bene la Serie C e le sue dinamiche,
preferendo un tecnico capace di costruire un'identità di gioco piuttosto che
una soluzione destinata a produrre effetti immediati. Un segnale chiaro della
volontà di programmare guardando oltre il breve periodo. Un calcio aggressivo e
un'identità ben definita - Il primo elemento che Longo porta in dote è la conoscenza della
categoria. Le recenti esperienze in Serie C gli hanno permesso di maturare
una visione concreta del campionato, fatto di equilibrio, intensità e
continui adattamenti tattici. Dal punto di vista
tecnico, le sue squadre si sono contraddistinte per un calcio propositivo. Il
4-3-3 rappresenta il sistema di riferimento, con la possibilità di passare al
4-2-3-1 o ad altre soluzioni in base alle caratteristiche della rosa e
all'andamento delle partite. Più che il modulo, però, contano i principi:
pressione alta, recupero del pallone in zone avanzate e rapide verticalizzazioni
sono gli elementi che caratterizzano il suo modo di interpretare il gioco. Anche il centrocampo
assume un ruolo centrale nelle idee di Longo. Gli inserimenti senza palla e
la partecipazione offensiva dei mediani sono aspetti ricorrenti, così come la
ricerca costante dell'ampiezza attraverso gli esterni. Un'impostazione che
richiede ritmo, intensità atletica e disponibilità al sacrificio da parte di
tutti gli interpreti. Un'altra qualità
riconosciuta al nuovo tecnico rossazzurro è la
capacità di valorizzare i giovani e creare una competizione interna basata
sul merito. Nelle esperienze precedenti ha spesso costruito gruppi compatti,
premiando rendimento e applicazione quotidiana più che le gerarchie
consolidate. Il progetto passa anche
dal mercato e dalla società - Per quanto le idee di Longo siano chiare, la loro riuscita
dipenderà inevitabilmente dal lavoro del club. Un allenatore che basa il
proprio calcio su pressing, intensità e transizioni veloci ha bisogno di una
rosa costruita con criteri precisi, composta da esterni dinamici,
centrocampisti di corsa e attaccanti capaci di attaccare la profondità. Anche lo staff tecnico
avrà un peso importante. La preparazione atletica e il lavoro quotidiano
dovranno essere perfettamente allineati con i principi dell'allenatore,
affinché il modello di gioco possa essere assimilato rapidamente. L'altro tema riguarda la
gestione delle aspettative. Il Catania arriva da una stagione in cui
l'eliminazione ai playoff ha alimentato delusione e voglia di riscatto,
fattori che inevitabilmente aumenteranno la pressione sull'ambiente. Proprio
per questo il contratto pluriennale assume un significato preciso: la società
sembra aver scelto di valutare il progetto nel suo complesso e non soltanto
attraverso i risultati delle prime settimane. Le basi per costruire un
ciclo sembrano esserci. Longo porta entusiasmo, idee moderne e una conoscenza
approfondita della categoria. Per trasformare queste qualità in risultati
serviranno però coerenza nelle scelte di mercato, una struttura tecnica
solida e la pazienza necessaria per consentire al progetto di svilupparsi
senza inseguire esclusivamente l'urgenza del risultato immediato.Redazione
TC Cosenza - La trattativa per il passaggio di proprietà
del Cosenza tra Eugenio Guarascio e Vincenzo
Rota si è ufficialmente arenata. Dopo settimane di incontri,
documenti scambiati e tentativi di mediazione, il confronto si è chiuso con
un nulla di fatto. A confermarlo è la Gazzetta del Sud, che parla
di una “parola fine” arrivata nelle ultime ore, nonostante i patti di
riservatezza e il lavoro congiunto dei legali delle due parti, del
commercialista Luca Di Donna e dell’avvocato Giuseppe Carratelli
. Il nodo dei debiti: nove
milioni di euro sul tavolo - Secondo il quotidiano locale, uno dei punti più delicati sarebbe
stato rappresentato dalla situazione debitoria del club, stimata intorno ai
nove milioni di euro. La cordata interessata all’acquisizione avrebbe
proposto inizialmente l’accollo di una parte dei debiti, per poi estenderlo
all’intero ammontare, aggiungendo anche un bonus economico per Guarascio in caso di promozione in Serie B. Una formula
che, però, non avrebbe convinto il presidente rossoblù, contribuendo al
naufragio della trattativa . Una ricostruzione
parallela arriva da InfoOggi, che
conferma l’allontanamento dell’ipotesi di cessione e parla di un nuovo
rallentamento dopo l’invio dell’ennesima PEC da parte del gruppo Rota,
accompagnata da un ulteriore accordo di riservatezza. La risposta sarebbe
stata negativa, segnale di una distanza ormai difficile da colmare
. Secondo quanto riportato
da TenTV e ripreso da InfoOggi, l’ostacolo principale non riguarderebbe
il valore economico dell’offerta, bensì la composizione della futura
compagine societaria. La proprietà del Cosenza avrebbe chiesto di conoscere
in anticipo tutti i soggetti destinati a entrare nel nuovo assetto
societario, considerandolo un requisito indispensabile per proseguire il
confronto. Il gruppo Rota, invece, avrebbe ribadito di voler rendere noti gli
investitori solo dopo la conclusione della due diligence,
necessaria per presentare un piano industriale completo ai partner
finanziari. Una posizione che non sarebbe stata ritenuta sufficiente per
andare avanti . Un clima di incertezza che
pesa sulla piazza - La trattativa Guarascio-Rota
si chiude dunque senza accordo, frenata da debiti ingenti, divergenze sulla
riservatezza e soprattutto dalla richiesta di conoscere in anticipo la
composizione della futura società. La cessione del Cosenza appare oggi più
lontana, mentre la piazza resta in attesa di segnali che possano riportare
stabilità e chiarezza sul futuro del club. V.Debbia |
|
" tuttalac " Via Ugo
Foscolo 33 - 27058 Voghera - Pavia - |