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In settimana sono state ufficializzate le candidature di Abete e Malagò per la
presidenza della FIGC. La Lega Pro, in maniera anche coerente con la propria
storia recente, ma non scontata - considerando che è l’unica componente ad
aver scelto questa posizione -, ha evitato di schierarsi. C’entrano
ovviamente dinamiche politiche, e posizioni non così semplici da sintetizzare
in una lega che mette insieme tante realtà diverse. Ho l’impressione,
peraltro, che una maggioranza, magari non così ampia ma maggioranza, di
presidenti simpatizzi comunque per l’ex presidente del CONI, ma questo si
vedrà e resta in ogni caso un unicum nel panorama federale, come del resto la
Serie C è anche sotto tanti altri aspetti. Non schierarsi presenta
ovviamente anche un rischio, calcolato: al vincente non si potrà far presente
il proprio appoggio, ammesso che poi serva a qualcosa. Allo stesso tempo,
l’approccio è idealmente il migliore, l’unico che abbia messo al primo posto
i contenuti e non i nomi. Anche nei confronti con i due candidati, anziché
chiedere mari e monti, la Lega presieduta da Matteo Marani ha fatto presente
delle questioni molto concrete, e non in numero irrealizzabile. È, per vari
motivi, l’unico modo serio di approcciarsi a un - piccolo o grande che sarà -
ribaltone, che se non si affronta parlando di problemi concreti non ha senso
immaginare: pur avendo sostenuto che Gravina dovesse dimettersi anche per
questioni di forma, è evidente a tutti che non sia colpa sua se non siamo
andati ai Mondiali, e soprattutto che questa sia al massimo la punta e non
l’iceberg intero. La diversità della Lega Pro, ben
rappresentata dalla coerenza profonda di questa scelta, ha ragioni storiche,
alcune molto attuali. Cuscinetto tra professionismo e dilettantismo - pur se
formalmente fa parte del primo - è una lega che tutti sprimacciano per stare
più comodi. Dall’alto e dal basso, è spesso catalogata come il problema,
anche se è ovvio che non lo sia. La stessa questione della riduzione dei club
professionistici, tornata d’attualità, spesso si risolve surrealmente
all’idea di tagliare la C. Ignorando un fatto, e cioè che sia stata l’unica
in passato a essersi autoridotta. Uno spirito di servizio mai riconosciuto,
che l’accompagna tuttora, basti pensare alla rinuncia in termini di peso
elettorale fatta un paio di anni fa. Schiacciata dai problemi degli altri,
nel tempo ha introdotto le uniche vere novità del calcio italiano in era
recente, basti pensare ai playoff. O a quello che offre adesso: riforma Zola,
Var a chiamata (ok, FVS…), salary
cap. Ecco, non sarebbe male se, anziché sganciare accreditamenti elettorali
come se fosse necessario prendere una posizione, a volte senza neanche sapere
cosa comporti, anche altre componenti si facessero portatrici di riforme e
proposte concrete. E poi magari si discute di chi le deve portare
avanti. Foggia - Le trattative tra Roberto
Felleca e Casillo-De Vitto vanno
avanti, ma a passo lento. Come riporta il Corriere dello Sport nell'edizione
pugliese, il confronto viaggia con calma, e c'è tanto da decidere: un mondo
di strade da percorrere, nomi su cui puntare per i ruoli di direttore
sportivo e allenatore, scenari ancora da definire. Il tempo stringe, ma
l'attuale silenzio da parte della società non aiuta a fare chiarezza e
alimenta pure l'ipotesi di un possibile disimpegno. Le domande sul futuro
del Foggia restano aperte: da Felleca ai
pool locali, ogni strada è percorribile. La sensazione, però, è che le parti ebbano sciogliere il più grave nodo cruciale durante
questa interregno: quale sarà realmente il peso della componente Casillo-De Vitto nella
prossima stagione? La risposta arriverà nei prossimi giorni, e sarà decisiva
per il futuro dei rossoneri.L.Salvini Lo Spezia si prepara a una stagione di Serie
C con la consapevolezza che i numeri non tornano. La proprietà deve
fare i conti con un budget che aveva sfiorato i 16 milioni di euro in
passivo, una cifra fuori scala per la terza serie: sei voli charter nel corso
della stagione, un record della categoria, e una rosa che dal
primo luglio avrà 27 calciatori sotto contratto, di cui almeno venti con
stipendi incompatibili con la Serie C. I rientri di Verde e Antonucci pesano
come macigni sul bilancio. L'obiettivo è
ridurre drasticamente le spese per avvicinarsi al modello Salernitana,
che un anno fa dopo la retrocessione dalla Serie B aveva
ragionato su 10 milioni di budget, di cui la metà utilizzata per gli
esodi agevolati. Charlie Stillitano,
atteso in città nei primi giorni della settimana con una conferenza stampa a
seguire, sta studiando i numeri con attenzione dagli Stati Uniti:
la proprietà ha già versato quasi 70 milioni in conto capitale, e adesso
pretende un cambio di rotta. Come ricostruisce Il
Secolo XIX, l'iscrizione al campionato, da
completare entro il 16 giugno con le certificazioni degli stipendi di maggio
pagati e una fidejussione da 350mila euro, non è in discussione, ma la
gestione finanziaria resta il nodo principale. Lo stadio Picco, Follo e
il Ferdeghini non sono asseti ma
costi impegnativi. Intanto si muovono anche i pezzi dell'organigramma: Stefano
Melissano, ancora sotto contratto fino al 2027, è destinato alla
rescissione, mentre resta incerta la posizione dell'amministratore
delegato Andrea Gazzoli. Per il ruolo di direttore sportivo
emergono diverse soluzioni: Lovisa, Di
Toro, Mauro Pederzoli - ex Parma e
fino a pochi giorni fa in trattativa con il Brescia prima
della scelta di Marroccu, o la coppia Braida-Groppi,
oggi al Ravenna. L.Salvini Lecco -Alcuni violenti scontri si
sono verificati a Lecco prima del calcio d'inizio della sfida tra
i blucelesti e il Catania. Come riportato da La Sicilia, gli ultras lombardi avrebbero teso un agguato ai rivali,
scatenando la reazione degli stessi: soltanto l'intervento degli agenti della
Digos, in servizio nei pressi dello stadio, ha
evitato conseguenze peggiori. L.Carini Ravenna - Al
termine della sfida dell’Arechi tra US
Salernitana 1919 e Ravenna FC, l’allenatore giallorosso Andrea Mandorlini ha analizzato in sala stampa la gara d’andata dei
quarti di finale playoff finita 2-0 per i padroni di casa. “Complimenti alla
Salernitana che ha fatto un grandissimo primo tempo creando tante occasioni e
dove abbiamo subito senza mai reagire”, ha dichiarato il tecnico del Ravenna.
Mandorlini ha poi sottolineato la crescita della
sua squadra nella ripresa: “Noi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo ma
sulle palle inattive ci hanno fatto malissimo trovando due gol. Nel primo
tempo loro avevano premuto tanto senza capitalizzare, poi quando sembrava che
avessimo preso campo siamo stati puniti. È la legge del calcio”. Il tecnico
guarda già alla gara di ritorno: “Mercoledì ce la giocheremo sperando di
recuperare energie. L.Esposito |
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