26 anni


 

 

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Pesaro   Finale incredibile a Pesaro, dove la Vis trova il vantaggio nei minuti di recupero ma viene ripresa e superata dalla Sambenedettese subito dopo. Roberto Stellone, tecnico biancorosso, è senza parole: "Non mi è mai capitato di perdere una partita in questo modo, né da giocatore né da allenatore. C'è grande amarezza, nel primo tempo la partita è stata molto equilibrata anche se loro sono andati in vantaggio su una situazione che mi è sembrata molto dubbia, nella ripresa l'abbiamo ripresa grazie ad una bella reazione, poi ci siamo abbassati un po' e loro ci hanno provato con tante conclusioni dal limite. Siamo riusciti comunque a riportarci in vantaggio nei minuti finali, forse abbiamo esultato troppo e ci siamo rilassati ed è successo qualcosa di incredibile. Siamo molto delusi, sia perché era un derby molto sentito sia perché i tre punti ci avrebbero permesso di scalare posizioni in classifica"

L'allenatore critica i tifosi: "Quello che mi lascia veramente affranto è sentire i tifosi che hanno detto la parola venduti: in trent'anni che faccio calcio è qualcosa che non si può sentire. Siamo andati sotto la curva, delusi per il risultato e sentirmi dire dai nostri tifosi che ci siamo venduti la partita è qualcosa che mi dà molto fastidio perché veniamo da due stagioni molto positive e siamo qui a lavorare giorno e notte. Accusarci di una cosa del genere non ha davvero senso, visto che abbiamo segnato il 2-1 nel recupero e abbiamo esultato. Forse siamo stati dei polli, ma dire che ci siamo venduti la partita è qualcosa che non accetto. Detto questo, faccio i complimenti ai ragazzi per la stagione, lo scorso anno abbiamo fatto meglio ma quest'anno la squadra era cambiata molto. Nonostante tutto ci siamo salvati con largo anticipo, ci siamo qualificati per i playoff per la seconda volta nella storia della Vis Pesaro e ora pensiamo ad andare avanti il più possibile negli spareggi". 

M.Ferri

 

 

 

 

 

Foggia - I proprietari del Foggia, Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, hanno commentato la retrocessione in Serie D del club rossonero in sala stampa e rilanciato il progetto iniziato pochi mesi fa: "Per noi è un dramma sportivo, ci abbiamo provato con passione ma la retrocessione non ci abbatte - le parole di Casillo riportate da Antenna Sud - Ci faremo trovare pronti se dovesse presentarsi l'ipotesi ripescaggio perché questa piazza merita altri palcoscenici e tornerà qui, meglio di prima. Felleca in tribuna? Con lui al momento non c'è nulla, ci è stato vicino e ci ha dato dei consigli e siamo contenti della sua presenza in queste partite".

Anche De Vitto rilancia: "Il nostro amore per il territorio ci ha spinto a rilevare la società, abbiamo preso giocatori con un curriculum ma probabilmente abbiamo commesso errori, anche se lo abbiamo fatto per il bene del Foggia. Ora programmeremo qualcosa di buono per i tifosi. Posso assicurare che in D non faremo la comparsa, allestiremo una squadra per vincere e ammazzare il campionato".  M.Ferri

 

 

 

 

 

Pontedera - Il presidente del Pontedera, Gustavo Nikitiuk, si è presentato ai microfoni in sala stampa per commentare la retrocessione in Serie D dei pisani: "È deludente stare qui in questo momento, per me è una vergogna grossa perché non vincere da venti partite significa che c'è qualcosa di sbagliato e che non ha funzionato. In questo momento la società non vuole trovare colpevoli, mi dispiace tanto per la città e per i tifosi, adesso la realtà del Pontedera è la Serie D e per noi che veniamo dall'altra parte del mondo è uno stimolo in più per lavorare e riportare al più presto il club in C. Ci proveremo con il ripescaggio, se sarà possibile, ma anche attraverso un progetto diverso che era difficile fare durante questa stagione. Dobbiamo affrontare i problemi ma andiamo avanti per la nostra strada. Mi dispiace tanto per tutte quelle persone che vogliono bene a questa squadra". 

Nikitiuk guarda avanti: "Abbiamo provato di tutto per stimolare la squadra, per dare allegria e vincere una partita ma purtroppo l'obiettivo non è stato raggiunto. Evidentemente abbiamo commesso degli errori e ora dobbiamo fare meglio per riportare il Pontedera dove merita. Il messaggio che mando ai tifosi è che noi siamo qui per lavorare e continuiamo a credere nel nostro progetto".

Il club toscano proverà tutte le strade possibili per conservare la categoria: "Il ripescaggio? Faremo di tutto, ma non dobbiamo creare false aspettative. Il club è stato esemplare sotto tutti i punti di vista nel corso degli anni e questo ci dà una buona opportunità per il ripescaggio, ma certezze non ce ne sono. Il nostro unico obiettivo è fare un progetto serio. Ci abbiamo messo sempre la faccia e siamo stati coerenti fin dal nostro arrivo. Logicamente era impossibile gettare le basi di un progetto iniziando a metà stagione, quando siamo arrivati. Capisco i dubbi della tifoseria granata ma ricordo che, quando abbiamo rilevato la società, la squadra era già in difficoltà e noi non ci siamo tirati indietro. Abbiamo provato di tutto per risollevare la classifica, tranne entrare in campo e giocare noi perché quello era impossibile. Il messaggio che voglio mandare è anche alle famiglie, perché per noi il settore giovanile è fondamentale e mi dispiace non aver visto molti ragazzi del vivaio oggi in campo". M.Ferri

 

 

 

 

 

È tutto da distruggere, è tutto da rifare. È tutto drammaticamente così facile. A distruggere e criticare ci vuole un attimo: comodo, se il proprio ruolo finisce così. Sono i giorni del caos: i Mondiali da vedere in TV, le dimissioni di Gravina, ora il caso che investe Rocchi. L’inchiesta più fumosa nella storia del calcio italiano rischia di dare la spallata definitiva alla FIGC. Per ora non ce ne sono i presupposti, ma il governo - che non vede l’ora di poter dire che ha contribuito a nominare un bel commissario, come se cambiasse davvero qualcosa - ha già fatto capire che o si fa così o le acque diventeranno ancora più agitate.

E allora, ma sì, buttiamo il bambino con l’acqua sporca. Tanto che ci vuole. Zenica è stato un tracollo, rifondiamo da zero. Come? E chi lo sa, fatti vostri. E invece no, questa è una provocazione. E invece c’è qualcosa da salvare: la riforma Zola, le seconde squadre, il nuovo progetto tecnico avviato a livello giovanile, i risultati delle nostre nazionali fino all’Under 19. Sarebbe un errore non vedere anche questo, per solleticare la pancia di chi poi dopodomani si potrebbe serenamente disinteressare di tutto questo. Non ditelo a chi vuole picconare e basta.

Lontani dal clamore dei piani alti, ci godiamo la parte più divertente della stagione. Chapeau Arezzo, che ha speso e costruito per vincere: alla fine ce l’ha fatta. Ora però ci gustiamo i playoff: una lotteria per qualcuno, un torneo nel torneo per altri. Una specie di Champions della C, se vogliamo. Una bella idea: da un decennio a questa parte, le migliori del calcio italiano sono arrivate dalla C. Guarda un po’ il caso. I.Cardia

 

 

 

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