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Pesaro. Mercato nel vivo. Due centrocampisti giovani in partenza: Mariani, e’ stato ufficialmente ceduto al Venezia mentre Schiavon ( reduce da infortunio serio) va in prestito al Conegliano. Arrivano oltre al difensore Piras, il giovane attaccante 2008 Alessandro Rizza dal 

Lascaris Pianezza 1954 (Eccellenza).

 

Andrea Fabbrucci 

 

 

 

 

 

 

 

 Beppe Ursino, storico direttore del Crotone con una trentennale esperienza nel calcio professionistico, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per commentare gli ultimi eventi di attualità del raggruppamento C.

Direttore, che partita è stata Cosenza-Crotone?

"Ho visto la partita e la vittoria del Crotone è stata assolutamente meritata. Il Cosenza, secondo me, non ha interpretato bene la gara fin dall’inizio, mentre il Crotone ha giocato meglio ed è giusto che abbia vinto."

Questo Crotone sembrava avviato a un ridimensionamento, invece è stabilmente in zona playoff. Dove può arrivare?

"I playoff li farà sicuramente. Ci sono squadre più forti, questo è chiaro, ma il Crotone è una squadra che tiene bene il campo ed è sbarazzina. L’unica vera incognita è la continuità, perché non è sempre costante nei risultati. Ha fatto una grande partita a Cosenza e speriamo possa farne un’altra importante anche in casa. La discontinuità resta il limite principale."

In un girone difficile come quello meridionale, cosa manca a questo Crotone per essere davvero continuo?

"Questo non lo so e non voglio esprimermi, anche perché lì ci sono dirigenti molto bravi. È una squadra che può ottenere risultati importanti. Poi è vero che ci sono società che hanno speso molto di più. Non so cosa faranno nel mercato di gennaio. Come ha detto il Presidente, bisogna dimensionare, ma conoscendo Gianni Vrenna a lui non piace questo concetto: a lui piace vincere, come abbiamo sempre fatto negli anni. Per questo non credo che smantelleranno."

Restando al Sud, in Sicilia la situazione è diversa: a Trapani si va verso un epilogo poco felice?

"Troppo brutto, davvero troppo brutto. Se non si fanno riforme importanti non si può continuare così, soprattutto in Serie C. Ci sono troppe squadre in difficoltà. Le iscrizioni vengono accettate e poi succede di tutto, ed è una cosa sbagliatissima anche a livello di immagine del calcio italiano. Bisogna fare subito una riforma e far iscrivere ai campionati solo chi ha davvero la possibilità di sostenerli."

Che effetti avrebbe l’eventuale esclusione del Trapani sul campionato?

"Sarebbe una cosa gravissima. A quel punto il campionato sarebbe falsato. Tu dimmi cosa succede se il Trapani non gioca più: chi ne beneficia? Latina, Picerno. Ma a stagione ormai inoltrata. È una situazione molto grave."

In passato Siracusa e Trapani hanno speso tantissimo anche in Serie D e poi tutto è stato smantellato. Come è possibile?

"Non è possibile, infatti. Vuol dire che la proprietà non era seria. Non so cosa sia successo a Trapani, perché sembrava una proprietà destinata ad arrivare addirittura in Serie B. Lo stesso discorso vale per Taranto l’anno scorso. Non è giusto nei confronti delle altre squadre che pagano tutto e fanno l’iscrizione in modo corretto. Per questo servono riforme, e servono subito."

Parlando di calcio giocato, il Cosenza sta ritrovando un minimo di entusiasmo. Come si riattiva la passione in una piazza così importante?

"È una domanda molto difficile. Però io ho una mia idea: i tifosi devono fare i tifosi e aiutare la squadra, non guardare solo la proprietà. Secondo me stanno sbagliando perché si concentrano esclusi  vamente su quello. Tu non sai chi arriva o se cambia la proprietà, ma devi pensare alla squadra. Il Cosenza sta facendo un campionato ottimo, tolta l’ultima partita. Poteva avere molti più punti, ho visto le partite. Quella di Foggia non si può perdere in quella maniera. Bastavano tre o quattro punti in più per essere al ridosso delle prime. Ora è più difficile e molte squadre dovranno pensare soprattutto ai playoff e a piazzarsi bene, che è fondamentale."

Che idea si è fatto del girone, con Benevento e Catania davanti e sei punti di distanza?

"Il girone è sempre difficilissimo. La Serie C l’ho fatta tre o quattro volte e sono stato fortunato a vincerla. È un girone molto bello ed equilibrato. Quest’anno però ci sono tre o quattro squadre veramente forti. In questo momento sia Benevento sia Catania sono davanti. Io ho visto molte partite del Benevento: ha sempre giocato bene, anche quando ha perso, ed è una squadra forte. Il Catania invece è la più equilibrata. La Salernitana, secondo me, non riuscirà a vincere direttamente il campionato."

Il modello Benevento è replicabile?

"Sì, è replicabile. Conosco molto bene il presidente e quando dice che vuole arrivare in Serie B e poi in Serie A, ci arriva. Non è la piazza più calda, ma fanno calcio: hanno monetizzato, hanno lanciato tanti giovani e ottenuto risultati. Questa è la loro politica. Quando hanno visto che c’erano difficoltà, hanno puntato sui giovani e oggi si ritrovano a lottare per la Serie B, con giovani importanti ma anche giocatori esperti e forti."

L.Salvini

 

 

 

 

 

 

La Prima Sezione del Collegio di Garanzia del CONI ha rigettato il ricorso presentato dalla U.S. Triestina Calcio 1918 S.r.l. contro la sanzione della penalizzazione di 13 punti in classifica, confermando integralmente la decisione della Corte Federale d’Appello FIGC.

Questa la nota ufficiale del CONI: "La Prima Sezione del Collegio di Garanzia, presieduta dal prof. avv. Vito Branca, all’esito della sessione di udienze tenutasi in data odierna, ha assunto le seguenti determinazioni:

2. HA RIGETTATO, CON CONFERMA DELLA DECISIONE IMPUGNATA, il ricorso iscritto al R.G. n. 78/2025, presentato, in data 27 novembre 2025, dalla U.S. Triestina Calcio 1918 S.r.l. nei confronti della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) per l'annullamento/revoca della decisione della Corte Federale d’Appello, Sezioni Unite, della FIGC, comunicata, quanto al dispositivo, il 20 ottobre 2025 (Registro procedimenti n. 0030/CFA/2025-2026) e, quanto alle motivazioni, il 29 ottobre 2025 (Decisione/0039/CFA-2025-2026), con cui è stato respinto il reclamo promosso dalla suddetta ricorrente avverso la decisione del Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, FIGC, n. 0052/TFNSD-2025-2026, pubblicata, quanto al dispositivo, in data 16 settembre 2025, e, quanto alle motivazioni, il successivo 19 settembre 2025, con la quale è stata irrogata, a carico della U.S. Triestina Calcio 1918 S.r.l., la sanzione della penalizzazione di 13 punti in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva; HA, ALTRESI', DISPOSTO CHE LE SPESE SEGUONO LA SOCCOMBENZA E VENGANO LIQUIDATE IN € 5.000,00, OLTRE ACCESSORI DI LEGGE, IN FAVORE DELLA FIGC".

V.Debbia

 

 

 

 

 

 

 Claudio Ferrarese, esperto direttore sportivo ex Lucchese, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61 per un'analisi approfondita del campionato di Serie C. 

Il nome comanda, in tutti i sensi. Dopo aver analizzato con rammarico la situazione della Triestina – e in attesa di notizie forse ancora peggiori da Trapani – torniamo al calcio giocato. Ti chiedo una valutazione complessiva su questo campionato di Serie C: hai la sensazione di un torneo in crescita, che magari sta dando più spazio ai giovani, o siamo in una fase di stallo?
"Io tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno. È un buon campionato, dispiace però per le situazioni che si sono verificate: squadre fallite come il Rimini quest’anno, problemi con Triestina e Trapani. Sono vicende che mi rattristano perché falsano i campionati, lasciano a casa giocatori e creano situazioni delicate. L’anno scorso con la Lucchese l’ho vissuta in prima persona e non la auguro a nessuno: è quasi drammatico. Purtroppo ogni anno succede qualcosa, non si trova una quadra e bisognerebbe farsi delle domande serie per dare risposte, anche per rispetto dei tifosi".

L’anno scorso con la Lucchese avete toccato forse uno dei punti più bassi, con problemi economici spaventosi ma un gruppo che faceva miracoli in campo.
"Esatto, è un altro aspetto che dà fastidio e dispiacere: una problematica economica enorme, ma una squadra che stava facendo qualcosa di straordinario".

Passiamo al calcio vero. Partiamo dal girone meridionale, che mi sembra il più incerto, equilibrato e quindi divertente. Al momento è un testa a testa per la promozione diretta tra Catania e Benevento. Cosa ti piace di queste due squadre?
"Sono contentissimo per il mio ex compagno Antonio Floro Flores, che sta facendo qualcosa di straordinario al Benevento. Insieme al Catania stanno disputando un girone bellissimo ed entusiasmante. La Salernitana è un po’ dietro – 6 punti se non sbaglio – ma non va considerata morta. Benevento e Catania hanno perso pochissime partite, segnato tantissimo e subito poco: sono due squadre toste, con attacchi importanti. Sarà un campionato fino alla fine spettacolare, anche nella lotta salvezza c’è grande bagarre".

Tornando al vertice: la scelta del Benevento di puntare su Floro Flores a inizio stagione – sostituendo l’allenatore precedente dopo una vittoria – ricorda un po’ l’operazione Biancolino all’Avellino dell’anno scorso, che poi ha funzionato. Cosa ti ha colpito di Floro Flores?
"Hai detto bene: capita spesso che giovani allenatori, magari dalla Primavera, ex giocatori che conoscono l’ambiente, impattino benissimo con la prima squadra. L’anno scorso è toccato a Biancolino, quest’anno ad Antonio. Conosce l’ambiente, lavora lì da anni e questo ha facilitato le cose: è entrato subito in empatia con il gruppo".

Catania e Benevento hanno bacini d’utenza che possono tranquillamente sostenere la Serie B, con un ambiente forse più favorevole rispetto a Salerno, reduce da due retrocessioni consecutive che hanno lasciato ferite.
"Venire da due retrocessioni consecutive è durissimo a livello mentale. Cambiare tanto non è sempre garanzia di risultati. La Salernitana sta facendo un po’ peggio di Catania e Benevento, che non sbagliano quasi una partita, ma non sta facendo disastri. È un ambiente più tosto, con meno pazienza – nel calcio la pazienza spesso non esiste nel vocabolario. Dopo due retrocessioni è comprensibile, ma lì c’è un grande direttore, una struttura solida: non gli manca nulla".

V.Debbia

 

 

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