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Trentaquattro anni, un fisico ancora in forma smagliante, e quella fame di gol che
non lo ha mai abbandonato. Nwankwo Simy parla dall'Arabia Saudita, dove sta vivendo
un capitolo importante della sua carriera, ma l'Italia è ancora nel cuore.
L'attaccante italo-nigeriano ha attraversato il calcio italiano da nord a
sud: il Crotone dove è esploso fino alla Serie A,
poi le piazze ambiziose di Benevento e Salernitana. Questa stagione ha
indossato la maglia dell'Al - Orobah, con la quale
è rinato. 28 partite e 28 gol. Prestazioni frutto del lavoro iniziato in
Italia a Milano, con l'inizio del percorso con Alessandro Frustaci, Strength & Conditioning
Coach, Head of Performance e volto conosciuto del calcio professionistico.
Dalla gioia della Serie A, fino all'amarezza dell'ultimo anno in B con la
Salernitana. Il percorso si Simy è stato di alti e
bassi, ma sempre tenuto in piedi da una certezza: il lavoro. In esclusiva su
TuttoC.com, Simy ripercorre le tappe di una
carriera che non smette di sorprendere. Quanto è stato importante
per te l'anno vissuto in Arabia Saudita, dove hai segnato tanto? Può
rappresentare una nuova occasione di rilancio per la tua carriera? "È stata davvero
un'ottima esperienza. Una piazza importante, dove possono capitare momenti di
difficoltà, sia dentro che fuori dal campo. Ma è stata un'opportunità che mi
ha arricchito moltissimo, facendomi capire tante cose su me stesso. Le
esperienze vissute in precedenza mi hanno formato: ci sono stati momenti
duri, ma non mi lamento di nulla. Prendo solo ciò che ogni situazione mi ha
insegnato. Qui in Arabia sto cercando di chiudere la stagione nel migliore
dei modi. A 34 anni mi sento fisicamente in grandissima forma, e continuo a
lavorare per dare continuità ai risultati che sto ottenendo." La Salernitana sta
cercando di riprendersi dopo una stagione complicata, ora impegnata nei
Playoff. Tu hai vissuto uno dei momenti più difficili della storia recente
granata: cosa non ha funzionato nella tua esperienza a Salerno? "Dopo le stagioni
vissute con i colori granata, Salerno è diventata una seconda casa per me. La
porto nel cuore, la seguo con grande affetto. È stato certamente un periodo
delicato, ma mi auguro che le cose migliorino presto già a partire da questo
finale nei Playoff. Conosco bene il presidente, conosco bene la piazza: so
che non vorranno mai deludere la loro gente. Ho sempre fatto e continuo a
fare il tifo per la Salernitana, è un ambiente a cui sono profondamente
legato." L.Salvini Pescara - Quattordici gol e quattro assist in trentotto presenze: la
stagione di Antonio Di Nardo in Serie B col Pescara non
è passata inosservata. Nonostante la retrocessione dei biancazzurri, l'attaccante
classe 1998 ha dimostrato di avere tutto per restare stabilmente nella
categoria. Come raccolto dalla nostra
redazione, il Pescara dovrà privarsi di lui: il suo nome è
finito sul taccuino di mezza Serie B, e nelle prossime settimane
si preannuncia un'estate caldissima per una delle sorprese più interessanti
dell'ultimo campionato cadetto. Il club che ha mostrato il maggiore interesse
fin qui è il Padova, che potrebbe affondare il colpo nei prossimi
giorni. L.Salvini Bari - Per capire davvero il peso di una retrocessione bisogna
guardare oltre il tabellino. Ci sono piazze che scendono di categoria e altre
che, semplicemente, spostano gli equilibri del campionato in cui
arrivano. Il Bari appartiene senza dubbio alla seconda categoria. La settimana che
accompagna la Serie C verso le semifinali playoff si chiude infatti con un
verdetto destinato a lasciare un segno profondo sulla prossima stagione: il
Bari è retrocesso in Serie C dopo il doppio playout contro il Südtirol. Due
partite, due pareggi senza reti, un equilibrio che però ha premiato gli
altoatesini grazie al miglior piazzamento in classifica. Al Druso è finita
ancora 0-0, proprio come all’andata del San Nicola: abbastanza per salvare la
squadra di Castori, non per evitare ai pugliesi una delle pagine più
amare della loro storia recente. La fotografia del verdetto
è quasi paradossale: il Bari retrocede senza perdere il doppio
confronto, ma pagando una stagione vissuta costantemente in affanno e
chiusa alle spalle del Südtirol in regular season. Nel ritorno del playout i
biancorossi avevano bisogno di una vittoria, senza mai riuscire
davvero a dare la sensazione di poterla trovare, mentre dall’altra
parte il Südtirol ha interpretato la sfida con la lucidità di chi sapeva di
avere due risultati su tre. Quindi non si tratta di una retrocessione
maturata in una singola serata, ma il punto d’arrivo di un campionato passato
sempre sul filo dell’emergenza, fino all’ultimo, decisivo passaggio. Il Bari chiude così nel
modo peggiore un’annata complicata, segnata da continui cambi di rotta e da
una squadra mai davvero capace di trovare continuità. Dalla panchina
sono passati più allenatori nel corso della stagione (da Caserta a Vivarini e doppio ritorno fino a Longo), segnale
evidente di una squadra che non ha mai trovato una fisionomia stabile. Anche
per questo la retrocessione non arriva come un episodio isolato, ma come la
fotografia di un campionato logorato passo dopo passo, fino all’epilogo di
Bolzano. V.Debbia Benevento - A volte basta solo aspettare l'occasione
giusta. Per Davide Lamesta quel
momento è arrivato nella notte del "Menti" di Vicenza,
con una tripletta che ha detto tutto su chi è e dove sta andando. Tocco
ravvicinato dopo una splendida azione, sinistro violento alla sua maniera,
gran gol di destro: tre modi diversi di segnare, tre facce di un attaccante
che la Serie B se l'è presa con la forza. Come
racconta Il Sannio Quotidiano, non è finita lì: c'è stato anche
il colpo di tacco geniale che ha apparecchiato il cross di Tumminello per il gol di Salvemini sul
3-0, il dettaglio che separa i buoni giocatori dai grandi. Il folletto
di Venaria Reale ha chiuso le tre competizioni stagionali
con 13 gol e 16 assist: una doppia doppia rumorosa,
la seconda in carriera dopo quella del 2023-24 al Rimini -
11 gol e 13 assist in 44 partite - che era stato il biglietto da visita
presentato alla Strega. I numeri di Lamesta hanno varcato i confini nazionali:
nei giorni scorsi le sue cifre da capogiro erano finite tra i consigli per
gli acquisti degli Hearts, squadra
della massima serie scozzese. Un'eco generata da una stagione straordinaria,
costruita gara dopo gara in un ambiente, quello del Benevento,
che lo ha coccolato e stimolato. Floro Flores ne
ha esaltato più volte il talento in pubblico, evidenziando però la necessità
di quello step ulteriore per competere ai livelli
più alti. Lamesta ha risposto sul
campo, come sa fare chi ha trascorso sette stagioni tra i professionisti -
prima in Serie D e poi sei consecutive in Serie C -
totalizzando oltre 200 partite senza mai cedere alla fretta. Ora lo scenario tanto
atteso è realtà. La Serie B non l'aveva mai nemmeno
annusata, e invece ci arriva da protagonista assoluto, da trascinatore di una
squadra campione. Misurarsi con un mondo nuovo sarà il banco di prova
definitivo per un calciatore che ha dimostrato di meritare ogni gradino
salito. Lamesta, classe 2000, è già
concentrato: la stagione di fuoco si avvicina e lui vuole essere uno degli
osservati speciali della cadetteria. Chi lo ha inseguito tardi ha già capito
di aver perso il treno. Il Benevento lo tiene stretto. L.Salvini |
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